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Il dente cariato di Piazza Vittorio da oggi non c’è più. Giornata storica

Una giornata a suo modo storica per l’Esquilino. Questa mattina hanno aperto al pubblico (non ci sarà chiusura serale come tempo fa si era vociferato) i portici sottostanti al palazzo dell’Enpam, l’ente previdenziale dei medici. Un ufficio che, su Piazza Vittorio, catalizzerà su questa zona tantissime persone tra dirigenti, impiegati e addetti. Un impatto che potrebbe essere molto positivo (miglior commercio circostante) oppure molto negativo (sosta selvaggia da parte dei dipendenti che magari decideranno di non rispettare le leggi e si metteranno in doppia fila, sulle strisce, in divieto, di fronte agli scivoli per i disabili aggravando la già grave situazione di Piazza Vittorio e dintorni. Moltissimi, in perfetto roman style, gli anni per i lavori. Anche a causa dei soliti ritrovamenti archeologici che hanno stoppato il cantiere per molti hanno e hanno obbligato a modifiche esecutive e riduzione dei posti auto (se le macchine stanno in superficie alle Soprintendenze va bene però…). Tuttavia finalmente una operazione immobiliare vera in un Rione che sopporta la violenza e la prepotenza delle occupazioni da Casa Pound a Scup, da Santa Croce a Sans Papier.
Tra l’altro il palazzo, alla fine dei conti, è venuto fuori anche un po’ meglio di quel che appariva nei terrificanti renderings. Non è Jean Nouvel, non è Renzo Piano, non è Norma Foster, ma è qualcosa di cui non vergognarsi del tutto. Gli interni dell’Enpam risultano piuttosto pacchiani a prima vista, da hotel 4 stelle mordi e fuggi. I portici tuttavia appaiono molto belli nonostante la discutibile scelta di scimmiottare lo stile ottocentesco (si sarebbero potuti fare dei portici moderni, senza farli “in stile” che poi sembra sempre uno stile outlet di Castel Romano). E oltre ad essere puliti e sistemati hanno anche una videosorveglianza. Auguriamoci dunque che graffitari, zozzoni e casapoundisti evitino di imbrattare almeno questa parte. Sarà l’unica parte di Piazza Vittorio sicura, pulita, priva di graffiti, affissioni abusive e bancarelle. Così potremo fare il confronto e magari chiedere gli stessi standard (videosorveglianza compresa) nel resto del porticato. Nella gallery, come al solito, cliccare e poi ricliccare per vedere la foto in grande.

 

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categoria: articoli

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Commenti (18)

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  1. Emanuele says:

    “soliti ritrovamenti archeologici”
    lo dici come se fossero una disgrazia e non una opportunità che in qualsiasi altro posto al mondo farebbe felici per primi i cittadini

  2. ANONIMO says:

    avete cambiato idea??
    qualche tempo fa leggevo di vergognosi lavori, ora invece si plaude?
    poi non capisco con la metro gli impiegati devono per forza venì co la maghina e parcheggià per forza sulle strisce??
    polemica preventiva

  3. Roberto says:

    bello l’effetto finale. spero che i nuovi fruitori degli uffici sostengano le attività commerciali della zona, in modo da spingere verso una migliore offerta anche per noi altri. Spero inoltre che, dato che il palazzo sarà frequentato da medici o ex-medici, si rendano conto della situazione “sanitaria” della zona e magari contribuiscano a fare qualcosa contro la pessima abitudine di urinare per strada, che caratterizza il quartiere.

  4. pippo says:

    l’effetto immediato sara’ l’aumento del traffico , le auto in doppia e tripla fila e il disagio per i residenti , che gia’ soffrono l’occupazione dei mille nel palazzone ex inpdap e ora ne arriveranno altri mille a depredare e usare il territorio senza benefici x nessuno o al massimo per qualche sozzo baretto visto che quasi nessun negozio decente [ ovs ... ] e’rimasto in attivita’

  5. luca says:

    Ieri sera tornando a casa ho potuto percorrere i portici, finalmente aperti al pubblico, ed ho ripensato, con un po’ di suggestione, a quando mio nonno, più di quarant’anni fa mi indicava la demolizione del palazzo (che doveva essere avvenuta da poco) e ne prefigurava una immediata ricostruzione (ottimismo da post boom economico probabilmente), spiegandomi che le colonne originali erano state staccate,numerate ed opportunamente conservate per favorirne il riutilizzo. Non è andata esattamente così…

  6. Marcus says:

    Non male tutto sommato. La piazza si tira un pò su. Unica pecca, la mancanza di una cancellata che chiuda i portici la sera, come per esempio alla galleria Alberto Sordi.
    Una curiosità, il parcheggio è abbastanza grande da poter essere usato a rotazione anche dagli esterni?

  7. Andrea says:

    Se posso commentare…sono contento che si sia tappato un “buco” e inaugurato finalmente l’edificio, ma…si sarebbe potuto osare veramente di più, la ritengo un’occasione sprecata, un progetto pacchiano e non interessante: il solito progettino richiesto dal solito committente cafoncello… -.-

  8. Anonymous says:

    camminare sotto dei portici puliti e non disastrati sembra un miracolo speriamo che duri

  9. marte says:

    qualcuno – magari di quella Soprintendenza che tanto ha avuto da ridire su mille cose di questo palazzo, compreso un tempo assurdo per approvarne il colore – è in grado di spiegarmi perché i portici di “entrata” e di “uscita” di questo palazzo sono quadrati mentre su tutto il resto della piazza sono ad arco ? Era tanto difficile farli uguali ?

  10. Marcus says:

    Speriamo che l’imponente impianto di climatizzazione montato sul tetto, eviti la consueta fioritura di micidiali compressori davanti alle finestre.

  11. Paolo says:

    Peccato che si siano scordati dell’orecchia su via Emanuele Filiberto: dal lato dei vecchi palazzi c’è, qui dove hanno appena costruito no. Ma possibile che il Municipio non sia intervenuto? Sembra che le mezze orecchie siano ormai la regola all’Esquilino, per la felicità degli idioti che parcheggiano sulle strisce pedonali.

  12. Mario says:

    LUCA

    Luca le colonne di Piazza Vittorio, come disse tuo nonno, “furono staccate,numerate ed opportunamente conservate” in un deposito del Comune di Roma. Il loro riutilizzo non è stato possibile in quanto, purtroppo, alcune delle colonne furono trafugate forse, e dico forse, per un riutilizzo in una proprietà privata. Barbari,Roma,Italia.

  13. colombina says:

    Finalmente. Personalmente avrei preferito una ricostruzione nello stesso stile dell’originale e del resto della piazza, ma anche così non è male. Mò voglio vedere quanto ci metteranno imbrattatori, pisciatori, barboni etc. a rendere stilisticamnete omogeneo il nuovo portico rispetto all’ambiente circostante! un mesetto?

  14. andrea says:

    quoto:
    >la violenza e la prepotenza delle occupazioni da Casa Pound a Scup, da Santa Croce a Sans Papier

    Premetto che non faccio parte di nessuno dei colettivi che gestiscono queste occupazioni; volevo solo far presente che equiparare un’occupazione che fa qualche iniziativa serale e ha una ciclofficina a un’occupazione che professa apologia di fascismo pare un’accostamento superficiale. Quando il 19.10 il corteo passò a S. Maria Maggiore quei mattacchioni di CasaPound sono scesi in strada con mazze caschi e volti coperti giustamente difesi dai loro amici della questura: in realtà la celere in un paese civile avrebbe dovuto impedire che scendessero in strada o vietare la presenza di armi atte a offendere (lame comprese). inoltre avviso i iresidenti dell’esquilino che venerdì sera oltre ai militanti fascisti di via Napolenoe III ci saranno anche i nazisiti greci di Alba Dorata (dai primi invitati) per un interessante dibattito…

  15. Beh, che dire? I dipendenti dell’Enpam (e pure gli altri!) prendessero il tram, per andare al lavoro! Di certo non si possono sbragare dei resti romani per far parcheggiare qualcuno che soffre di pigrizia cronica! (e non sto dicendo che i dipendenti Enpam siano pigri: sto dicendo che chiunque pensi di eliminare una testimonianza storica per poter parcheggiare la propria macchina, la considero una persona pigra, sia fisicamente che mentalmente!).

  16. Renzo says:

    Siamo seri: è solo l’ennesima occasione sprecata… si poteva creare qualcosa di interessante ed invece si è preferita la solita mediocrità alla romana :-(

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