Subscribe via RSS Feed

Nuova prestigiosa apertura a Piazza Vittorio

Siete tra quelli che, come noi, sono convinti che Piazza Vittorio abbia delle strabilianti potenzialità commerciali? La vedete piena di negozi particolari, ristoranti etnici di qualità, bar e caffe con tavolini all’aperto, magari musica dal vivo e qualche pianoforte sotto ai portici? Una gentrificazione come ce ne sono state tante, anche se oggi sembra impossibile. E invece, nonostante le nostre speranze, il tenore delle aperture è quello che vedete qui. Ecco l’ultimissima novità. All’altezza di una delle più belle piazze della città? Della piazza che simboleggia il legame di Roma con i Savoia e con Torino? Decidete voi…

Share

si parla di:

categoria: articoli

Segnala questo articolo via e-mail

Commenti (19)

Trackback URL | Feed RSS dei commenti

  1. colosseo says:

    voglio diventare sindaco-imperatore e mettere fine a tutto quersto. Basta, non se ne può più di questa sciatteria infinita.

  2. red says:

    e ancora non abbiamo contezza di quello che sccederà di di veroli….

  3. Anonymous says:

    invece di lamentarvi metteteci i soldi, indebitatevi e aprite voi un negozio diverso. troppo facile prendersela con il sindaco. i commercianti italiani scappano sempre con il malloppo appena possono. meglio i soldi subito che lavorare.

  4. Anonymous says:

    se in tanti chiudono perche’,immagino, non ci sia piu’un guadagno tale da poter vivere , mi chiedo i nuovi che aprono come fanno a pagare l’affitto del negozio . Mi chiedo chi e cosa c’e’ dietro a tutte queste recenti aperture di magazzini spesso vuoti e con merce scadente

  5. Roberto says:

    certo, non si possono aprire bei negozi per decreto. se la Piazza, bellissima, è ridotta un letamaio e dormitorio, chi investirebbe il proprio denaro per aprire un’attività di alto livello? e infatti aprono i negozi “tutto a un euro”.
    Se si iniziasse a tenere la piazza pulita, in ordine, senza bancarelle, rifiuti accatastati e schifezze varie tante volte testimoniate, gli investimenti per aprire attività di qualità arriverebbero subito.

  6. giampaolo says:

    roberto mi pare che ha centrato in pieno il discorso. riprendo anche altri articoli sulla situazione di piazza vittorio e del rione: penso che il momento di farsi sentire sia questo. Nel rione abitano anche diversi e bravi giornalisti che su twitter (basta inserire l’hashtag #esquilino e si trova chi sono) documentano continuamente lo stato di degrado che regna. Perchè non provare a coinvolgerli?Potrebbero essere un canale per avere risalto sulla stampa.

  7. Roberto says:

    giampaolo, siamo sulla stessa lunghezza d’onda, sono d’accordo. per coinvolgerli cosa intendi? invitarli a contribuire al blog? incontrarli?

  8. Anonymous says:

    all’esquilino ci sono locali decorosi che funzionano, il discorso della sporcizia è una scusa. questi negozianti sono forse stupidi? basta con la solita lagna meridionale che aspetta l’intervento dello stato per non rischiare di tasca propria!

  9. DiPiazzaVittorio says:

    Bravo Colosseo, se ti presenti io ti voto….

  10. giampaolo says:

    incontrarli roberto. capire se gli interessa veramente provare a migliorare lo stato comatoso del rione o se hanno interesse solo a scrivere tweet per ricevere le stelline dei preferiti.

  11. giampaolo says:

    anonimo parliamo di piazza vittorio. dove i locali decorosi latitano ed è un dato di fatto. poi certo lo so anche io che c’è regoli c’è il pasticciaccio c’è roscioli c’è corazza e potrei proseguire con i negozi su via merulana…ma su piazza vittorio la situazione è quella che è. non si tratta di chiedere l’assistenzialismo dello stato…si tratta di chiedere all’amministrazione di compiere alcuni dei suoi doveri ovvero garantire sicurezza e pulizia/decoro. non mi sembra che si stia chiedendo allo stato di pagare di tasca propria l’apertura di negozi italiani. e te lo dico da persona che ama il libero mercato!

  12. Lucas says:

    Purtroppo negli anni si è consentito di “balcanizzare” o “cinesizzare” il rione ed il risultato è sotto gli occhi di tutti..
    Adesso per risalire la china bisognerebbe rendere la vita difficile ai finti negozi cinesi, ai bancarellari, ripristinare pulizia e decoro, ecc. Insomma un’altra Roma. Non la vedo possibile con questa amministrazione, mi dispiace.

  13. Lella says:

    Gli affitti dei negozi sulla piazza sono altissimi, ditemi voi come è possibile che un negozio che vende robetta del genere riesce a farcela. Ve lo dico io, questi sono soldi dei Fratelli musulmani, che finanziano le attività commerciali.
    Tremate gente, tremate!.. sarebbe il caso di dire.

  14. Max44 says:

    Lella,per me,hai pienamente ragione,quello poi che mi ha particolarmente sorpreso è la sporcizia di tutti i portici,ma in particolare di quel tratto,per terra è nero,non puliranno da anni e questo magari è colpa del Comune.

  15. Piazza vittorio says:

    qualcuno sa cosa sia successo al bar – luogo di scommesse sotto i portici di piazza vittorio, lato nord? l’hanno chiuso ai senti dell’art 100 del TULP, ma qualcuno sa cosa sia accaduto esattamente? non che mi dispiaccia, sia chiaro, tutt’altro.

  16. Andrea S says:

    Ho provato più volte a prendere in gestione locali all’esquilino purtroppo i proprietari anche se italiani vogliono sempre una buona entrata a titolo gratuito e affitti alti che solo gli stranieri unendo le forze possono sostenere. Il risultato é questo, negozi che vendono sempre gli stessi articoli e di scarsa qualità per giunta.

  17. Gatling says:

    Carissimi tutti,
    segnalo a Lella che non sono i Fratelli musulmani che finanziano le attività commerciali a Piazza Vittorio ed a Roma in genere, ma il Comune di Roma che finanzia – a fondo perduto – queste attività che inoltre per 3 anni pagano poco o niente come tassazione. Se ci fate caso, cambiano frequentemente proprietà (per avere nuovamente finanziamenti “aggratiss”).
    Forse ci vorrebbero varie sventagliate di Gatling.

  18. emanuele says:

    Io abito in una traversa di Viale Parioli, molto più sporca, anzi incomparabimente più sporca di Piazza Vittorio. Eppure qui i cinesi non aprono. Continuano, invece, ad aprire attività di prestigio. Come mai? Forse perché l’equazione sporcizia-cineserie non regge? Per inciso, basta aver messo il naso fuori da Roma, per sapere che, nelle (vere) capitali mondiali, la ‘chinatown’ è un luogo caratteristico, di attrazione turistica, oltre che di rilievo culturale. Solo che al generone romano non gliene frega niente né dei turisti, che sono solo polli da spennare, né tantomeno del cosmopolitsimo. Il vero problema di Roma è questo, la mentalità ultraprovinciale, completamente autoreferenziale, di chi, impegnato a parlare al proprio ombelico, si illude di essere al centro del mondo e invece è considerato, al più, come un posto esotico, da vedere una volta nella vita e non tornarci più. Come Beirut.

  19. Milady says:

    Ora Basta!
    Via il degrado da Roma.

Inserisci un commento



(facoltativo)