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La lenta agonia del Parco di Via Statilia

Altra questione: il parco, sebbene chiuso, è violato nottetempo da senzatetto e balordi che, dopo aver manomesso la ringhiera nell’unico punto in cui era stata mal progettata (anomalia da noi segnalata più volte), si sistemo sotto gli archi per passare la notte sui cartoni. Andiamo avanti. Il parco non è stato dotato di cestini, solo la buona volontà dei cittadini (che hanno comprato loro dei cestini) ha permesso a lungo di tenere il parco decente. Il parco non viene manutenuto a sufficienza e passerà un’estate tristissima perché l’impianto di irrigazione è stato spento per motivi a noi ignoti e tutto il riposante e gradevole verde che abbiamo avuto lo scorso anno ce lo possiamo pure dimenticare: sarà tutto giallo e spelacchiato. Bene dunque le feste, le manifestazioni e i piccoli momenti di incontro organizzati nel parco, ma senza misure strutturali si rischia grosso.

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categoria: articoli

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Commenti (6)

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  1. Girolamo says:

    I soldi che i municipi sperperano nelle loro lucrose, per se’ e relativi accoliti, attività, potrebbero essere spesi per la cittadinanza. Parliamo di oltre 10 milioni di euro l’anno,buttati per un’istituzione parassitaria, parlamentini di chiacchiere di politichetti di mezza tacca, che nulla valgono e nulla decidono. Il comune taglia i servizi sociali,e nel regno della Monnezza, sopravviviamo in una città senza controllo, ridotta a un’autentica fogna. Se fossero persone eticamente degne dovrebbero dimettersi e restituire i soldi alla città.

  2. Lucas says:

    Di “degno” a Roma purtroppo non c’è rimasto niente. Non c’é niente da fare il parchetto farà la fine dei tanti parchi romani abbandonati a sé stessi…e regno di balordi, ubriaconi, zingari ed extracomunitari che ci fanno i pic nic e ci si tagliano i capelli la domenica.
    E’ la stessa cosa di Villa Aldobrandini piccola gemma fra via Nazionale e via Panisperna che potrebbe, se gestita bene, essere una bellissima villa. Purtroppo i nostri amministratori non hanno ancora capito che non potendo gestire tutto devono dare le aree in gestione ai privati. Se i due locali di villa Aldobrandini fossero dati in gestione ai privati, questi potrebbero farci dei bei bar, aperti tutto l’anno che potrebbero dare ristoro ai turisti. Allo stesso tempo potrebbero avere la responsabilità di controllare chi frequenta il parco e, in cambio dei locali, si dovrebbero occupare della della manutenzione del verde. Una cosa del genere è stata fatto con il parco di piazza delle cinque giornate in Prati e funziona bene. Il comune dovrebbe solo vigilare che l’uso del parco sia proprio. Tra l’altro, queste iniziative sarebbero anche fonte di posti di lavoro. Non ci vuole molto ma è una questione di cultura e, a sinistra, spiace dirlo, non ci sarà mai….

  3. pinky says:

    purtroppo c’e'anche chi di solito al tramonto ciba i gabbiani sia lanciando cibo all’interno del parco che appena fuori sul marciapiede .Uno schifo ! Ed oltretutto i poveri pappagallini ed uccelletti stanno scomparendo ! Impediamo che cio’ accada ……

  4. Anonymous says:

    “Lenta” agonia del parco ? Allora le cose vanno bene, comunque meglio della velocissima agonia del quartiere……….

  5. vav says:

    io direi che la fase dell’agonia è terminata , l’ESQUILINO è morto e non risorgerà !!!

  6. Sally says:

    Roma nu’ fa’ la stupida stasera,
    dacce ‘na mano a falli uscì de la’.
    Noi Semo Sempre Roma Capita’

    e a ‘sti giochi ‘n c’è volemo sta’.

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