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Nasce un nuovo megahotel nel cuore dell’Esquilino


Si avvicina l’apertura di una nuova grande struttura ricettiva nel cuore del nostro Rione. Come per altre strutture di questo tipo -grandi quattro stelle gestiti da grandi società di hotellerie- la proprietà è religiosa. Come sappiamo il Vaticano, gli ordini religiosi e tutti i loro addentellati posseggono una quota abnorme degli immobili romani. E da un po’ di anni hanno deciso, con forza, di metterla a reddito. Bene, per carità, peccato che tendenzialmente siano riusciti in un modo o nell’altro a eludere il pagamento delle imposte sugli immobili finendo per altro per fare concorrenza sleale ai gestori di alberghi normali.
Solo all’Esquilino i casi, tutti risalenti agli ultimi anni, sono molteplici: conventi, monasteri e canoniche trasformate in megahotel: quello su Via Boiardo, quello all’angolo tra Viale Manzoni e Via Emanuele Filiberto e ora questo vero e proprio gigante che occupa praticamente tutto l’isolato tra Via Ferruccio, Via Machiavelli, Via Brunelleschi e Via Giusti. Un tank da centinaia di stanze presumibilmente che inizia in questi giorni ad essere liberato dalle impalcature ed a mostrare un cladding esterno piuttosto moderno che, ci auguriamo, si inserirà nel contesto in maniera gradevole e contemporanea.
Già, il contesto. Quello che ci fa rabbrividire è pensare alle centinaia di turisti che ogni giorno passeranno da queste parti, si confronteranno con Piazza Vittorio, cercheranno invano di uscire dal marciapiede, tenteranno di utilizzare le strisce pedonali in un’area del Rione dove la legge è solo quella del più forte e del più prepotente. Allora ci domandiamo: possibile che un popo’ di cambio di destinazione d’uso di questo tipo non abbia portato manco una lira di oneri concessori nelle tasche del Comune o del Municipio? Hanno fatto tutto aumma aumma? E possibile che questi oneri concessori, qualora ci fossero, non sono stati utilizzati per rendere per lo meno percorribili (oggi non lo sono) le strade in questa zona? Ci avrebbero guadagnato tutti, anche e soprattutto i gestori dell’hotel…

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categoria: articoli

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Commenti (10)

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  1. Anonymous says:

    bella domanda, ne aggiungo un’altra: come si pensa di conciliare il grande afflusso di turisti, che (si presume) affollerà l’albergo, con l’enorme massa di impiegati (si parla di molte centinaia di dipendenti, fine lavori luglio 2014) che si recheranno al mega palazzo di piazza dante, ex cassa depositi e prestiti, che ospiterà gli uffici dei Servizi Segreti – o come diavolo si chiamano ora – oltre a quelli che, prima o poi, frequenteranno la nuova sede Enpam di Piazza Vittorio?

  2. Massimo Livadiotti says:

    Oneri concessori?? Vogliamo parlare di quelli (tanti) dell’Enpam spariti? Roma ladrona….

  3. amo l'imu says:

    fateje pagà l’imu…rtacci loro

  4. Anonymous says:

    Cmq l’arrivo in massa di impiegati (anche se dei servizi segreti) e di turisti probabilmente benestanti in gran numero non potra’ che fare alla zona, contrastandone l’attuale degrado.

    Mc Daemon

  5. Anonymous says:

    … mi ´sfuggito fare “bene” alla zona.
    Pardon!
    Mc Daemon

  6. mauro says:

    probabilmente qualche beneficio in termini di indotto commerciale potrà anche derivare dal grande afflusso di turisti e impiegati, ma al contempo l’impatto sulla viabilità, tenuto conto del pessimo servizio di trasporto pubblico di cui godiamo, sarà devastante (penso ai pullman di turisti, a quanti sceglieranno di recarsi al lavoro in macchina, ecc.). Questa considerazione solo per ribadire l’assoluta carenza di pianificazione strategica nella gestione urbanistica del rione.

  7. Anonymous says:

    Questo albergo mi pare una porcheria, ma se Roma fosse in mano alla chiesa starebbe molto meglio.
    I posti tenuti dal Vaticano sono specchi, se hai bisogno ti tendono una mano, gli ospedali finché stavano in mano alle suore erano gioielli.

  8. Marco says:

    Pur con tutti i problemi generali, in nessun posto a Roma il trasporto pubblico funziona ed è capillare come all’Esquilino, per la presenza di due linee metro e della stazione. Grazie a Dio, gli stranieri si muovono coi mezzi pubblici, e non vedo perché non dovrebbero farlo anche i futuri impiegati dell’Enpam

  9. Magica says:

    Devo dire , (anche se mi dispiace ammetterlo , in periodo Alemanno) che a onor del vero i servizi pubblici all’Esquilino funzionano in modo accettabile (almeno questo…!) non mi è mai capitato di attendere un bus per più di cinque minuti. Quindi per la mobilità non credo che i turisti dell’albergo avranno problemi. Il vero e serio problema e’ tutto lo schifo che ci sta nel rione, bella immagine della “città eterna ” per chi viene da fuori! Ma secondo voi chi verrà dopo Alemanno (…almeno spero che ci sara’ un dopo Alemanno!) si renderà conto di tutto sto degrado per porvi un rimedio? Domanda difficili lo so!

  10. micione says:

    CHI SARA’ IL PROPRIETARIO DEL MEGAHOTEL? CHISSA’!!!

    SICUREZZA
    Cisl: “La mafia prolifera anche a Roma Ia mappa della criminalità nei quartieri”
    Nell’incontro “Crescere nella legalità” il sindacato ha fatto il punto della situazione per quanto riguarda la criminalità organizzata nella capitale. Distribuita una mappa della città che mostra come 15 famiglie mafiose si spartiscono il territorio di Roma e periferia

    I Casamonica al Tuscolano, le ‘ndrine Morano, Bruzzaniti, Palamara, Speranza e Scriva al Flaminio, il clan Senese a Centocelle e gli Ierinò alla Borghesiana etc.

    Per quanto riguarda la politica romana, ora che siamo vicini alle lezioni comunali, i collegamenti con queste famiglie mafiose, soprattutto con le ‘ndrine, vengono tenuti da noti personaggi al soldo del campidoglio. In questi giorni la cronaca sia milanese che romana, ne ha parlato molto. Penso che sul blog di romafaschifo , i loro nomi sono stati fatti più di una volta. Il responsabile, non ha mai preso sul serio le notizie.
    Sottovalutando la questione si rischia di far continuare il malaffare nella Roma di Alemanno!!!

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