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Ed eccolo, il mercatino di Natale che quest’anno insozza San Giovanni in Laterano


Avremmo volentieri fatto a meno e invece anche quest’anno abbiamo dovuto girare e pubblicare il film dell’orrore del Mercatino di Roma Capitale (questi signori sono adusi a rubare no si sa quanto abusivamente il nome ufficiale della città).

Sempre peggio. Sempre più brutto. Sempre più raffazzonato, spelacchiato e disordinato. Con generi merceologici che definiremmo merceoillogici: dalla bigiotteria agli orologi nulla che abbia a che spartire con il natale. Quest’anno alcuni pronunciamenti della Soprintendenza (dopo le nostre tante proteste dello scorso anno?) hanno obbligato il mercato a ridursi e modificarsi. Il risultato è uno spaccio di qualche paese in via di sviluppo dopo la fine di una guerra. Deprimente. Se da primavera la città avrà un’amministrazione degna di questo nome, sarà l’ultimo anno.

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categoria: articoli

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Commenti (60)

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  1. sessorium says:

    Paolo c’è un’altra cosa che su questi blog non attacca neppure con l’attack oltre alla storia dei “padri di famiglia”, è la storia che “i probbblemi so artri”.

    Il benaltrismo, il peggiore cancro di questo paese. Non ci caschiamo caro Paolo, i problemi sono ANCHE altri e ANCHE questi. Noi ci impegnamo per risolvere questi perché su questi possiamo provare a incidere, sulla fame nel mondo no. E’ chiaro?

    E fatevene una ragione trovatevi un negozio vero su, che gli affitti si son ribassati!

  2. paolo says:

    Cretino guarda che io non sono nomade, ma non mi sembra serio quello che state scrivendo. Comunque sapete che vi dico : ma sti cazzi alla fine?

  3. Giampaolo says:

    paolo scusami ma non capisco: ma che vuol dire che i problemi sono altri?mi devo incavolare perchè ho dovuto pagare l’imu e devo pagare le bollette e non devo incavolarmi perchè il degrado prende il sopravvento nei luoghi in cui uno vive?e bada bene che i mercatini sono un aspetto, come la sosta selvaggia, la cartellonistica abusiva, l’incuria a vario livello dell’amministrazione…insomma tutte cose che messe insieme proprio non si reggono, anche di questi tempi in cui l’Italia va economicamente a rotoli…

  4. rosa says:

    io sono una bancarellara e la mia partita iva è 02073051209 il mio numero di telefono se vieni allo stand 7 te lo do’, ma vieni pezzo di merda perchè ti voglio vedere in faccia e poi se vuoi ti compri pure una bella collana di corallo sardo che regali a quella stronza di tua moglie. Non hai capito un cazzo io ho un negozio e pago 1000,00 euro al mese a san teodoro onorabile testa di minchia e pago l’imu tanto quanto fai tu perchè non sono una povera morta di fame ma un’abile artigiano tu invece sei una merda che sai solo dire cazzate e parli di cose che non sai. Se c’è qualcuno che voleva lo spazio e non è stato in grado di averlo sono problemi suoi noi siamo persone che lavorano e non accetto di essere offesa da qualche persona che non sa’ fare altro che criticare dietro uno pseudonimo!!!!!!! ti aspetto stand 7 vieni e parliamo direttamente da persone civili caro signore. Detto questo chiedo scusa a tutti per il mio modo non troppo ortodosso di parlare e chiedo scusa anche a stì signori perchè noi in Sardegna abbiamo un modo diverso di interloquire e scusa sessorium se faccio errori di ortografia ma io sono orafo non dottore in lettere

  5. Degrado Esquilino says:

    Ma in Sardegna, davanti ai vostri grandi monumenti di Cagliari o di Sassari, si acconsente alla creazione di favelas di plasticaccia bianca?

    Come è possibile che un abile artigiano che ha bottega addirittura in Via di San Teodoro si rinchiuda in una baraccopoli di quel tipo probabilmente monopolizzata da Quattordicine o qualcuno dei suoi?

    C’è qualcosa che non capisco. Sicuramente non ho dubbi sulle tue qualità artigianali, ho qualche dubbio però sulle tue qualità commerciali visti i contesti ultrafetenti in cui porti le tue merci.

    Attendo comunque di sapere se di fronte alla cattedrale di Sassari, di Alghero, di Cagliari o di qualche altra stupenda città d’arte sarda esistono mercati di questa “qualità” estetica… Dicci dove, che cerchiamo le foto.

  6. Redazione says:

    Leggete qui: alcuni bancarellari han fatto confusione e si son messi a commentare il post del mercatino dell’anno scorso!

    http://www.degradoesquilino.com/2011/12/non-frequentate-il-mercatino-di-san-giovanni.html#comments

  7. Anonymous says:

    Partiamo da un presupposto: la raffinata bancarellara Rosa, sempreché esistente, la cui abilità artigiana è sicuramente riflessa nel buon gusto delle sue parole, ha il banco sempre vuoto, passare con l’autobus per credere (senza avvicinarsi troppo, senza mischiarsi con certa feccia).
    La raffinata bancarellara Rosa, sempreché esistente, dopo un post del genere, è denunciabile ai sensi di molteplici leggi, come consiglio caldamente di fare, perché certa feccia non deve ritenersi più in diritto di fare il porcaccio camorristico comodo suo. Mentre sconsiglio chiunque di perdere tempo in “falò” o discussioni con gente del genere, gente che nulla ha ormai da perdere, senza più alcuna dignità, e figuriamoci con che razza di fedina penale.
    La raffinata bancarellara Rosa, sempreché esistente, è una perfetta rappresentante di questo ripugnante sistema…(segue)

  8. Boicottiamo la raffinata bancarellara Rosa, e la sua raffinata boutique in via di San Teodoro says:

    di camorra senza più nemmeno il pudore di camuffarsi. Si vanta, la raffinata bancarellara Rosa, di avere un negozio e di avere ottenuto pure la bancarella: bene, brava, la nostra raffinata bancarellara Rosa. Da anni c’è un’inchiesta in corso sulle molteplici concessioni intestate al medesimo soggetto, ossia alla stessa persona, già titolare di negozio, che ottiene gli spazi per banchi mobili, mentre ambulanti senza altri redditi restano senza spazi o si accollano quelli sfigati. La raffinata bancarellara Rosa dovrebbe sapere che altra inchiesta è in corso, per la concessione pressoché GRATUITA, di spazi in cui non dovrebbe stare nemmeno un banchetto di un metro quadrato (Caracalla, San Giovanni, ecc.): domanda. Raffinata bancarellara Rosa,da cui andò certo a comprare le squisite creazioni, come mai t’hanno regalato il banco davanti alla cattedrale di Roma? A Roma stavano a aspettà una sardegnola come te per raggiungere le vette dell’oreficeria in corallo? (segue)

  9. Boicottiamo la raffinata bancarellara Rosa, e la sua raffinata boutique in via di San Teodoro says:

    Per concludere, raffinata bancarellara Rosa, finti nomadi e “padri di famiglia”, ci sono mille padri di famiglia veri che restano senza lavoro e tirano avanti a fatica la carretta per mesi, anni, cercandosi un lavoro ONESTO, non vanno né a spacciare né a rubare né a fare accordi mafiosi col comune, quindi non provate a far passare per “normale” la criminalità con cui avete impestato le vostre regioni e con cui cercate ora di conquistare Roma e Milano.
    Caro Sessorium, la libertà d’espressione deve avere un limite nella minaccia e nell’insulto gratuito: certi commenti danno fastidio anche a chi li legge.
    Per gli altri: onta e disdoro ai disperati che danno i soldi a certi cialtroni, e alla “raffinata bancarellara Rosa”, che viene dalla Sardegna a spiegarci cos’è “un uomo” (cioè un delinquente che mena il suo prossimo, bleah)

  10. Chiara says:

    Io sono del quartiere e non penso che i mercatini di Natale di San Giovanni rappresentino fonte di degrado. Anzi li vedo come una buona occasione, data ai commercianti, di portare a casa qualche soldo in più in questo periodo particolare.
    Credo invece che il degrado massimo, lo dico per esperienza, lo si viva nei giorni precedenti ed in quelli successivi soprattutto,al concertone del primo Maggio!
    Lo scrivo a rischio di cadere nel cosiddetto “benaltrismo”, perchè dai, diciamolo, alla fine i problemi veri sono BENALTRI! Certo anche io credo che le zone di particolare interesse storico/artistico debbano essere tutelate, ma non da innocue bancarelle di Natale.

    PS: sessorium, visto che sei così bravo, attento ai problemi della città, perchè non ci salvi tu dai questo “sfacelo”!?
    Spero che tu conosca l’ironia

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