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C’era una volta Conter


Davvero brutto il colpo nel frequentare oggi gli spazi che fino a qualche tempo fa erano di Conter. Evidentemente non ce lo meritavamo, perché il bar-bistrot della bella e brava archeologa Marzia Greco è durato troppo poco. Al suo posto oggi c’è uno spazio gestito dai ragazzi del Circolo degli Artisti del Pigneto. Il Circolo è spesso percorso da bravi esponenti della cucina cittadina (street food ma non solo), ma nella gestione di questo bar evidentemente non se n’è voluto tenere conto: la massima aspirazione sono shot a 1 euro, prodotti industriali, zero fascino e qualche dubbio – ma ci auguriamo di sbagliare – anche sull’igiene. E anche internamente gli spazi graziosissimi dove si mangiavano pagnottelle sono stati peggiorati e molto. Brutto specchietto di tornasole per un periodo di decadenza anche estetica…

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categoria: articoli

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Commenti (10)

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  1. anonim says:

    Ma vi siete chiesti cosa ha determinato il fallimento di conter? Forse i prezzi elevati? Forse il fatto che avesse orari comodi? o altro………..?

  2. Paolo says:

    Non sono i prezzi alti a scoraggiare i clienti, altrimenti Panella avrebbe già chiuso da un pezzo. Purtroppo da Conter il servizio non era all’altezza: troppo lento e poca attenzione al prodotto offerto. Mi riferisco alla freschezza, non alla qualità: se la pagnottella è vecchia, a che serve una bella presentazione? Certo che vedere oggi com’è ridotto quel bar fa tristezza. Ma c’è di peggio: oltrepassata via Merulana, le nuove paninoteca e gelateria sulla Piazza suscitano davvero sgomento.

  3. Sessorium says:

    oppure dall’ignoranza del consumatore medio romanaro, che non capisce che le cose buone si pagano un pochino di più per sostenere e tutelare la qualità.

    Ma qui siamo ancora al MAGNA’ BENE E SPENNE POCO, vero?

  4. Anonymous says:

    è vero. c’è stata una carenza nel servizio. ad un certo punto era tutto più trasandato ed approssimativo, il che non può essere se si punta alla qualità. però è un vero peccato

  5. Marco says:

    Con Biolà il latte (ma anche formaggio, miele, ecc.) è più buono e si paga di meno. Al Punto macrobiotico un pranzo o una cena sono più buoni e privi di additivi chimici e costano di meno (8 euro e 6 se si è abbonati). Con i GAS le cose sono più buone e spesso costano meno della distribuzione più o meno organizzata.

    E il problema non è che le cose buone si possano e si debbano pagare un pochino di più, ma che a qui a Roma quel minimo di ricerca gastronomica è sempre sproporzionata in favore di ricarichi esagerati su prodotti e preparazioni.

  6. Andrea says:

    Per parecchio tempo dopo la chiusura di Conter il locale e’ rimasto sfitto e sinceramente sono perplesso che lo abbiano affittato; il canone mensile era di 12000 € + iva naturalmente e considerando che una licenza costa 90/100000 euro mi chiedo come facciano a far quadrare i conti al circolo degl’Artisti.

  7. anonimo says:

    La qualità si paga è vero. Panella docet, con tutti i suoi difetti ma la sua qualità è elevata, nulla a che vedere con il conter. Prezzi elevati, cibo carissimo (non sei Panella, è inutile, lui ha un marchio, e tu che apri un locale non puoi subito metterti sullo stesso piano), nessuno sforzo per attrarre clienti, personale scortese e all’ora dell’aperitivo Chiuso. Sec. me volevano chiudere.

  8. antipop says:

    ancora co’ sto mito che panella è buono… per me non è vero. mi sono fermato recentemente a mangiare un piatto di pasta: unta e bisunta, mezza scotta, condita male. qualità medio bassa (nella mia esperienza) e prezzi alti. inoltre mi pare di capire che i gestori siano tra i baldi difensori del “diritto alla doppia file” per i clienti. mai più da panella!

  9. Anonymous says:

    che 12000 euro al mese ? in mezzo al traffico e ai tossicodipendenti !! Stai scherzando vero ?

  10. sebastian says:

    A parte che quel locale campava sui turisti che si bevevano un bicchiere di vino con bella vista della piazza….
    C’è un casino bestiale tra auto e bus, clienti del vicino Sert, accattoni vari e zingari e poi, a parte i prezzi alti la bionda occhialuta si scioglieva solo con gli abituali e gli altri pareva gli stessero sulle palle!!!
    Ha fatto la giusta fine.
    Certo che il bar che c’è adesso è proprio anonimo……

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