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Il dente cariato di Via Merulana sarà un falso storico. Perché?

“La scelta di ricostruire parte dell’edificio crollato riproponendolo così com’era originariamente senza alcuna rivisitazione architettonica e sui materiali è dettata dalla necessità di rendere leggibile l’impianto e la forma originaria”. Già, ma noi la forma originaria e l’impianto di quel palazzo abbiamo sufficiente immaginazione per figurarcelo lo stesso. Altroché. Anzi abbiamo avuto anni e anni per immaginarcelo visto che è stato lasciato abbandonato per una vita. Non abbiamo bisogno di una ricostruzione “in stile”, di un “falso storico”. Non riusciamo a capire perché nel 2014 si debba costruire un palazzo nello stile dincento anni fa. Non si fa nulla del genere da nessuna altra parte del mondo. Eppure queste sono le frasi che trovate sul cantiere, ormai avviato, del dente cariato di Via Merulana, l’edificio dell’ex Ufficio di Igiene che finalmente, dopo decenni di rinvii, ora si ricostruisce. Anzi, più che si ricostruisce si “scimmiotta”, si copia, piuttosto si scopiazza perché proprio copiare il “dov’era – com’era” non è possibile visto che nel frattempo, negli Anni Sessanta, quando si osava, talvolta sbagliando talvolta facendo bene come sono le cose della vita quando la affronti senza paura, qui si è costruito un grande edificio comunale su Viale Manzoni e dunque l’Ufficio d’Igiene lo puoi fare replicandolo ma fino ad un certo punto.

Un vero peccato francamente. Si costruisce in piena città e, quando finalmente ci sono spazi e ambiti per proporre soluzioni contemporanee, magari approfittandone per far lavorare nel cuore di Roma qualche grande architetto, e invece si ricostruisce “in stile” che manco a Cassino dopo i bombardamenti. Una cosa da strapaese, da cittaduncola provinciale. Chi l’ha decisa questa cosa? Chi se n’è preso la responsabilità? Chi ha tolto alla città la possibilità di una piccola evoluzione, di instillare un piccolo dubbio nei suoi abitanti? Di osare, rischiare, provarci come accade in tutte le altre città del mondo nessuna esclusa?

E il peccato è doppio se è vero come è vero – ve ne abbiamo già parlato quando anticipammo la partenza del cantiere – che qui il costruttore è Sac. Un costruttore di qualità con competenze e expertise invidiabili: gente che ha costruito il Maxxi di Zaha Hadid e il Nuovo Teatro del Maggio Fiorentino di ABDR a Firenze. Noi all’Esquilino gli facciamo fare il palazzetto primonovecentesco in stile.

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categoria: articoli

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Commenti (15)

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  1. Anonymous says:

    vabbe ma che ci mettono dentro?

  2. Tramvinicyus says:

    L’appartamento del Maresciallo Lusifiorito, che poi telefona al Commendator Panzarella che ce mette la cognata der fio der Sòr Dufòdere che c’aveva nappartamentino ar Vaticano che ciaveva er fio der Sòr Treffòdere etc. etc. etc. che voi che ce mettano a Roma?…Mettetece er fio daa Moratti, o er Trota

  3. Lorenzo Leggeri says:

    Mi perdoni, si può essere più o meno d’accordo con l’idea di ricostruire il palazzo come era in origine, ma non si può dire che “Non si fa nulla del genere da nessuna altra parte del mondo”. Perché non è assolutamente vero. Lo si fa in tutte le parti del mondo. In Germania si sta terminando oggi la ricostruzione di un intero centro storico, quello di Dresda, distrutto nella seconda guerra mondiale; non era rimasto quasi nulla, la cattedrale era ridotta ad un moncherino, ed oggi il centro è nuovamente in piedi. E ciò è stato fatto in seguito ad una forte spinta e raccolta fondi da parte della popolazione. Tedeschi ignoranti? Forse… Ma l’hanno fatto. Stessa cosa dicasi per Varsavia. In Francia, Inghilterra e Olanda addirittura si spingono a costruire interi paesi in stile, dal nulla (vedi Plessis-Robinson, Poundbury e Brandevoort)… E pare ci si viva pure piuttosto bene. Giusto o sbagliato non so… Ma vi prego, risparmiateci il solito pippone sul falso storico e sui romani ignoranti, unici al mondo a prendere in considerazione il “com’era dov’era”. Perché è falso.

  4. Roberto says:

    anche io, come Lorenzo, questa volta non sono d’accordo con l’articolo. oltre alle città citate da Lorenzo, nell’europa centrale e del nord (svizzera, norvegia, rep. ceca, ungheria, romania oltre alle citate germania e polonia) si restaura tantissimo in questo modo. anzi devo dire che a volte in italia vengono lasciati in piedi dei monconi di vecchie cose indecifrabili (o comprensibili solo per gli archeologi) che sia impediscono le nuove costruzioni e sia non sono belli da vedere.

  5. Dionisio says:

    Zana hadid è disprezzata da molti architetti, non è nemmeno tutta questa eccellenza. Una dei principi dell’architettura è l’inserimento dell’opera nel contesto che ovviamente un intervento ultramoderno avrebbe stonato molto. In più non è più economico costruire la piccola parte distrutta che abbattere tutto? Per altro si tratta di un’architettura di qualità eh.

  6. Anonymous says:

    Esatto. Invece di fare il solito finto moderno mega garage tutto cemento ferro e plastica, un discreto, sensato, reinserimento dell’edificio nel tessuto urbanistico viario che è grazie al cielo ancora uniformemente ottocentesco.
    Le navicelle spaziali si lasciano in periferia, non al centro di Roma.
    A Parigi il cubone cementizio della Defense sta, appunto, alla defense, non sotto Notre Dame.

  7. Anonymous says:

    Scusate però, sui “mozziconi”, lo capisce pure mio zio che ha la seconda elementare il senso storico, estetico e documentario di un rudere.
    Sono veramente riusciti a rendere la patria dell’arte e della conservazione il paese degli zulu.

  8. griffin says:

    scusate ma se la soluzione contemporanea è, per dire, il palazzo dell’enpam a piazza vittorio, allora è molto meglio che lo rifacciano tale e quale

    anche perché non è che stiamo parlando di chissà quale edificio, a roma ce ne sono a migliaia così

  9. Anonimo says:

    Non concordo,deve essere in stile,niente porcate moderne…non capisco questa enfasi nel piazzare obbrobbri moderni simili a supposte in centro.
    Li mettessero nemmeno in periferia ma in estrema periferia,noi quelle schifezze non le vogliamo vedere.
    Avanti con lo stile ottocentesco!

  10. girolamo says:

    Non essendo un edificio di pregio, similarmente all’orripilante Ufficio d’Igiene limitrofo, in un Paese civile avrebbero demolito tutto, lasciando un po’ di spazio libero, occupato magari dal capolinea dei nuovi bus elettrici che gestirà la King Long.(Non King Kong, purtroppo)

  11. lister says:

    Se fosse valida la teoria di sessorium (?) la Storia dell’Architettura non avrebbe avuto il Rinascimento, il Neoclassico, il Neogotico, il Neoromanico…
    Quelli avrebbero “scimmiottato.. copiato… scopiazzato”?
    Ma ve lo immaginate, in Via Merulana, un “suppostone” tipo Londra o (quello sì copiato) tipo Barcellona??!!
    Ma ci faccia il piacere!

  12. Criss says:

    ma cfhi è l’imbecille che ha scritto questo articolo, forse un punkabbestia?
    A me sembra ovvio che se devi ricostruire la porzione di un edificio crollata, la rifai come era prima del crollo. O forse preferisci vedere quegli scempi di misto muro-vetro-corten che vanno tanto di moda?
    Avresti fatto meglio a raccontare le origini del crollo, invece di aprire la bocca e dargli fiato!

  13. Lucas says:

    Non ci lamentiamo sempre: e quando non fanno le cose….e quando le fanno perchè le fanno finto antico…. andiamo ragazzi, fossero questi i problemi della zona…. Ma meno male che lo ricostruiscono. A me non dispiace “finto antico”..

  14. Anonymous says:

    Non è necessario insultare necessariamente chi si contesta. Ribadisco la teoria dello zulu, anche quando ha un minimo di intelligenza storica e di senso critico, come in questi casi.
    Ma senza educazione…

  15. Anonymous says:

    Non è necessario insultare necessariamente chi si contesta. Ribadisco la teoria dello zulu, anche quando ha un minimo di intelligenza storica e di senso critico, come in questi casi.
    Ma senza educazione…

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