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Chinatown. Addio ai sogni di riqualificazione


…un “negozio” di abbigliamento gestito dai cinesi.
Ma chi ha autorizzato il cambio di destinazione d’uso per aprire l’ennesimo “negozio” di abbigliamento sotto i portici di Piazza Vittorio? Gli stessi negozi (in realtà punti di rappresentanza dei grossisti con base sulla Prenestina inoltrata) dove se entri e vuoi comprare solo un capo di un dato articolo ti picchiano a sangue come è successo qualche giorno fa.
Non avevano promesso i nostri amministratori che non ci sarebbero stati altri cambiamenti di destinazione d’uso per le attività commerciali più antiche della Piazza?
Forse la rosticceria non era un ristoro di qualità (noi comunque non l’abbiamo mai provata, quindi non possiamo giudicare), ma ritrovarsi con un nuovo negozio di vestiti ci sembra un nuovo sfregio alla Piazza. Ovviamente nel silenzio generale del Municipio Primo. Ma esiste?
Comitato Via Emanuele Filiberto

PS. Si noti che – dopo aver tolto il vecchio avancorpo – è stata comunque lasciata un’aletta sporgente, non si sa per quale assurda ragione…

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categoria: articoli

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Commenti (21)

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  1. Anonymous says:

    la pizzeria era orrenda, ma questo mi sembra peggio vorrei sapere che fa il municipio competente per materia

  2. Anonymous says:

    Che poi la merce è la stessa che viene venduta nelle orrende bancarelle sempre nella piazza.

    Ma si può sapere chi autorizza queste robe?

  3. Andrew says:

    Un altro schiaffo alla piazza. Questa piazza ha un potenziale di sviluppo inimmaginabile, se solo qualcuno si svegliasse e decidesse di dare tutto un altro orientamento. Sotto gli archi dovrebbero nascere ristoranti etnici, gelaterie, pasticcerie, con tanti dei tavolini fuori. Invece e ridotta alla più brutta e più sporca parte di Roma.

  4. Magica says:

    Non c’è cambiamento di amministrazione comunale o di sindaco che tenga
    è sempre la stessa storia, sempre lo stesso schifo ! Non c’è speranza per noi cittadini onesti, forse l’unico cambiamento valido sarebbe fare come in Egitto in questo momento ma noi non siamo cosa siamo troppo rassegnati e assuefatti ormai al “sempre peggio”!

  5. Mario says:

    Degrado Esquilino, non sono competente in materia ma ritengo che quanto segnalato, purtroppo, non può ricondursi a quanto deliberato, dal Comune di Roma, in materia di cambio di destinazione d’uso : lo Show Room in oggetto era, da anni, ubicato in Via Cairoli pertanto è da ritenersi che trattasi esclusivamente di trasferimento di locali con mantenimento della licenza nel medesimo territorio.
    Colgo l’occasione, peraltro, per segnalarvi, purtroppo, la recente apertura da parte di titolari cinesi in Via Cairoli, angolo Emanuele Filiberto, di un Centro Massaggi che svolge attività differente da quanto dichiarato.

  6. Magica says:

    Ma non si può fare subito una denuncia alla Polizia per segnalare l’attivita’ illecita di questo centro massaggi prima che comincino a sorgerne altri come i funghi ?!?

  7. Magica says:

    Che poi a pensarci bene alla Polizia gli verrebbe pure facile fare un controllo visto che stanno in via Petrarca proprio a due passi. Possibile che non si siano mai accorti di niente ?

  8. c. says:

    pare che sia il primo centro massaggi che si apre all’esquilino! Ma non ve ne siete accorti che siamo gia’pieni e nessuno fa controlli ! nascono come funghi perche’evidentemente c’e’ richiesta di tali massaggi e la colpa allora e’ di chi andandoci li fa proliferare….. Del resto e’antico mestiere e frutta pure tanto quindi prepariamoci ad essere invasi

  9. Massimo Livadiotti says:

    La solita mazzetta…..cambiano gli assessori e i municipi ma se non cambiano i responsabili e non si dà una ripulita alla macchina amministrativa non cambierà mai nulla! La pizzeria a taglio del famoso baffone era da più di 50 anni in piazza e francamente non si capisce come si possa cambiare la destinazione d’uso di una attività storica?

  10. c. says:

    si puo’aprire qualsiasi tipo di attivita’commerciale purche’vengano rispettati il decoro e la tradizione della zona e si paghino le tasse . Ormai tutto cio’ all’esquilino non accade e siamo soffocati da un commercio sporco , sciatto, aggressivo e antiestetico …… E la cosa grave e’ che con una eventuale revisione del catasto le case dell’esquilino verranno stravalutate , oltre al danno la beffa !

  11. Anthony says:

    Avendo viaggiato e visto I Chinatown di tantissime altre città nel mondo, rifiuto categoricamente di chiamare il nostro quartiere Chinatown! Forse se avessimo meno paranoia e più senso della ricchezza della diversità avremmo un quartiere degno di essere chiamato tale. Porre fine a questi negozi orrendi è un atto dovuto, ma poi lasciamoli liberi, come fanno in tutto il resto del mondo, creare un vero Chinatown, con ristoranti, negozi, posti culturali etnici. Qualsiasi cambiamento sarebbe un rinnovamento per questo quartiere ormai alla totale desertificazione ed abbondono.

  12. c. says:

    infatti ben vengano negozi decenti e regolari di qualsiasi genere commerciale e di qualsiasi etnia

  13. c. says:

    il bravo parrucchiere cinese che aveva il negozio vicino piazza vittorio un giorno mi ha detto che sarebbe andato via da li’ perche’non voleva far crescere il figlio in quell’ambiente degradato e si sarebbe trasferito a prati dove poteva vivere meglio e lavorare ancora meglio perche’ poteva anche aumentare i prezzi . Una bella lezione di economia e di vita !

  14. emiliano monteverde says:

    stiamo intervenendo, abbiamo richiesto la Scia ( che come sapete non ha parere preventivo) in base alle carte( che sono indispensabili) chiederemo l’intervento immediato dei vigili. crediamo con forza nell’importanza di fermare qualsiasi cambio di destinazione d’uso a meno che non vada a migliorare la qualità e la quantità dei servizi del rione. certamente è impensabile che una pizzeria si trasformi in un ennesimo negozio di vestiti ( a prescindere dalla nazionalità del proprietario). Vi terrò aggiornati.
    emiliano monteverde ( assessore alle politiche sociali del I Municipio e residente all’esquilino)

  15. Degrado Esquilino says:

    Ottimo intervento assessore. Grazie.

  16. Anonymous says:

    Un assessore che interviene su un blog e da risposte è una cosa mai vista prima, attendiamo le risposte promesse

  17. pasquale napoleone III says:

    Staremo a vedere Assessore In molti qui abbiamo votato e da settembre aspettiamo qualcosa di concreto da questa nuova giunta per il nostro Rione
    Magari di organico e con un minimo di visione di insieme.

  18. red says:

    finirà tutto nel solito bicchier d’acqua, bisogna predisporre un vero piano del commercio all’esquilino altrimenti il problema non si risolve

  19. Claudia says:

    Mi sto trasferendo di nuovo nel quartiere dopo tanti anni di assenza.
    A malincuore lo trovo peggiorato, e di molto.
    Mi trasferisco perchè credo ancora nella possibilità di recupero della piazza più bella di Roma.
    VOlevo segnalare putroppo un altri due centri “massaggi” che ho individuato: uno in via giovani lanza e l’altro in via san martino ai monti. L’ultimo da quanto so è stato anche oggetto di recenti interventi della polizia , ma continua ad essere molto frequentato ed anche su internet si trovano inciazioni riguardo i servizi che so possono trovare…
    come è possibile che l’amministrazione non dica nulla? oltre ad essere un quartiere che versa nel degrado deve diventare UN QUARTIERE A LUCI ROSSE?!?!?

    Come pensiamo che le nostre case possano mantenere un valore nel prossimo futuro? come possiamo pensare che si trasferiscano famiglie nuove per far crescere i propri figli in questo degrado???

  20. paolo feliziani says:

    L’esquilino è capitolato, defunto!!
    Da anni il quartiere è stato eletto confino per extracomunitari, zingari, prostitute, venditori abusivi, spacciatori, accattoni stravaccati sui marciapiedi a gambe tese e barboni che urinano e defecano sul suolo stradale (vedi in particolare una sbandata che bivacca da 2 anni sul marciapiedi di via gioberti civico 15/17): NESSUNO MUOVE UN DITO). Inoltre banchettopoli dappertutto nonchè per tutti coloro che abbiano intenzione di delinquere senza essere disturbati (vedi decine di zingari borseggiatori che pullula su via gioberti/giolitti/amendola. Non vi è quartiere simile in tutta europa!! Il vomito è assicurato!

  21. Xhiara says:

    Salve!
    Non voglio generalizzare sui negozi cinesi che aprono in continuazione e ormai in ogni angolo di ogni città italiana (anche perché noi lo permettiamo in vari modi, spesso non del tutto leciti), ma non mi è molto chiaro il loro modo di funzionare. Mi sono fatta un’idea forse sbagliata.
    Ovviamente non parlo per tutti, ma sono negozi che spesso non vedono entrare un’anima viva per l’intera giornata. Deserti, anche dal punto di vista dei prodotti esposti, ma non sempre…eppure chissà come riescono a mantenersi, a resistere mentre molti altri negozi chiudono.
    Spesso hanno una licenza che permette loro vendita al dettaglio e all’ingrosso. Forse proprio grazie all’ingrosso, a fine giornata battono cifre a tre o più zeri, che permettono di rendere “limpidi” soldi che da altri giri provengono e riservano le merci che fanno risultare vendute, ad altri utilizzi.
    Ripeto, non generalizzo, ma non riesco a trovare ancora qualcosa che non vada in questo ragionamento. Per favore aiutatemi voi, perché sarei felice di pensare che non è così!
    Altrimenti non so come spiegare perché altri commercianti chiudano!
    Se mi dimostrate che è per loro merito, per la loro capacità di fare economia…beh ci sto, anzi abbiamo qualcosa da imparare, altrimenti c’è da preoccuparsi e anche di chi dovrebbe controllare la liceità dei commerci.

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