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Tutto fermo


Qualche mese fa scrivemmo un articolo in cui segnalavamo quanto fossero costose per tutti noi le situazioni di abbandono degli immobili pubblici (ma anche privati) che restano imperiture a causa dell’opposizione e della mobilitazione di forze d’opposizione e di associazioni pseudoambientaliste.
I costi, rileggetevi l’articolo, sono enormi: meno posti di lavoro, più degrado, dunque meno turismo, e dunque meno gettito e ancora meno posti di lavoro. Povertà, disoccupazione, tristezza e mestizia a palate. E soprattutto un danno morale, etico: la sensazione che nulla possa cambiare, che nulla possa migliorare, la convinzione di vivere in una città in cui l’unica cosa davvero in crescita sia il degrado.
Anche questa volta è andata così: c’è una nuova consiliatura, non ci si riesce mai a mettere d’accordo sui grandi tempi delle trasformazioni urbanistiche, si tenta all’ultimo minuto della consiliatura di farle passare e opposizione e pseudoambientalisti di cui sopra si mettono di traverso.
E’ a causa di questo atteggiamento, per esempio, che quando i 150milioni di utenti della Stazione Termini escono dallo scalo ferroviario vedono un micidiale dente cariato (lato Via Giolitti) laddove da esattamente 10 anni si parla di realizzare un bel palazzo trasparente con ristoranti e servizi per la firma di Massimiliano Fuksas.
Il fatto, e ci dobbiamo fare i conti (magari decidendo di espatriare, perché a questo gli pseudoambientalisti ci stanno portando), è che molti trai nostri concittadini considerano l’attuale condizione di degrado del ‘dente cariato’ (ma gli esempi potrebbero essere mille altri) una cosa tollerabile, mentre considererebero “speculazione edilizia” (ripetono sempre questa frase, poverini) la realizzazione di un nuovo palazzo bello, moderno, funzionale, che in qualsiasi parte d’occidente renderebbe orgogliosi i propri cittadini soprattutto se va a sostituire architettura fatiscente e degrado.

Nelle delibere urbanistiche in parte bloccate da opposizioni e pseudoambientalisti in Campidoglio in questi giorni c’erano anche cose come queste. Una delibera sull’Esquilino, una delibera che riqualifica le ex rimesse Atac (gli pseudoambientalisti le preferiscono abbandonate, forse per rispetto ai topi che le invadono), una delibera che avrebbe consentito – tra l’altro con un guadagno del Comune in termini di alloggi popolari – il recupero di alcuni mercati tra cui quello a Via Magna Grecia che oggi sono semi abbandonati, non generano ricchezza, perdono posti di lavoro…

Pensate che la candidata al Primo Municipio per il Centro Sinistra – Sabrina Alfonsi – sta da giorni sproloquiando sui social network (gli sproloqui sono iniziati per criticare il sacrosanto progetto di nuova edificazione a Via Giulia) al grido di “non bisogna costruire in centro storico”, abbiamo dimostrato come, a causa della presenza di numerose aree da sostituire, da demolire, da ricostruire, da migliorare, costruire in centro sia fondamentale e corretto. L’essenziale, semmai, è non costruire in periferia dove si rischia di andare a rosicchiare altri ettari di stupendo agro romano che invece andrebbero lasciati liberi dal cemento e andrebbero consegnati ad agricoltura e turismo (fare alberghi diffusi e agriturismi nei casali sull’Appia Antica? Speculazzzzione, direbbero loro). Se la mentalità immobilistica di questi signori fosse nata 100, 200 o 500 anni fa Roma oggi non sarebbe Roma, sarebbe una baraccopoli medievale.
Via Giulia fu una grande operazione di edilizia residenziale di lusso, venne sventrato un quartiere per realizzare una strada lineare (la prima al mondo assieme a Via Toledo a Napoli, che all’epoca era la città più grande d’Europa, mica un paesotto come la Roma di quegli anni) con palazzi patrizi ai lati. Non c’erano i comitati che urlavano alla speculazione edilizia all’epoca, altrimenti non ci sarebbe stata Via Giulia.
Non permettiamo loro di interrompere la storia, i cambiamenti, i rischi, lo sviluppo, magari anche gli errori!

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categoria: articoli

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Commenti (31)

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  1. giampaolo says:

    Oh, finalmente una denuncia sullo schifo che ogni volta si deve vedere uscendo dalla stazione Termini. Unico caso non solo in Europa ma in Italia (diciamo che siamo in buona compagnia con Napoli, capirai…). Speriamo (E RICORDIAMOCELO QUANDO ANDREMO A VOTARE) che per i prossimi 5 anni non dovremo avere a che fare con questa gente degna rappresentante del peggior immobilismo made in Italy.

  2. Lucia says:

    non credo voterò sabrina alfonsi o quelle simpatiche figure che per anni hanno trovato giustificazione alla loro insipienza, ignoranza, connivenza travestendole da ideologismo d’accatto. E poi si chiedono perché c’è stata l’esplosione di Grillo! Ah già, sono gli elettori a non capire. Scusate, l’ho dimostrato una voltà di più….

  3. Andrea says:

    Trasformare questi cento metri d’inferno terrestre potrebbe creare dei lavori, facilitare e snellire il traffico terzo mondiale, ridurre i rumori, mantenere quel tratto più pulito, piú ordinato, magari allontanare la malavita, e dare un immagine europea al mondo. No! Questo per questi signori che non amano ne rispettano Roma, potrebbe fare troppa gente felice, e questo per questi cervelli paralizzat ed immobilizzati di ideologia ed egoismo non va bene. Chi sono questi sordi ciechi che, come la mafia, assumono arrogantemente questo potere di decidere per 4 milioni di residenti? Sicuramente trascorrono la loro intera vita nelle loro ville in campagna e al mare, e quindi non possono capire ne apprezzare i problemi che affliggono i cittadini, residenti e turisti che devono transitare quel maledetto tratto d’inferno alla casereccia. Dovrebbero vivere nel deserto, e quello che meritano.

  4. sessorium says:

    Bravo Andrea,
    cervelli paralizzati.
    Non v’è niente di peggio!

  5. Tramvinicyus says:

    Se la grettezza di determinate persone rimarrà sempre la stessa, se determinate persone continueranno a vivere angosciate in questa maniera, Roma rimarrà sempre così. Non ci vuole un Nobel per capire che quell’area si riqualificherebbe anche demolendo quell’edificio, trasferendo gli esrcizi commerciali all’interno di Termini (non dovrebbe esserci una nuova area al di sopra dei binari?) e realizzando una semplicissima piazza con quattro, dico quattro, disgraziatissimi alberi. Senza contare che Via Giolitti finche avrà questo senso di circolazione causerà sempre la consueta marmellata di lamiere all’incrocio con Via Gioberti (deve essere invertito il senso).

  6. Giampaolo says:

    Sono andato sul sito della candidata al 1 municipio e mi sono permesso di lasciare un commento in cui le chiedevo cosa pensava del degrado imperversante all’esquilino e quali erano le sue proposte al riguardo. Una domanda lecita penso e fatta correttamente e non maliziosamente. Risultato: commento prima pubblicato e poi rimosso. Nessuna risposta. Più che rabbia mi viene tristezza, tristezza per la candidata ovviamente. E per l’esquilino che non ha il diritto ad essere amministrato come si deve. Eh, poi ci meraviglieremo se il centrodestra rivincera’….

  7. mako says:

    se volete un pò di intelligenza dovete cambiare città, è inutile che vi lamentate
    non c’è bisogno di espatriare, basta allontanarsi da roma , di un 200 km a nord, a sud o a est
    e vedi come il quoziente intellettivo aumenta progressivamente. é notorio, infatti quanto siano disarmanti la stupidà e il masochismo dei romani

  8. sessorium says:

    Naaa, magari fosse così facile. A Firenze avevano un angolo del Duomo dove ci passava una superstrada e hanno fatto le barricate al momento che il Comune (Domenici eh, mica Renzi) voleva farci passare un sacrosanto tram. E che dire del nuovo ingresso degli Uffizi firmato da Arata Isozaki!?

  9. Aridaje says:

    Certo, siete strani. L’edificio è un bell’edificio d’epoca, molto più dignitoso dei buzzurrissimi palazzoni alle sue spalle.
    Il problema è sempre lo stesso, e non è certo l’edificio, ma ciò che lo riempie, ciò che lo fronteggia e chi finge di non vedere: ossia il problema vero si compone di collusione, di criminalità che specula sul nero e sull’abusivismo, dell’immigrazione a essa legata: se non se ne rende conto chi si lamenta, veramente abbiamo poche speranze.
    Faccio inoltre presente l’articolo su Repubblica di oggi, relativo all’ (ovvio) rapporto tra cosche e metro C.
    Questa stordita, continua invocazione ar negozzzio, ar centro commerciale, ar cantierino, è di grande sostegno alle infiltrazioni mafiose, e di grande danno all’economia reale.

  10. Aridaje says:

    Mi permetto di rilevare che un tram in mezzo a un centro storico medioevale-rinascimentale perfettamente conservato (salvo geniali demolizioni dei “modernisti” ottocenteschi) è talmente osceno, che viene superto appunto solo dalla proposta di scempiare un piazza del medesimo centro con i – costosissimi – scarabocchi dell’ennesima archistar.

  11. Aridaje says:

    Quanto a Via Giulia, certamente si fronteggiano interessi privatistici e discutibili in entrambi i casi, ma in generale questo modo di giudicare la pratica degli sventramenti e delle riedificazioni cinquecentesche come se potessero essere modello per oggi (ed erano criticate già allora!), con la coscienza critica di cinque secoli, è totalmente anti storico (al Colosseo i romani ci facevano i ludi gladiatori, vogliamo ripristinare?).
    Avevo frainteso quale fosse il palazzo da demolire, scusate; resta il punto: chiunque invochi la corruzione e la distruzione di un centro storico, o manca di conoscenza, o manca di sensibilità o ha degli interessi, diciamo così.
    Si deve edificare in periferia, con gusto e progettualità, e fino a che serve: da un pezzo di baracche vuote senza gusto e senza progettualità ce ne sono fin troppe.
    Ma siamo in mano a mafiosi e palazzinari, che continueranno a sfasciare centri storici e agro romano, indifferentemente, a spese nostre, e pure con il beneplacito universale.

  12. Degrado Esquilino says:

    …Beh se ora magari hai finito di rovinarci la domenica sparando indicibili puttanate…

  13. vincenzo says:

    Il problema di questi luoghi di degrado, di questi vuoti urbani, si deve risolvere. Risolvere significa certamente intervenire. Di certo non basta dire “interveniamo”: conta anche molto il tipo di intervento che si fà. Infatti quando, nel caso di un luogo urbanisticamente consolidato come quelli citati, si parla di “riqualificare” se, all’atto della riqualificazione fisica, si associa una riqualificazione funzionale che, di rimando, incida non solo sul lotto dell’intervento, ma che ricada sull’area circostante. Sulla base di questi principi generali si dovrebbero valutare i singoli interventi.

  14. Anonymous says:

    Edificare in periferia sarebbe soltanto un enorme spreco, ve lo immaginate un ristorante trasparente di Fuksas in mezzo ai palazzoni di Casal Bruciato o alla Magliana vecchia?
    Se si deve costruire, lo si faccia in centro con lavori di qualità riqualificando le zone da migliorare, quindi con architetti di livello ed escludendo i palazzinari che in 50 anni hanno soltanto condannato a morte le periferie romane.

  15. Anonymous says:

    avete visto la puntata di report ieri sera è tutto spiegato li

  16. Anonymous says:

    Le “puttanate” che ti rovinano la domenica sarebbero che i cantieri romani sono in mano all’andrangheta? Che l’agro romano è pieno di orrendi palazzi vuoti costruiti dal caro caltagirone, con le nostre tasse? Che l’Italia è l’unico paese, insieme ai paesi arabi, a usare il cemento a tonnellate, cemento che dopo 60 anni è vecchio, favorendo le cosche? Che gli asfalti romani si sfaldano a guardarli, mentre in Inghilterra se dopo dieci anni il manto stradale risulta rovinato, la ditta deve rifonderlo?
    Se queste per te sono “puttanate”, hai qualche grosso problema coi cantierini romani, e certo non te lo risolvo io.

  17. Anonymous says:

    Se vuoi una “puttanata”, eccotela alle ore 23.59 di ieri.
    Che vuol dire “uno spreco”? Che l’architettura nasce per soddisfare l’ego e il conto in banca di fuksas? O forse sono gli architetti a dover lavorare per rendere la periferia un nuovo centro?
    Hai un centro storico e un paesaggio unico al mondo, solo motivo per cui gli stranieri ancora vengono in un Italia mafiosa, ignorante, maleducata, pericolosa, e che fai? Li ricopri di cemento. Ma siete pazzi. Proponete un bel grattacielo in quel brutto buco vuoto di Piazza Santa Croce in Gerusalemme, un complesso a schiera in quell’inutile Corso Rinscimento, un centro commerciale a Piazza Vittorio.
    Penso che se prendo un bambino dell’asilo, e gli chiedo un parere urbanistico,capisce senza difficoltà che se ci sono case vuote forse è ora di smetterla di costruire.
    Forse perché non ha interessi, il bambino dell’asilo, e non ha bisogno di fare il finto tonto per difenderli.

  18. giampaolo says:

    ok anonimo, neanche io vorrei un grattacielo a piazza vittorio o all’uscita della stazione termini. fatto sta che la situazione resta cosi com’è, all’insegna dell’immobilismo in questo fottuto paese di guelfi e ghibellini, di integralisti pro o integralisti contro, con i turisti che continuano ad arrivare alla stazione termini e già dal panorama che vedono in via giolitti capiscono, al di là delle bellezze artistiche che ancora ci restano (finchè non le facciamo crollare, vedi colosseo:anche lì intervento pubblico no ma anche della valle no e il risultato è che il monumento più famoso al mondo cade a pezzi), in che razza di paese sono capitati.

  19. Anonymous says:

    Fare cose inutili o dannose non è un valore. Astenersi da azioni inutili o dannose non è “immobilismo” (pericolosa parola slogan).
    Questo paese si muove pure troppo: se segui report o fai le consolari vedrai che questa non è più Roma, ma cantieropoli.
    Le cose per cui vengono qua gli stranieri sono quelle “immobili”: le bellezze dell’antichità e della natura.
    Gli italiani stessi, secondo te perché vanno a Siena, nei masi del Trentino, a Mantova? Tu preferisci fare le vacanze a Lecce (tutto vecchio, immobile!) o a Ladispoli (tutto nuovo! Attività!)?
    Nella vita c’è il bene e il male: bisogna avere il coraggio di condannare il male, senza nascondersi dietro il volemose bene all’italiana, e condannarla non è integralismo.
    La mafia è mafia.

  20. mko says:

    io butterei giù quella specie di suk e ci farei un parcheggio interrato e sopra un edificio moderno
    invece di fare quella cazzata del parcheggio sopra i binari

  21. sessorium says:

    Si leggono ragionamenti orribili. C’è solo una cosa peggiore della Camorra in questo paese: la mentalità della gente che dice “vengono da noi per vedere i coccetti”.
    Guardati le statistiche, caro amico dei coccetti. Guarda se la gente viene più da noi o altrove dove si osa, si rischia, si cambia (LE COSE CHE DEVE FARE UNA CITTA’ PER POTERSI DEFINIRE TALE). Guarda se ha più flussi turistici Siena o Valencia (dove non c’è un cazzo, ma c’è la voglia di cambiare); guarda se ha più visitatori Mantova o Liverpool (anche lì non c’è nulla da vedere, ma c’è una CITTA’, non un presepe).
    Roma si sta facendo superare addirittura da posti artisticamente e architettonicamente insulsi come Madrid o Berlino. Uno scandalo. Ma è ovvio: chi viene qui viene una volta e poi non più, perché tutto è immobile, tutto è uguale, e soprattutto come piace ai camorristi dell’immobilismo, tutto è abbandonato. Meglio un terreno abbandonato piuttosto che un terreno dove qualcuno sviluppa, guadagna, crea reddito, crea lavoro. Avete un cancro al cervello che non riuscirete ad attaccarci. Questo e gli altri nostri blog nascono per combattervi: siete il nostro nemico.

  22. Giampaolo says:

    Ok, non chiamarlo immobilismo, chiamalo mancanza di decisioni, ti piace di più? Ripeto: il Colosseo perde i pezzi? Che facciamo?pompei sta crollando. Quello che dice sessorium è triste ma è vero.vai a valencia e guarda come hanno trasformato la città.e non hanno un millesimo del nostro patrimonio artistico.

  23. Camillo Raffi says:

    Sinceramente, credo che a proposito di puttanate, Liverpool come città turistica non si batta.
    Comunque, avremmo l’obbligo morale evidente di conservare quello che è bellezza e storia, anche se ciò non portasse nemmeno un turista
    (ma che ciò non porti turismo è una panzana esorbitante, gentile Tonelli).

  24. Anonymous says:

    Ma dai Camillo, che dici mai? Na bbbella colata di cemento su Siena e via, allora sì che diventa una città moderna.
    Vedrai che corsa di cinesi e americani piantando qualche casermone futuristico a Mantova, vedrai che entusiasmi di francesi all’apertura della nuova metropolitana di Roma, e perché no? vedrai che pullman installando una ciminiera stile Liverpool a Piazza della Signoria.
    Non lo sai? Basta chiedere a un tedesco e ti dirà: “Io vengo in Italia non per le sue bellezze storiche e naturalistiche, non per la sua cultura gastronomica e per i suoi paesetti incontaminati, ma per vedere le nuove fabbriche e i nuovi centri commerciali. Ce ne stanno talmente pochi in Germania.”

    Si sa che l’apertura della metro B ha dato un’impennata ai flussi turistici a Roma.
    Camillo, ovvia, ascolta Tonelli, non scrivere puttante anche tu.

  25. Anonymous says:

    O che ironia fuori luogo, chissà quanti turisti vengono a Roma per vedere la teca di meyer invece che l’Ara pacis che contiene, o al macro, pieno di rarissimi e introvabili negozietti, invece che a Villa Borghese.
    Probabilmente Mr. Tonelli quando va a Parigi non va al Marais, o al Louvre (trés vieux!), ma alla città industriale…
    Del resto, se Alpi, Appennini, città come Lucca e Orvieto, mari come Selinunte e La Maddalena, sono “coccetti”…Napoleone ci si è portato via tonnellate di coccetti, chissà perché

  26. Anonymous says:

    Condivido. Chissà quanti turisti sono qui per la nuova bretella della tangenziale.
    Ma la svolta decisiva l’hanno data i parcheggi interrati, hanno riempito gli alberghi.

  27. paolo dell'esquilino says:

    Quella merda di mezzo palazzo in via Gioberti angolo Giolitti (davani alla più importante stazione d’Italia) lo vedo ogni mattina che apro le finestre. Il tetto del mezzo palazzo mi è proprio davanti! Un lutridume vomitevole di monnezza e materiali edili di risulta lasciati lì in bella mostra da operai che hanno lavorato per i Kebab sottostanti. Il resto del degrado lo fanno i venditori abusivi sui marciapiedi (appena rifatti ed allargati che sono diventati luogo esclusivo per la vendita della loro monnezza contraffatta) nonchè capannelli di extracomunitari appollaiati dalla mattina alla sera sulle selle dei motorini parcheggiati. Non credo che in europa esista un esempio di degrado simile all’esquilino! Paolo

  28. paolo dell'esquilino says:

    Neanche la penna di uno scrittore saprebbe trovare gli aggettivi giusti per descrivere il degrado esquilino e quello che provano gli ultimi superstiti Italiani rimasti nel quartiere. Un quartiere desertificato dove non vi è più un’attività commerciale Italiana per l’avvento massivo di attività cinesi e pakistane. Definire l’esquilino un suk è fortemente riduttivo: i marciapiedi sono tutti occupati dai venditori abusivi, da accattoni ad ogni angolo, da venditori di biglietti turistici, da venditori di ombrelli e sciarpe. Davanti la Basilica di S. Maria Maggiore, in particolare, si contano una ventina di extracomunitari che vendono sciarpe nonchè 7 accattoni (stravaccati arrogantemente a gambe tese sul marciapiede e contornati da ogni schifezza di rifiuto). Essi sono dislocati sapientemente a ridosso del supermercato SMA e questo avviene nell’indifferenza di chi dovrebbe controllare e reprimere. Salire su alcune linee atac, per esempio il 105, il 5 o il 14, si avverte la strana sensazione di trovarsi in paese straniero e ci si sente osservati con curiosità dagli extracomunitari come dire: Anvedi un bianco, ma che ci fa qui? Un saluto ai pochi residenti dell’esquilino.

  29. paolo dell'esquilino says:

    Ho scritto “un saluto ai pochi residenti dell’esquilino” e nessuno risponde… ALLORA NON C’E’ PROPRIO PIU’ NESSUNO!!! SONO RIMASTO SOLO IO!!!

  30. giampaolo says:

    no paolo non sei solo. è che molti residenti si sono abituati, assuefatti allo schifo che domina in molte zone dell’esquilino. e ormai non gliene fotte più nulla. gliene fotte solo se gli modificano la viabilità sotto casa o gli tolgono il parcheggio per la maghina. allora si ricordano dei problemi del rione.

  31. Marco says:

    Purtroppo, il degrado è anche italianissimo

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