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Le aree ferroviarie. Un potenziale e enorme Central Park a due metri da Porta Maggiore

E’ una delle tendenze urbanistiche a livello planetario: si prendono le grandi aree ferroviarie, i grandi sedimi di rotaie e traversine, i grandi scali che non servono più, si interra quello che c’è da interrare e sopra si sviluppa la città, si ricuciono quartieri. Con la solita atroce lentezza sta capitando anche a Roma, nella zona della nuova stazione Tiburtina. Lo scalo diventa non più motivo di cesura, bensì ponte tra due aree della città e nelle aree destinate un tempo a magazzini, binari e centraline si ottimizza e si creano spazi per grandi parchi, uffici, residenze (a Roma queste ultime sono chiamate dai sempre più arguti comitati “speculazioni edilizie” anche se provengono da processi di qualità). A Tiburtina le Ferrovie dello Stato SPA stanno concludendo un’operazione che da una parte riqualificherà una enorme fetta di città, dall’altra porterà reddito all’azienda (peraltro ancora 100% statale): solo con la vendita del terreno dove la BNL-BNP Paribas creerà il suo headquarter Grandi Stazioni si è pagata la metà dello scalo ferroviario disegnato da Paolo Desideri. E poi faranno un grande albergo, case, ettari e ettari di verde, la nuova sede della Sapienza.
Ci hanno pensato anche in altre città. Quasi tutte le grandi e medie città italiane. Ad esempio Bari (nella foto qui sopra il rendering) giusto in questa settimana ha presentato il masterplan per l’area ex ferroviaria. Lo ha vinto Massimiliano Fuksas proponendo una sorta di Central Park: tanto verde su cui far affacciare leggere residenze in vetro.
A due passi dal nostro Rione a Roma si potrebbe fare lo stesso in una sconfinata area ferroviaria sottoutilizzata. Un appezzamento collocato nel cuore della città consolidata che separa e disunisce quartieri potenzialmente omogenei e interlacciati come Esquilino, San Lorenzo, Pigneto, Casal Bertone. Si tratta di operazioni che potrebbero generare reddito a gogo, riqualificazione, investimenti (magari anche stranieri), migliaia di posti di lavoro. Il tutto a costo zero per l’amministrazione ovviamente. Cose cui bisognerebbe pensare prima di pronunciare la classica frase “non ci sono i soldi”. Certo che, quanto a Central Park (così si chiamava il progetto), nell’ultimo quinquennio manco siamo riusciti a valorizzare la rimessa dei tram sulla Prenestina che, nel 2013, a pochi metri dalle Mura Aureliane, ancora ospita il deposito…

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categoria: articoli

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Commenti (16)

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  1. Magica says:

    Ma figurati sono solo sogni impossibile da realizzarsi !

  2. sessorium says:

    Si, almeno fin quando la nostra mentalità rimane questa!

  3. Tramvinicyus says:

    Per il vero non riesco a capire l’ultimo concetto di quest’articolo: si è pro o contro la rimessa tramviaria di Porta Maggiore? Avercela con quel povero deposito che è lì da fine ’800 sinceramente è contro questo blog, da sempre attento alle vere emergenze socio-ambientali
    Nelle altre capitali simili depositi sono stati adibiti a musei tramviari, invece da noi, al contrario, Porta Maggiore è l’unico deposito di quella fantomatica rete tramviaria che andava da Argan ad Alemanno passando per Rutelli o Veltroni; fantarete che sarà anche l’immortale biglietto da visita per Marino o quello del M5S che somiglia sempre più a Silvano di Camera Cafè.
    Non capisco il concetto “la rimessa dei tram sulla Prenestina che, nel 2013, a pochi metri dalle Mura Aureliane, ancora ospita il deposito…” (sarò tardo io…) Cioè, si vuole demolire il deposito o rendersi conto che oramai non basta più? Viste le dimensioni della maggior parte del materiale rotabile oramai sarebbe meglio utilizzare completamente le Officine Centrali di Via Prenestina, o magari (ma quando mai) costruirne uno nuovo?
    Difendiamo al massimo il TPL, esso è il più efficace e il più anziano social network della storia.

  4. Patrizio says:

    Conoscendo un minimo Tonelli mi sembra di aver capito dalla filosofia generale del discorso che proponga di interrare (magari ampliandolo) il deposito. I soldi ce li mette la ditta che vince l’appalto per riqualificare il terreno così liberato che effettivamente così vicino al centro vale un bel po! L’importante secondo me è che si facciano concorsi internazionali e si premino progetti moderni, non le solite palazzinacce caltagironesche…magari chissà si potrebbe anche riuscire ad interrare la sopraelevata che passa a 2 metri dalle case di fantozziana memoria.

  5. Carlo says:

    Molto bello il progetto per l’interramento della ferrovia a Bari: giardini sopra, binari sotto…
    Sarebbe ugualmente bello se qui a Roma si interrassero scalo ferroviario di S. Lorenzo e tangenziale Est sotto un’enorme collina artificiale, ovviamente traslando l’attuale orrenda sopraelevata verso est. Ma qui si sogna…..

  6. Il Fecc Power says:

    Sì, di fatto è un museo fatto e finito. Volendo si potrebbe rifinire con aree verdi e con qualcuno dei soliti “roman sfigat che non sa che cacch far della sua giornat SHOPS”, possibilmente pochi, intonati al luogo e discreti, ma si sa, se non arriva un fuksas allucinato con la falce per radere al suolo tutto e ricostruire in una novantina d’anni qualcosa di inutile che sveni le casse del comune, o un renzo piano che fra un po’ a Roma si limiterà a versare cemento in stile Pollok per creare ulteriori “monumenti maceria”, nessuno si curerà della ipotetica archeologia industriale di questa zona, unica.
    NNA BBELLA OCCUPAZIONE ABBBUSIVA? Paga zingaretti

  7. Degrado Esquilino says:

    Nulla contro i depositi dei tram, anzi i tram devono essere molti ma molti di più e i depositi di conseguenza. Ma non (NON) devono stare nel centro della città: spazio sprecato che potrebbe essere valorizzato con grande soddisfazione dei conti dell’azienda stessa che gestisce la rete di tram.

    Ecco perché i depositi andrebbero spostati all’esterno (per i tram solo l’aggravio di 4 minuti di percorso per raggiungerli) e negli spazi liberati in centro si dovrebbe valorizzare, come era già stato ipotizzato anni fa: http://www.archilovers.com/p5261/CENTRAL-PARK-PIGNETO

  8. Marcus says:

    Si se riqualificare significa realizzare l’unica cosa di cui Roma ha bisogno: giardini, alberi, parcheggi, servizi pubblici(biblioteche, asili nido..).
    No se riqualificare è la scusa per realizzare l’unica cosa di cui Roma non ha bisogno: nuova edilizia residenziale. Come la speculazione edilizia che sta avvenendo sulla Tiburtina dove vedo venir su un gran palazzone, ma di alberi, parchi, parcheggi, piscine o biblioteche pubbliche… nessuna traccia.

  9. Il Fecc Power says:

    I tram vanno in deposito ogni giorno. Se ogni giorno i tram dovessero andare fuori dal raccordo…magari con le ali. Abbiateci pazienza, su.
    Poi, “riqualificare”, paroletta imput della serie di cui molte volte si è parlato: Roma è piena di aree verdi, e di luoghi belli.
    Il problema è che la gente è bestiale, e le forze dell’ordine che dovrebbero reprimere sono corrotte. Il parco di via Carlo Felice poteva diventare un, piccolo, posto unico e stupendo.
    Non è altro che la propaggine dei vicini centri sociali e dei fagottari che abitano Roma, ahinoi.

  10. Degrado Esquilino says:

    Quindi al posto del giardino e del suo bar con i tavolini all’aperto preferivate, visto che fate il tipo per le rimesse in centro, il deposito dell’Atac che c’era prima. Vi ricordate, no!?

  11. Patrizio says:

    No…hai delle foto? così rinfreschi la memoria a qualcuno :-)

  12. giampaolo says:

    foto?inutile, la gente ti contesterebbe anche quelle. io da piccolo c’andavo alle giostre di via carlo felice, quando c’era ancora il deposito…e beh, il parco odierno avrà i suoi limiti, certo (dovuti all’inciviltà delle persone, vedi cani non al guinzaglio e alla mancanza di controlli più frequenti), ma lo preferisco di gran lunga a quando c’era il deposito.

    PS: portare i tram fuori dal centro non significa per forza fuori dal raccordo: ad esempio sulla prenestina c’è la rimessa di tor tre teste che si trova a 500 metri in linea d’aria da viale palmiro togliatti dove già oggi passano i tram (linea 14). Basterebbe (ma a roma è chiedere troppo, lo so) un pò d’ingegno.

  13. Tramvinicyus says:

    Caro Degrado Esquilino, no, per favore non mettere il dito sulla piaga. Il mitico deposito di S.Croce…certo, abbandonato com’era a questo punto è meglio un bel giardino. Penso sia sempre il solito intramontabile discorso, c’è chi come me magari passa per un nostalgico e c’è chi è come te, cioè un tipo 2.0 che wappa, smanetta connette e vorrebbe anche le nuvole wi-fi. Non mi piace un mondo che demolisce e Fuksassa a destra e a sinistra, però se questo è il futuro….accomodatevi… Poi quando anche Buchenwald verrà “finalmente trasformato in un’aera polivalente e multi wi-fi” be’ sinceramente mi auguro di essere già morto…
    Comunque buon lavoro, di tutto cuore.
    Tramvinicyus, TPL Enthusiast for ever!

  14. Il problema è casa pound? says:

    MA che c’entra? Certo che è meglio il giardino, ma è inutile moltiplicare i giardini se poi si riempiono di frustrati in cerca di riscatto, senza uno straccio di vigile che controlli le infrazioni.

  15. giampaolo says:

    oh, e allora diciamolo che il problema è l’assenza di controlli a vario titolo. Ma poi scusa in quale posto del mondo sistemare un’area verde, piccola o grande che sia, è inutile?per colpa di quattro maleducati/drogati/sbandati/incivili devo tenermi asfalto e lamiere?

  16. Lele says:

    Fuksas? Preferisco il deposito ferroviario. Date in mano a un bambino dell’asilo due pennarelli, chiedetegli di disegnare una casa e verrà fuori qualcosa di meglio del miglior progetto di Fuksas. Inguardabili. Pura masturbazione intellettuale senza alcun vero senso estetico.
    Basterebbero dei prati e degli alberi mediterranei. Qualche vialetto, qualche panchina. Il vetro lascialo agli Apple Store, Fuksas. Se la cosa viene come temo giuro che contatto Al Qaeda.

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