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Mas chiude. L’ennesima bufala?


Ormai è una performance situazionista. La chiusura dei Magazzini Allo Statuto (MAS) si rinnova almeno una volta ogni due anni. Oggi siamo all’ennesimo episodio della saga e, francamente, non si sa se effettivamente l’ultimo. Semmai la chiusura dovesse essere confermata vi sazierete di editoriali, corsivi e magari qualche instant book con toni strappalacrime e amarcord nei confronti di questi 1000 metri quadri all’angolo tra Piazza Vittorio e Via dello Statuto. Anche nel video qui sopra, girato da Repubblica.it, avventori e lavoranti si affrettano a dire che “Roma è Mas e Mas è Roma”, peccato che a noi sta cosa ci abbia sempre fatto arrabbiare.
Questa necessità impellente di trovare, anche nei negozi, la legittimazione all’atteggiamento sciatto, inelegante, cialtrone, pressappochista della città. Trasformando “eccezioni”, come Mas, in “regole”. Come se la capitale d’Italia, la città che ha regalato la civiltà all’occidente, fosse semplicemente riassumibile in Alvaro Vitali e nel Piotta. Utilizzando e strumentalizzando un magazzino di robbaccia (come ce ne sono in tutte le città del mondo, intendiamoci. Magari in aree meno centrali, certo!) in un archetipo urbano, in un simbolo, in una piattaforma antropologica. Roma non è affatto Mas. Anche se a molti (ai molti che non vogliono che le cose cambino) fa tanto comodo così, Roma non è affatto, di sua indole, ciarlatana e impermeabile alla qualità; non è affatto sciatta e trasandata; non è affatto incapace di stare al passo coi tempi e rivolta al passato. E Mas, inoltre, non è Roma. Perché Mas non è sempre stato così. Quando ha aperto (ma quando ha aperto? Negli anni ’20?), era un grande magazzino normale, in una zona normale. Anzi forse un grande magazzino quasi di pregio in una zona quasi di pregio. Poi è stato fagocitato dalla città, come tutte le cose. Mas ha rappresentato tutto questo, pur con un suo ruolo e una sua logica, e ha rappresentato, come dicevamo almeno con cadenza biennale, anche la truce abitudine alla chiusura annunciata (uno stile che in zona ha negli anni adottato anche la gelateria Fassi) e mai concretizzata. Vedremo.

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categoria: articoli

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Commenti (16)

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  1. Alex says:

    Caro Massimiliano,

    Dici sempre che Parigi è un modello da imitare. Eppure Parigi, nella zona della basilica del Sacro Cuore è piena di mutandari indegni (non bancarelle, piccoli negozi tipo MAS). A quanto pare questo commercio sciatto non è esclusiva della nostra problematica città.

    Io spero chiuda per davvero, perché all’idea che MAS sia Roma non mi ci voglio rassegnare.

  2. Marcus says:

    Sarebbe ora! Quegli orridi stanzoni pieni di robaccia e privi di finestre (ma i vigli del fuoco che dicono?)
    Speriamo che a Mas succeda uno spazio più elegante e decoroso. Se poi fosse a gestione straniera.. no problem!

  3. marte says:

    vigili del fuoco ? chi, quelli senza occhi per vedere e orecchie per sentire ?

    AH AH AH AH AH AH che risate si sono fatti le volte che i vari abitanti dello stabile hanno denunciato che in caso di incendio loro avrebbero fatto la fine del sorcio….

  4. red says:

    paragonare mas a fassi è uno sbaglio fassi non ha detto mai di chiudere anzi ha filiali in tutto il mondo ed il gelato è veramente buono e a buon prezzo, il luogo è bello ben tenuto e fassi è un ottima persona , veramente non ci sono paragoni

  5. Anonymous says:

    Ma a destra nell’ultima inquadratura c’è una bancarella?
    Io mi preoccuperei di più di chi autorizza tale commercio davanti ad uno che vende roba simile (come nelle vie commerciali, col mutandaro che sta davanti ad un noto negozio di intimo), nel caso dovesse realmente chiudere soltanto un folle avrebbe il coraggio di aprire un’attività sapendo che poi davanti l’uscita ti si piazza uno che ti fa concorrenza sleale vendendo lo stesso genere prodotti. Possibile che nessuno capisce che il commercio ambulante straccione sta uccidendo la voglia di investire a Roma?

  6. Ricoverri says:

    Ma ancora con MAS che chiude dai…. quanti anni saranno che lo dice, 30?, forse 50!
    Lo sapete che è un classico, una sorta di bisogno. Pubblicità e nient’altro….
    Come la storia di Fassi gestito dai Cinesi, dai, oggi le comiche!

    @ Red

    Fassi è bello da cliente, senti chi ci ha lavorato, con lo stipendio pagato chissà quando, le lumache che uscivano dal bancone e i vigili urbani felici, carichi di gelato (e dopo un pò puff…la preferenziale del tram sparisce……)

  7. Riccardo_C says:

    Quindi la situazione è questa: A Roma potrebbe chiudere MAS ma fuori tutte le stazioni, e persino nei luoghi turistici, continuano ad aprire le bancarelle che vendono la stessa roba di MAS. Si potrebbe dire che questi minchia di bancarellari hanno ucciso MAS. Allora mi domando…ma non era meglio combattere i bancarellari e cercare di tenere MAS aperto? Ma che minchia fa la politica? Ha ragione chi dice che magazzini come MAS sono in tutte le grandi città del mondo più civilizzato, ma bancarelle come quelle dei Bangladesh solo a Roma e in Bangladesh. Un grazie di cuore a chi amministra la città svendendo lo spazio pubblico creando competività sleale…al nuovo sindaco di Roma do 3 anni di tempo per cambiare questa tendenza, se non ci riesce se ne torni pure lui da dove è venuto.

  8. ex residente says:

    Mas è sciatto e zozzo, è vero, ma pittoresco, unico nel suo genere. Mas non rappresenta Roma, rappresenta se stesso! Perchè non dovrebbe esistere? Cosa siete, “talebani dell’eleganza”? Io ci compro mutande e collant di marche italiane (niente a che vedere col cotone cinese della Upim o le calze di Calzedonia che durano un giorno), senza per questo identificarmi col Piotta o Alvaro Vitali.

  9. Joao L says:

    “Roma non è affatto, di sua indole, ciarlatana e impermeabile alla qualità; non è affatto sciatta e trasandata; non è affatto incapace di stare al passo coi tempi e rivolta al passato.”

    …ma dove vivi…?!

    …ma sei rimasto agli anni ’30 forse…

    Roma è la peggiore capitale europea in ogni senso.. Roma fa schifo non è piena di ciarlatani che devono vendere ai turisti..
    non è impermeabile alla qualitàààà…???
    ma dove la vedi la qualità..???? al limite è impermeabile in assoluto.. alla pioggia… è tanto impermeabile che quando vien giù un acquazzone rimane tutto in superfice che i tombini son tutti ostruiti.. certo che è impermeabile !!!!

    al passo con i tempi… ma guarda se volevi scrivere un articolo comico ci sei riuscito in pieno.. al passo con i tempi..Roma… !!?!!

    una citta MORTA una città MONUMENTALE che vive solo pe’ quelle “4″ chiese che c’han lasciato e per quei “4″ monumenti ancora in piedi..(da specificare perché in italia va specificato.. )

    Una città impermeabile ai servizi per i cittadini impermeabile alla viabilità , in cui impazzano pullman turistici senza ritegno con ulteriore danno al traffico locale, una città priva di servizi etc etc , un comune che peggio non si può dire… si vive molto meglio in borgata o in periferia che al centro pensa un po’…

  10. Anonymous says:

    l’importante è che tolgano quell’orribile coreografia fatta di bandiere sdrucite, neon fosforescenti e vetrine sgangherate

  11. Anonymous says:

    post inutile…mas non chiuderà ! Anzi ritengo che vista la crisi abbia anche incrementato i propri affari !
    MAS non chiude perchè la gente ci compra…e cerca proprio quella roba lì !

  12. Anonymous says:

    solita bufala estiva magari chiudesse e al suo posto un bel eatitaly

  13. Marco says:

    Infatti Roma non è MAS ……. è molto peggio, ed Alvaro Vitali rispetto all’abitante romano almeno è simpatico ……. poi chiaro se ci auguriamo che apra un bel eaitaly …… maallora un mega bingo no?

  14. marcoccio says:

    ma andiamo, Mas non fa del male a nessuno! Que viva Mas! Non facciamo gli snobettini, se fosse un negozio Prada o un megastore Nike cambierebbe qualcosa?

  15. Marcus says:

    Si, cambia che il centro di Roma, Esquilino in primis, sta diventando sempre piu’ come il Cairo, dove i turisti arrivano la mattina in albergo, dopo qualche ora salgono sul pulmino per andare a vedere Tutan Kamen, la sera cenano in albergo e la mattina dopo sono gia’ sull’aereo. Afferrato?…

  16. massaro says:

    Mas veste da 50 anni anche i poveri, speriamo la peste colga presto chi ne auspica la chiusura.

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