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Cosa succederà dentro l’area della ex Dogana di San Lorenzo?

C’è movimento a San Lorenzo, giusto nella parte di San Lorenzo esattamente attaccata al nostro Rione. Nel lotto della ex Dogana dello Scalo San Lorenzo verso la metà del prossimo anno dovrebbero iniziare le demolizioni che porteranno alla nascita di un piccolo nuovo quartiere (subito dopo il ponte sotto la ferrovia a destra, per capirsi). Si demoliranno le strutture di poco valore in cemento armato, ma non la parte che dà proprio sulla strada, quella più storica di inizio Novecento. Cosa si farà dentro? Si faranno due palazzi, uno spazio rimarrà al Comune che dovrà decidere come utilizzarlo, ci sarà un centro commerciale\supermercato, ci saranno spazi produttivi (studi, atelier) e ci sarà uno spazio per alloggi studenteschi. Per un totale di 300 nuovi abitanti. Ci sarà poi un po’ di verde. Sia nell’area vicina ai nuovi palazzi, sia in un’area più alta, un parco lineare pensile che separerà il lotto sviluppato e la ferrovia che gli corre accanto, anche e soprattutto in funzione antirumore (questo tratto di ferrovia è frequentatissimo).

Speriamo che l’operazione porti nelle casse del Comune un bel po’ di soldi in termini di oneri concessori. Soldi poi da reinvestire sul territorio di San Lorenzo. E speriamo che questo development si porti dietro anche lo sviluppo della favela giusto dall’altra parte della strada, dove il quartiere offre la visuale di una autentica baraccopoli sudamericana.

Se volete vedere l’area prima che venga demolita e trasformata andateci questo finesettimana: ce n’è la possibilità grazie al festival di street art Outdoor che ha invaso questi spazi con interventi site specific. Il progetto, poi, potrebbe essere presentato alla città tra un paio di settimane. E l’architettura, rispetto a queste prime immagini di bozza di progetto, potrebbe cambiare.

 

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categoria: articoli

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Commenti (17)

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  1. Anonymous says:

    Il Progetto non sembra affatto male!

    Credo che la zona non ne abbia che da guadagnare!

  2. griffin says:

    aspetta, tra poco arrivano i nostalgici a lamentarsi

  3. Anonymous says:

    lamenarsi de che…? Ma se adesso e’ un cagatoio!

  4. armando says:

    A me il progetto sembra osceno. Una massa di cemento. Dov’è il verde? Si continua a preferire la quantità (cubatura) alla qualità.
    Dall’unità d’Italia gli amministratori di Roma sono stati sempre al servizio dei palazzinari di turno.

  5. Girolamo says:

    Mi lamento solo che il giorno dell’occupazione dell’Inpdap i quattro, perché erano davvero 4, “occupanti” erano stati cacciati dall’occupazione blitz della dogana di s. Lorenzo e dirottati a s. Croce dalla polizia che li ha “accompagnati” dentro il megapalazzone di 17mila mq. Evidentemente la Dogana serve a speculare, mentre del palazzo con cui dovrebbero pagare le nostre future pensioni, non interessa a nessuno.Ma tanto gli uffici pubblici stanno in periferia e paghiamo begli affitti ai poveri palazzinari con i loro miseri immobili sfitti.

  6. Giovane studente says:

    Il progetto è magnifico.

    Mi fa pena che purtroppo in giro ci siano ancora così tante persone ignoranti con l’intenzione di boicottare iniziative simili di riqualificazione del territorio.

    Ben venga il cemento, almeno porterà posti di lavoro, fornirà servizi e nuovi alloggi.

    Per quale assurdo motivo non si dovrebbe permettere tutto questo?
    Se (a quanto dite) il problema è il verde, di che state a parlare se tanto poi la vostra vita si limita nelle vostre 4 mura domestiche e in alcuni casi anche quelle lavorative.

    Preferisco mille volte il progresso e strutture simili a spazi abbandonati, relegati a discariche abusive, spazi per i drogati e per i campi nomadi.

    Altro problema: speculeranno? Ben venga, l’importante è che oltre ad arricchirsi reinvestano. Ma di certo prima di aprire bocca bisogna far avviare le attività, ovviamente non alla solita maniera italiana (avvio cantiere, prendo i soldi e me ne vado). Solo dopo e alla luce di eventuali scorrettezze ci si potrà lamentare. Non stronchiamo tutto sul nascere. Diamo una possibilità a questo Paese.
    A partire prevenuti ci si rimette.

  7. Anonymous says:

    io me ne sono andato. non lontano in km, ma in anni luce se si misura la qualità della vita.
    San Giovanni (viale Carlo Felice) mi rimane nel cuore. Mia nonna Alba, ostetrica, ha probabilmente contribuito a far nascere molti dei vostri genitori. Ma, se, a fatica, sopportavo il caos, la sporcizia, il rumore, i graffiti, ecc., non sopportavo il “tanto non cambierà niente”.
    quello proprio No. San Giovanni potrebbe essere il più bel quartiere di Roma. Voi lo sapete come lo so io. tutto sta a volerlo.
    Unitevi. Uniamoci, qualunque sia la bandiera, e vedrete che, uniti, le cose cambiano.
    Altrimenti continuiamo a lamentarci divisi, ognuno per conto nostro. Sarà una grandissima soddisfazione.

  8. Girolamo says:

    Partecipai,c’era ancora il sindaco Veltroni, a un concorso, del quale come sempre non si seppe più nulla, per la riqualificazione dell’area di s. Lorenzo.Trascorso ben oltre un decennio con una città diventata una discarica,io posso credere solo a quello che vedo, a quello che non vedo e soprattuto a quello che purtroppo intuisco.Il resto non esiste.Alloggi e altro cemento? Un Paese intero che ne è soffocato?Centri commerciali?Giardinetti?Come si fa a parlare cosi’superficialmente di una città che vive un’emergenza di degrado e di sicurezza spaventosi. Consiglierei al giovane studente di uscire più spesso di casa e guardarsi meglio intorno.

  9. Emanuele says:

    Giovane studente quello che scrivi l’ho letto tante volte: ben venga il cemento se l’alternativa è il degrado. L’ho letto così tante volte che ormai non ci spero più in un cambiamento in questo paese.

    Del progetto in questione non conosco i dettagli e quindi non mi esprimo. Chiedo solo, magari agli abitanti del posto, cosa è stato fatto di quello spazio negli ultimi 10-20 anni, e se c’è bisogno in zona di un centro commerciale\supermercato.

  10. vav says:

    giovane studente devi ancora studiare e tanto , studia studia !!!!

  11. Lucas says:

    a me il progetto del verde non dispiace. Certo ci fosse più verde sarebbe meglio. A questo punto in cui siamo però, se deve rimanere così com’è allora qualsiasi altra cosa è meglio….

  12. Tramvinicyus says:

    Divertente che in nessuno dei disegni c’è la Tangenziale….che renderà qualsiasi sogno un incubo….comunque le facciate sul Viale rimangono no? E allora…..

  13. vav says:

    la tangenziale la buttano giu’????????????????????

  14. Igor says:

    The Help!

  15. Magica says:

    E basta con sto verde, per poi magari vederlo ridotto come il Parco di via Statilia un bel rifugio per barboni e ubriachi !

  16. Emanuele says:

    Giusto. Un bel piazzale asfaltato così diventa un parcheggio dove barboni ubriachi e tossici sfascerannoi vetri per rubare dentro le macchine.

  17. Anonymous says:

    Scioè hai capito, scioè perché noi facciamo il scentro integrato per la inclusione delle masse atipiche periferiche subumanizzate.
    Okkupaaa! Okkupaaa!

    Ma un semplice, normale, restauro conservativo non è abbastanza accattivante per i palazzinari?

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