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Via Statilia. Per ora il parco è sopra l’Acquedotto, non sotto


Procedono di buona lena i lavori -in questo momento soprattutto archeologici- al Parco di Via Statilia. Sono state eliminate le ormai storiche palafitte e impalcature che contraddistinguevano da anni la zona ed è stata chiusa (con una soluzione che non ci convince molto nella parte di Via Grattoni) la ringhiera in metallo che ora cinge tutto il parco. Mancano pochi particolari al completamento del Parco, ma gli addetti alla Soprintendenza ci hanno raccontato che la bonifica della parte archeologica si limiterà ad una parte, quella centrale, dell’Acquedotto e non di tutto. Il fatto è che nella parte iniziale, quella più vicina a Porta Maggiore ed alle Mura Aureliane, l’Acquedotto è messo davvero poco bene e necessiterebbe di bonifiche, tanto più che d’ora in avanti, dopo l’apertura del parco, questa area, solitamente abbandonata, sarà molto frequentata da cittadini, anziani, bambini e non sarebbe una gran cosa veder cascare frammenti di acquedotto a causa della vegetazione che, con le radici, ne disgrega la trama costruttiva. E questo sta succedendo in questa parte di Acquedotto che, come potete ben vedere, è completamente infestata da piante che stanno diventando arbusti, cespugli, alberi. Possibile che la Soprintendenza non abbia pochi euro per programmare un intervento anche qui che oltre che interventi di conservazione e tutela monumentale sarebbe anche un intervento di sicurezza?

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categoria: articoli

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Commenti (9)

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  1. pippo says:

    ma non era un meraviglioso parco da voi tutti magnificato ?? e non dite di no , ci sono i post!!!….. ai miopi del quartiere auguro di godersi questo splendido giardino botanico

  2. giampaolo says:

    scusa ma che colpa ha il parchetto se è la sopraintendenza che non svolge i dovuti interventi di conservazione e tutela monumentale?
    meglio un parco sistemato e sollecitare la sporaintendenza ad evitare che crolli un acquedotto con più di 2000 anni di storia o meglio lasciare tutto all’incuria e godersi il parco come era prima, cioè ritrovo di sbandati, senza tetto, ubriachi and co.?

  3. Lele says:

    Pippo, visto che ho voglia di farmi due risate, ci spiegheresti come dev’essere fatto un parco per piacerti e cos’ha che non va il parchetto di adesso?

  4. pippo says:

    anche io voglio farmi due risate e quindi ti dico solo qualcosina che non va : un parco per essere tale deve avere del verde fruibile e non dei cespugli sull’acquedotto, deve avere degli alberi che ombreggiano le panchine (siamo a roma con 40 gradi) e non le panchine sul cemento ad altezza tubo di scappamento . Quando andra’ a regime gli abitanti delle case a ridosso del parco avranno vita dura , consiglio loro tappi per le orecchie e per il naso x gli schiamazzi e il puzzo di pipi’ e non solo….., eppoi il chiosco togliera’ quel poco di spazio libero . Insomma una meraviglia di giardino ! Ahhhhhhhhhhhhh!!!

  5. sessorium says:

    Quante cretinate caro Pippo. E pensare che sei lo stesso che considerava “paranoiche” le critiche contro l’allucinante doppia fila di fronte al Caffe Italia. E sempre lo stesso che considerava la doppia fila un deterrente ai furti negli appartamenti

  6. pippo says:

    poi vedremo , caro sessorium ,come sara’ il parco e saro’ pronto a ricredermi ….

  7. Lele says:

    Avevo scritto una risposta, ma mi tengo le mie due risate.
    Appena hai tempo dacci la tua definizione di verde fruibile che me ne faccio altre due.

  8. Magica says:

    Ma qualche autobotte di diserbante non è che poi sarebbe tutta questa grande spesa e si risolverebbe almeno per un bel po’ . La verità è che manca la volontà di fare le cose

  9. Anonymous says:

    Appunto, a Roma è inutile fare qulunque cosa, spesi i soldi poi si riempirà degli stessi imbecilli di prima, appunto starnazzanti come sfigati, lordando il giardino, deturpando le mura, rendendo la vita impossibile ai residenti.
    Il problema è la rieducazione a frustrate della gente.
    PS Dicono che il verde sulle mura sia pericoloso per la stabilità, mah. A me piace, una volta Roma era tutta piena di edera e erbe spontanee sulla pietra antica.
    Le mura crollano perché fanno i lavori le ditte senza chiudere la sommità del muro a sacco, che poi sbraca.

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