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Risorgerà la Cappa Mazzoniana?


1347 mq il piano terra, 327 il piano ammezzato, 231 il primo piano. Un gigante in termini di metratura e un monumento in termini di architettura. Siamo dentro l’Ala della Stazione Termini disegnata e concepita da Angiolo Mazzoni, immenso architetto futurista. Lo spazio, dove un tempo si svolgevano le preparazioni per i vagoni ristorante, è connotato dalla clamorosa presenza di una cappa che scende da un soffitto alto decine di metri. Non a caso l’ambiente è soprannominato Cappa Mazzoniana in ossequio al grande progettista.
Per alcuni anni le speranze di utilizzo di questo spazio sono state affidate ad uno spazio, Convoglia, che grazie alla famiglia di immobiliaristi Statuto (all’epoca avevano anche un importante ristorante stellato a Roma, L’Altro Mastai), aveva promesso di portare qui un’area di ristorazione di qualità e viva tutto il giorno. Griglieria, pizzeria, area gastronomia, grande bar e al primo piano uno spazio eventi e un ristorante gourmet. Le cose non andarono mai benissimo, poi la crisi e gli Statuto chiusero sia L’Altro Mastai che, qualche mese fa, il Convoglia. Niente più panini e cappuccini, niente più pizzaioli e culatelli: solo abbandono e un improbabile area destinata alla vendita di pianoforti.
Ora Grandi Stazioni vuole dare la svolta rimettendo sul mercato lo spazio. Le dimensioni sono quelle che vi abbiamo detto, i costi sono presumibilmente alti tanto che la società posseduta per il 60% da Ferrovie dello Stato spa sta invitando molte grandi società e realtà della ristorazione internazionale a presentare la loro offerta nel più breve tempo possibile.
Per fare cosa? Ecco lo statement che Degrado Esquilino ha avuto modo di consultare in anteprim: “un ristorante pensato per soddisfare i bisogni e i desiderata dei passeggeri e dei visitatori della stazioni e per il target Alta Velocità, e attrattivo nei confronti della Città, in un locale polifunzionale, che si sviluppa su tre livelli, e che propone una ristorazione destinata ad una clientela che va dal viaggiatore, al cliente abituale, in un’atmosfera di altissimo pregio architettonico. L’attività dovrà prevedere un format poliedrico ideale per colazioni, pranzi, happy hour, cene e after dinner all’insegna del cibo di qualità attraverso la sinergia tra attività di vendita di prodotti e somministrazione. Spazi dedicati potranno essere destinati a eventi e mostre. Il layout e il design del punto vendita dovranno risultare fortemente originali e accattivanti”.
Insomma a quanto appare Grandi Stazioni punta molto -di nuovo- su questo spazio per farne un servizio per i viaggiatori ma anche per la città, aperto tutto il giorno e ideale luogo di aggregazione. Le caratteristiche sono estremamente simili allo spazio Convoglia: speriamo a questo punto che la risposta provenga da qualche imprenditore in grado di generare valore aggiunto, qualità, idee innovative per uno spazio che può significare riqualificazione di tutta un’area

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categoria: articoli

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Commenti (13)

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  1. Anonymous says:

    Purtroppo sembra davvero utopia parlare di ristorazione di qualità in un’area piena di bancarelle, parcheggiatori abusivi, doppia fila, barboni e chi più ne ha più ne metta. Speriamo qualcuno abbia il coraggio di tentare questa sfida.

  2. giampaolo says:

    in effetti visto lo stato indecente in cui è ridotta via giolitti (aggiungo rispetto al post precedente: mancanza di parcheggi, presenza di gentiluomini di diverse provenienze fuori dai bar e dai negozi sulla via) più che di coraggio bisognerebbe parlare di incoscienza!

  3. Ring says:

    Finchè l’area subito all’esterno rimarrà l’immondezzaio che è ora, regno del degrado, della sosta selvaggia e dell’assenza di regole, può andarci anche a lavorare Paul Bocuse, ma nessuno ci metterà piede.

    E’ così difficile capirlo?

  4. Anonymous says:

    ci vorrebbe una seconda eatitaly magari sarebbe magnifico anche fuori da eatitaly c’è degrado ma è cosi bello andarci che non ci si fa nemmeno caso chiamare farinetti è urgente

  5. Anonymous says:

    Io direi che quello che manca a Termini è un mega kebabbaro, ce lo vedo bene nell’aala mazzoniana.
    Va bè che tutte in Italia tutto finisce con la magnata, ma siccome la stazione è piena di gastronomie e bar, e siccome l’ala mazzoniana è un museo, forse l’ovvietà sarebbe che restasse museo, ospitasse mostre per eventuali introiti, ricordando però che uno stato non ha le logiche di un’azienda (qui spendo qui guadagno) ed è TENUTO a conservare le cose belle nella loro integrità senza sbudellarle per farle diventare “produttive”.
    Il motivo per cui un’attività o una casa in centro valgono tanto è che si sono lasciate tante bellezze “improduttive”; le periferie, costruite sul principio del presunto “utile”, sul mercato immobiliare valgono un decimo.

  6. Degrado Esquilino says:

    Kebabbaro? Tu ci scherzi ma in quello spazio ci vedrei alla perfezione un hub del cibo etnico di altissima qualità. Ci dovrebbe pensare Farinetti!

  7. Magica says:

    Ristorante di alta qualità per poi uscire fuori e ritrovarsi in via Giolitti e magari di sera ! Ma non scherziamo non sono riusciti, o non hanno voluto, riqualificare l’area attorno all’Ambra Jovinelli con le conseguenze che abbiamo sentito in questi giorni figuriamoci nella zona Termini, altro che eatitaly manco il paninaro più sfasciato che c’è ci viene.

  8. Anonymous says:

    Visto lo stato attorno alla Cappa, l’unica soluzione è affidarla a er Mutanda: mega autotreno-bar, cineserie, mutande a 1 euro, scatole chiquita e spiaccicapallette si integrerebbero perfettamente col contesto.

  9. Anonymous says:

    http://WWW.GENTILONIXROMA.IT

    Date un’occhiata al programma, sembra serio e pensato.

  10. manuele mariani says:

    ma uno spazio ludico con area giochi per i bambini ? una sala cinema ? un punto di informazioni turistiche (e accglienza) magari orientato ai BACK PACKERS (informazioni e possibilità prenotazioni su OSTELLI, b&b, gite, tours, escursioni,..)
    oppure INTERNET CAFFE’ !
    o anche un Pret à Manger o uno Strabucks ! che ne dite ?

  11. Anonymous says:

    Ma un benemerito bel niente? Un luogo in cui ci si possa illudere che gli italiani siano ancora un popolo di individui intellettulmente autonomi, in grado anche di stare in silenzio e in solitudine, senza ingurgitare porcherie o comprare cose inutili, e non un branco di poveracci in cerca di sollazzi di stato?

  12. Anonymous says:

    Finito di sognare, propongo una biblioteca su Roma, così qualcuno ci puà appioppare un baretto e un bookshop annesso, ma almeno non deturpa troppo lo spazio museale.
    Bah, paese di cercopitechi.

  13. ripeto, un INTERNET CAFFE’ stile Sturbucks è l’Ideale !

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