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Parking à la chinoise, un nuovo episodio

Degrado,

A costo di urtare i nobili sentimenti di fratellanza universale di alcuni lettori, propongo un nuovo episodio della fortunata serie “Parking à la Chinoise”, con la partecipazione straordinaria di alcuni rappresentanti del valoroso corpo dei Vigili urbani. L’ambientazione è la solita, Via Conte Verde, incrocio via Cairoli, con la partecipazione tutt’altro che straordinaria del solito SUV Classe Vittorio Veneto maestosamente stazionato davanti al parcheggio moto. Ora di pranzo di martedì 28 maggio, panino con la porchetta tra le mani, mi metto a fotografare le sette-otto automobili dei nostri simpatici fratelli orientali parecheggiate in doppia fila e sulle strisce pedonali che -fatto assolutamente inaudito!- scorgo una volante della Polizia di Roma Capitale che incautamente avanza su via Conte Verde, a tutto pensando fuorché di incappare in qualche aborigeno rompicoglioni. Mi accerto che non si tratti di un miraggio e faccio garbatamente segno ai vigili di accostare. Loro, altrettanto garbatamente, mi accontentano, abbassano il finestrino e mi guardano con quell’espressione attenta che tipicamente accompagna la frase “e allora?”. Gli chiedo, con il SUV che mi troneggia alle spalle, “ma non notate qualcosa di strano? Non so, ad esempio tutte queste macchine in doppia fila?”. Lieve inarcamento delle sopracciglia, e la risposta: “che vuole. E’ così tutti i giorni. Poi siamo stati tutta la mattina al mercato di Piazza Vittorio e ora abbiamo staccato”. Annuisco, cercando di esprimere tutta la mia empatia, e aggiungo quasi timidamente un “ma non è possibile, non è tollerabile”, volendo in realtà dire “ma non vi rendete conto che ci stanno cagando in testa?”. Mi rassicurano che tra breve sarebbe arrivata un’altra pattuglia e io faccio finta di crederci. Ci stiamo per accomiatare amichevolmente, allorquando -coup de theatre- la vigilessa al volante -avendo probabilmente letto nel mio pensiero- mi rende partecipe del dramma umano e professionale che vive la nobile categoria del pizzardone. “Noi le multe le facciamo, tutti i giorni, ma poi il giorno dopo sono di nuovo nello stesso posto. E le dirò di più -continua la vigilessa- secondo me il problema è a monte. Noi le multe le facciamo, ma poi…”. Sguardo d’intesa e completo per lei la frase “poi non partono e non arrivano”. Annuisce, con evidente fastidio del più smaliziato collega maschio, che mi guarda con l’espressione da uomo di mondo e chiede alla collega di ripartire. Auguro loro buon pranzo e i vigili aggirano con cura il SUV piazzato in mezzo alla strada e si allontanano incastonati nella distanza dalla suggestiva mole bianca di Santa Croce in Gerusalemme. Morale della favola: non sarebbe il caso di chiedere a qualcuno di indagare su questo misterioso fenomeno della sparizione delle multe? Mi pare di avere letto recentemente di un caso analogo con protagonista l’antica stirpe di osti Bernabei.
Luca

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categoria: articoli

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Commenti (4)

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  1. Roberto says:

    Credo che dovremmo alzare il livello di attenzione. Si potrebbe scrivere/incontrare il nuovo Sindaco, il capo dei Vigili di Roma Capitale o, a mali estremi, anche se non è la soluzione che mi paice di più, informare trasmissioni “di denuncia”, da Report, alle Iene, a Striscia la notizia…

  2. ANONIMO says:

    la illegalità è talmente diffusa che poi quando vanno a controllare si accorgono di autisti cinesi con patente italiana che non parlano italiano.
    come pretendere che sappiano leggere la segnaletica??

  3. Tramvinicyus says:

    Si chiama Polizia, è in tutti i paesi del mondo occidentale (mondo occidentale appunto). Si chiama polizia che non è divisa tra Vigili Urbani, Polizia Stradale, Carabinieri e altre 3 miliardi di sottospecie. E’ polizia e basta.

    PS Utile un viaggio a Melbourne (Australia), utile vedere quanto si può sostare in doppia fila con o senza persone nel veicolo, utile vedere quanto tempo può passare prima di sentirsi bussare al vetro vedendo una pistola nella fondina.
    Utile anche vedere quanto rimangono in strada le auto in doppia fila senza conducente, ma siamo in Australia. La nostra di polizia, agisse così, si griderebbe allo stato fascista etc.
    Chissà perché Melbourne è stata dichiarata la migliore città del mondo (insieme a Vancouver per il vero….)

  4. Marco says:

    In via Principe Amedeo, altezza civici 139-143, stessa perenne scena tutti i giorni, sempre davanti al parcheggio moto, con proprietari delle automobili in doppia fila di ogni nazionalità, italiani compresi, e irreperibilità di qualsiasi forza dell’ordine e impunibilità totale.

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