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Ecco come partecipare per trasformare Via Carlo Alberto. Ma solo per trasformarla davvero

Definizione delle Linee Guida per la progettazione dell’intervento di riqualificazione di Via Carlo Alberto e Vie limitrofe

Avvio del processo di progettazione partecipata

Premesso che, con Deliberazione n. 4 del 5 febbraio 2015, l’Assemblea Capitolina ha formulato gli indirizzi al Sindaco per la sottoscrizione di un nuovo Accordo di Programma con la Regione Lazio e il Ministero delle Infrastrutture, concernente la rimodulazione del Programma di Riqualificazione Urbana “ Esquilino”; tenuto conto che nella nuova rimodulazione dell’Accordo è previsto un intervento di riqualificazione di Via Carlo Alberto e delle zone limitrofe; considerata la rilevanza della strada e dell’intervento;

La Presidente e l’Assessore ai LL.PP. del Municipio Roma I Centro d’intesa con l’Assessore ai LL.PP di Roma Capitale intendono avviare un processo di partecipazione della cittadinanza che permetta di raccogliere idee, proposte, suggerimenti finalizzati alla elaborazione di “ Linee Guida” progettuali.

Il primo incontro del “Processo di Partecipazione” si terrà il giorno 20 marzo dalle ore 17.00 alle ore 19.00 presso la Casa dell’Architettura in Piazza Manfredo Fanti 47, con il seguente ordine del giorno:

  • Introduzione, presentazione degli iscritti, dei soggetti istituzionali e dei referenti tecnici coinvolti nelle attività
  • Consegna e illustrazione della documentazione di supporto (atti amministrativi, documenti e proposte già pervenute, schema di riferimento delle Linee Guida)
  • Definizione della metodologia di lavoro, del calendario delle attività e delle scadenze previste

Si invitano pertanto tutte e tutti coloro che intendono partecipare al processo partecipato ad inviare la propria richiesta all’indirizzo mail partecipazioneviacarloalberto@gmail.com.

La richiesta di iscrizione dovra’ essere completa di:

nome, cognome, eventuale comitato/associazione/realtà organizzata di appartenenza, professione, numero di telefono, indirizzo di posta elettronica, indirizzo di residenza, requisiti di iscrizione di cui al sotto richiamato art. 2 del Regolamento del Municipio.

 

Le domande di partecipazione dovranno pervenire entro e non oltre le ore 13.00 del 20 marzo 2015.Sarà possibile iscriversi al percorso partecipato, in ultima istanza, anche prima dell’incontro del 20 marzo, dalle ore 16.30 alle ore 17.00, direttamente presso la sede dell’incontro. Dopo tale scadenza non saranno ammesse altre adesioni.

Si precisa che il processo di partecipazione seguirà i principi e le procedure previste dal Regolamento sulla Partecipazione Popolare, approvato dal Consiglio del Municipio Roma I Centro, con deliberazione n. 39 del 25 luglio 2014, scaricabile direttamente dal sito web del Municipio, al link:

https://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/Delib39_RegolamentoPartecipazione.pdf

Potranno quindi fare richiesta di partecipazione al processo partecipato i soggetti aventi i requisiti riportati nell’articolo 2 del sopracitato Regolamento.

Con invito a collaborare alla diffusione di questo invito, si inviano cordiali saluti

Maurizio Pucci, l’Assessore ai LL.PP. Di Roma Capitale

Sabrina Alfonsi , Presidente del Municipio Roma I Centro

Tatiana Campioni, Assessore ai LL.PP. del Municipio Roma I Centro

 

***

Fin qui la parte tecnica e le istruzioni. Dopodiché occorrerà dire come la vediamo noi. Su Via Carlo Alberto c’è un investimento enorme, pari praticamente ad un milione di euro. Mai a Roma si possono fare progetti con budget così rotondi. In una città, poi, dove le strade si riprogettano una volta ogni cinquant’anni e, quasi sempre, si progettano malissimo.

Ecco perché su Via Carlo Alberto la svolta deve essere radicale e totale. C’è una cifra ingente, che è un chiaro indirizzo a cambiare profondamente la strada che unisce Piazza Vittorio a Santa Maria Maggiore. C’è un percorso giubilare perché siamo sulla Via Sistina, sulla strada che Papa Sisto V inventò per collegare Santa Croce in Gerusalemme a Trinità de Monti: e la città il prossimo anno celebrerà il suo Giubileo Straordinario. Quale occasione migliore per progettare qualcosa che funga anche da modello e che contribuisca, contaminando le strade circostanti, alla riqualificazione del rione?

Si propone dunque di realizzare una strada-piazza che sia l’ideale prolungamento verde di Piazza Vittorio. Dall’uscita nord dei giardini della piazza su procederà su attraversamenti pedonali rialzati, senza soluzione di continuità, per arrivare alla strada la quale sarà completamente liberata delle auto in sosta (oggi la sosta è un problema enorme di Via Carlo Alberto e determina caos, congestione, inquinamento, pericolo, incidentalità). I marciapiedi verranno dotati di una seconda fila di alberi e saranno allargati fino al punto da arrivare a lasciare alle auto due corsie per il transito in entrambe le direzioni delle auto e del trasporto pubblico. I marciapiedi verranno poi protetti con dissuasori e parapedonali. Sui marciapiedi sarà interdetta la possibilità di ottenere licenze per bancarelle, ma sarà incoraggiata la possibilità di ottenere occupazioni di suolo pubblico per le attività di ristorazione. Tutte le occupazioni dovranno avere lo stesso stile degli arredi. Una rampa per il carico e scarico dei passeggeri verrà garantita di fronte all’albergo.

Scaturirà così qualcosa di intermedio tra una piazza, un parco lineare, un grande boulevard europeo che valorizza al contempo il percorso rinascimentale di Via Carlo Alberto e l’impostazione europea del Rione pensato dai piemontesi. Gli immobili acquisiranno enorme valore con benefici non solo sulla strada ma su tutto il Rione. La circolazione sarà più scorrevole e non subirà più i ritardi dovuti dalla sosta più o meno selvaggia. Le emergenze storiche come la Chiesa di San Vito verranno finalmente valorizzate. Le attività commerciali aumenteranno di molto i loro affari e questa trasformazione urbana permetterà un cambiamento nell’offerta merceologica esattamente come è successo nella principale strada della Chinatown a Milano: non appena l’hanno pedonalizzata ed hanno tolto il caos delle auto anche i negozi si sono adeguati, migliorando: Via Carlo Alberto sarà la prima passeggiata per chi esce dalla Stazione Termini e vuole recarsi nelle aree basilicali di Santa Maria Maggiore, Santa Croce e San Giovanni. Il problema dei posti auto persi non è da considerarsi tale: a pochi passi da Via Carlo Alberto, sopra la stazione, è in costruzione un gigantesco parcheggio sopraelevato da oltre 1000 posti. Chi pianifica la città di domani deve assolutamente tenerne conto: togliendo le auto dalla strada e finalmente alloggiandole – per chi ancora desidera possederle – in apposite strutture.

 

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Commenti (18)

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  1. disillusa says:

    Per riqualificare via Carlo Alberto sarebbe sufficiente liberarla dalle cineserie che l hanno invasa. Fate ritornare i negozi di qualità che c erano una volta e allora si potrà parlare di riqualificazione. Io all incontro non ci vengo perché tanto è tutto deciso,la mia parola non conta nulla anche se comunque pago le tasse. Infine mi chiedo con l eliminazione di altri parcheggi si verificheranno soste selvagge nelle vie limitrofe oppure verrà fornita una soluzione civile?

  2. colosseo says:

    Importante anche dedicare attenzione a quella meraviglia di via di San Vito e all’Arco di Gallieno, andrebbe illuminata meglio la stradina (lo slargo prima dell’arco potrebbe essere una piazzetta splendida è invece un luogo appartato in cui gli ubriaconi vanno a fare pipì, vergognoso)

  3. Anonymous says:

    Se vuoi vivere nel centro di Roma la soluzione civile è comprarsi un box auto o vendere la macchina

  4. boh says:

    ” Il problema dei posti auto persi non è da considerarsi tale: a pochi passi da Via Carlo Alberto, sopra la stazione, è in costruzione un gigantesco parcheggio sopraelevato da oltre 1000 posti”

    E i residenti dovrebbero parcheggiare nel parcheggio di termini? (che immagino sarà anche a pagamento).

  5. Anonymous says:

    Ho controllato. Nella costituzione non c’è traccia del diritto al parcheggio gratis sotto casa.

  6. Anonymous says:

    Aho ma io a maghina ‘ndo la metto? Io so residente cio diritto ar posto gratis pe a maghina mia.si nun te piace vattene.

  7. boh says:

    Ho controllato. E’ un paese libero, ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione e sollevare obiezioni. “Si nun te piace vattene” lo dici “a tu sorella”

  8. Tramvinicyus says:

    V’ariverà a mille euro er litro stabbenzina no? farete aa fine de Sarajevo durante l’assedio, che le maghine ee buttavano daa tangenziale….ma magari ariva quer giorno…sò proprio contento….ce dovete morì co ste maghine…

  9. Roberto says:

    che significa “liberare la strada dalle cineserie”? siamo in un paese libero, non si può obbligare qualcuno ad andare via. ciò che si può fare invece, attraverso la riqualificazione di una strada, è di aumentarne il rendimento commerciale potenziale, che rende non conveniente tenere aperto un negozio di cineserie, ma sostituirlo con attività a rendimenti più elevati.

  10. Roberto says:

    il progetto così descritto mi sembra molto bello. ma questo “si propone” per chi sta? chi lo propone? è il progetto base che viene dal Municipio? o è una proposta del blog?

  11. Roberta says:

    Fatevi un giro all’Esquilino prima di scrivere cavolate su chi ci abita. Lo schifo della sosta selvaggia non è certo causato dalle (poche) automobili dei residenti, ma da chi pretende di arrivare in centro con l’automobile incollata al sedere e, magari, di posteggiare pure “aggratis”. Se volete venire in centro, prendete i mezzi, come in tutti i paesi civili.

  12. boh says:

    Grande roberta, d’accordissimo con te! Basti pensare che di notte lo schifo della sosta selvaggia non sussiste…

  13. red says:

    ma i marciapiedi di piazza santa maria maggiore resteranno cosi come sono tipo beirut e resteranno le bancarelle sulla piazza allora ditemi a che serve sto progetto se finisce in un a piazza ridotta come è ridotta

  14. disillusa says:

    X Roberto 10:50 19/3: in nome della libertà la nostra meravigliosa Roma è pronta a far concorrenza alle capitali del terzo mondo e tutto questo grazie alla libertà di invasione di cineserie e bancarelle, libertà di bivacco, libertà di accoglienza degli zingari, libertà di parcheggiare selvaggiamente (a proposito hai notato che nel nostro quartiere di norma non si vedono persone su sedia a rotelle che girano autonomamente? Ti sei chiesto il perché?) e così via. E il concentrato di tutto questo “ben di dio” è nel nostro ex meraviglioso Esquilino. Sicuramente i nostri nonni che lo hanno costruito, se risuscitassero, tornerebbero dritti alla loro tomba. E te lo dico con tristezza al cuore. Non sarebbe meglio sacrificare un po’ di questa famigerata libertà in nome del decoro e del senso civico?

  15. Roberto says:

    per disillusa: sono d’accordo su tutti i punti critici che elenchi, il mio punto è che i cinesi o i negozi “tutto a un euro” non puoi cacciarli (finchè sono legali) così come non si può dire “fate tornare i negozi di qualità”, perchè una frase detta così non ha senso. l’unica soluzione è riqualificare, rendere bella la piazza e le vie circostanti, creare spazi pedonali, verdi, puliti, trovare una soluzione per i vagabondi e in maniera del tutto naturale torneranno imprenditori che vorranno aprire negozi e ristoranti e bar di qualità e torneranno i clienti in grado di dare domandare i loro servizi.

  16. Roberta says:

    basterebbero un minimo di controlli seri su licenze, tasse varie,posizione lavoratori, condizioni igieniche (giusto per citarne alcuni) e il 99% delle attività commerciale-ciarpame del rione chiuderebbe seduta stante..
    c’è da chiedersi come mai a nessuno (polizia municipale, gdf, lavoro, interno)venga in mente di farli (sic!)
    stesso discorso per tutti i balordi accampati in zona ormai da un decennio…
    davvero memorabile la vista di Santa Maria Maggiore per chi arriva da Via Carlo Alberto marciapiede lato dx: cassonetti con monnezza free-style, ubriaconi stanziali e urinatoio open-air..

  17. disillusa says:

    X Roberto : sei una persona molto educata e certamente se avessimo un comune che ragiona col cuore e col Buon senso tutto si sistemerebbe come dici tu. Ma dubito che chi ha dato licenze, per l apertura di attività molto discutibili, voglia fare marcia indietro in merito alla riqualificazione Dell Esquilino. Le soluzioni semplici e ovvie ci sono: controlli come giustamente segnala Roberta su tutti i fronti (cineserie, barboni, decoro stradale, parcheggi selvaggi ecc. Ecc.)

  18. Roberto says:

    cara disillusa, grazie per “l’educato”, alcuni problemi hanno una soluzione più facile e potenzialmente immediata (per il parcheggio selvaggio basta l’arredo urbano e i controlli) per altri sono necessarie soluzioni amministrative apparentemente semplici (ad es: l’orrenda sala scommesse sotto i portici, o le varie bancarelle), il problema è: una volta date le licenze, come si fa a ritirarle? è possibile?. per i senza tetto il problema è più complesso e delicato perchè i posti per il ricovero ci sono, ma i senza tetto non possono essere forzati a dormire lì. per le “cineserie” non in regola è vero che basterebbero i controlli a farle chiudere, ma per far riaprire negozi “belli” è necessario riqualificare la piazza, i portici, i giardini, le strade accanto. e allora tornerebbero gli investimenti di qualità.

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