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Il palazzone dell’Inpdap a Via di Santa Croce in Gerusalemme. Un video


Giusto in questi giorni alla chetichella stanno portando via materiali, sanitari, water e lavandini. Stanno insomma svuotando da dentro il palazzo, ma per farci cosa non si sa. La speranza è che non resti abbandonato a lungo e che si animi di funzioni che possano interessare al Rione e che possano essere compatibili e coerenti con l’area ipercentrale e iperservita. Qualche ipotesi nel video

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categoria: articoli

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Commenti (9)

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  1. tramvinicyus says:

    Ma la smetti di guidare filmando? E’ pericoloso! Lo dico per te! Splat! E ci vuole poco per finire frittata sull’asfalto, nella nostra città poi..lo sai che guidano come degli invasati no?
    E poi il palazzo è degli anni ’60 (a giudicare dall’architettura) il dopoguerra era passato già da un po’…..

  2. Anonymous says:

    se lo vendessero visto che un bene dello stato potrebbero farci dei soldi per le nostre disastrate finanze ma temo che sia la solita operazione regalarlo a qualche palazinaro per quattro soldi , eppoi non potevano metterci i servizi segreti invece di sventrare ilpalazzo storico di piazza dante che avrebbe potuto diventare invece ben altro.Siccome non se ne sa nulla sarà un altra operazione poco chiara

  3. Anonymous says:

    Infatti, ci mettessero degli uffici, ma un albergo proprio no, sarebbe l’ennesimo della zona che si impoverirebbe ulteriormente, già stanno chiudendo tutti i negozi!

  4. Anonymous says:

    Stato e Comune fanno il gioco delle tre carte, altresì detto il gioco dell’Immobiliare. Dismette il patrimonio pubblico (il che vuol dire prendere pochi soldi subito e rimanere senza garanzie bancarie) e ricompra immobili per usi vari (tipo, vendo la Casina delle Civette e compro 14000000 di euro di catapecchia per altri uffici comunali).
    Caltagirone è l’ottavo re di Roma, signori belli, ancora non l’avete capito?

  5. Carlo says:

    Però quando vengono occupati, e ne viene così bloccata almeno qualsiasi ipotesi speculativa, si apre una discussione su uno spazio abbandonato, etc etc etc, voi siete sempre pronti a dare addosso.
    Ipocriti.

  6. Carlo says:

    Altro che ipotesi, a scup vengono messe in pratica reali attività che riqualificano uno spazio abbandonato come quello di via nola, o come quello di questo articolo. Entrambi esempi di un problema.
    Ma da una parte c’è chi mette i propri corpi e il proprio tempo nel denunciare simili sprechi, dall’altro chi si attiva solo sulla tastiera.

  7. Anonymous says:

    Ancora. Ma questi lombrichi pulciosi infilati in preservativi di iuta equo-mafio-solidale, questi lecca deretano di politici corrotti che guaiscono per avere una gabbia dove farsi tirare le noccioline, non li potete silenziare?
    Tornando ai commentatori antropomorfi, esiste un mercato. Qualcuno lo avrà acquisito. Non sono affari di tutta la popolazione la fine che fa ogni immobile. E a San Giovanni ci basta spazzare via i lombrichi e ben manutenere le bellezze che abbiamo.
    Ci dovremmo invece preoccupare di un mercato abitativo completamente fittizio, in cui i prezzi vengono mantenuti artificiosamente alti dall’immobiliare, acui non interessa vendere o affittare, ma quotare in borsa e per le ipoteche a prezzi altissimi il patrimonio posseduto.

  8. Carlo says:

    Gli insulti firmati da anonimi sono spassosi…
    Il mercato immobiliare? Quello della bolla da cui è partita tutta la crisi mondiale attuale? Funziona? E’ viziato? E allora perchè criminalizzi e insulti chi protesta?

    ps: lombrico..è un verme, ma rende fertile i terreni. Lei invece è sterile.

  9. Anonymous says:

    Uh come ridi, si sente la tua ilarità fino a qua.
    La crisi è creata a tavolino dalla massoneria che governa i flussi migratori per “trasformare l’umanità in una grande poltiglia indistinta, una immensa zingaropoli di schiavi imbestialiti su cui si possa comandare e speculare senza più ostacoli”; a tal fine viene sfruttato tutto.
    Le bestie come voi, i clandestini, la mafia, il mercato immobiliare, l’imbecillità della gente.
    Sei più anonimo tu di un anonimo, carlo-mara- red e via nomi falsi discorrendo.

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