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Scuola di Teatro La Soffitta e le affissioni abusive. Un calvario che dura da quattro anni

NOSTRA MAIL DEL 26 SETTEMBRE 2008

Art. 663 Vendita, distribuzione o affissione abusiva di scritti o disegni
Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, vende o distribuisce o mette comunque in circolazione scritti o disegni, senza avere ottenuto l’autorizzazione richiesta dalla legge, è punito con l’arresto fino a un mese.
Alla stessa pena soggiace chiunque, senza licenza dell’Autorità e senza osservarne le prescrizioni, in luogo pubblico aperto o esposto al pubblico, affigge scritti o disegni, o fa uso di mezzi luminosi o acustici per comunicazioni al pubblico, o comunque colloca iscrizioni o disegni.

Gentilissimi,

quello che vi alleghiamo qui sopra -convinti di fare il nostro dovere di Comitato di Quartiere- è l’articolo 663 del Codice Penale italiano. Le vostre affissioni, che definiremo piuttosto afflissioni poiché affliggono la città di Roma contribuendo al suo già lampante degrado, sono una violazione flagrante a questa norma.
Cosa sarebbe della nostra città se tutte le attività commerciali e non decidessero, d’un tratto, di usare affissioni abusive su pubblici pali o orrendi adesivi su muri, centraline, cassette postali e cassonetti della nettezza urbana? Cosa succederebbe se tutti i commercianti decidessero di comportarsi come voi?

Questa mail, dunque, esclusivamente per richiedervi di provvedere alla eliminazione immediata di tutti gli orpelli che deliberatamente avete affisso in giro per la città. In caso contrario (e in caso di mancata risposta a questa e-mail) vi preannunciamo che saremo costretti a presentare un regolare esposto (consegnando il vostro nome, la vostra ragione sociale, le foto -già scattate- dei vostri abusi ed il vostro recapito) presso la Polizia Municipale per la sanzione amministrativa e presso il comando dei Carabinieri per la sanzione penale di reclusione.

Naturalmente non si tratta di un ‘accanimento’ verso di voi, ma di segnalazioni e avvisi che stiamo inviando a moltissime aziende che come la vostra considerano la nostra città un far west dove non è necessario rispettare le normali regole di civile convivenza. Tra cui quella di non imbrattare. Vi invitiamo anzi, a vostra volta, a denunciare chi compie abusi e chi stupra la città per fini privatistici facendo concorrenza abusiva agli operatori onesti e rispettosi.

Sarete convinti, come noi, che gli annunci si pubblicano sui giornali specializzati, sui siti webo. Ma che NON si riempie il quartiere di cartelli utilizzando come supporto i pubblici pali. Ma poi, facciamo notare, imbrattare lo stesso rione in cui si lavora. Lavorate a Via Statilia e imbrattate Via Statilia? Ma non è una cosa profondissimamente vergognosa?

In attesa di vostro immediato riscontro, salutiamo cordialmente.
COMITATO DI QUARTIERE DEGRADO ESQUILINO
www.degradoesquilino.com

RISPOSTA DEL 27 SETTEMBRE 2008

gentilissimi “comitato di quartiere esquilino”

abbiamo ricevuto la vostra mail e come richiesto rispondiamo sollecitamente con le nostre più sentite scuse, riservandoci comunque il diritto di una risposta alle vostre osservazioni sul degrado e sulle affissioni abusive dei “commercianti” della zona.
Noi siamo una piccola associazione culturale che opera in via statilia, e questo pare che sia a conoscenza di entrambi, e abbiamo avuto sempre la massima attenzione per il quartiere e per gli abitanti stessi. avremmo senz’altro preferito un incontro meno duro per presentarci tuttavia restiamo aperti a qualsiasi forma di dialogo magari cercando insieme la soluzione elle attività più consone per una via ed un quartiere elegante come il Nostro.

assicurandovi un intervento immediato restiamo in attesa di una vostra successiva mail per poter eventualmente programmare e coinvolgervi nelle nostre attività che ribadiamo sono al servizio della cultura, della bellezza e della salvaguardia dell’immagine del quartiere stesso.

il responsabile

NOSTRA RISPOSTA DEL 27 SETTEMBRE 2008

Siamo dispostissimi a promuovere e pubblicizzare via web le vostre attività dietro la promessa di non utilizzare mai più l’affissione abusiva come mezzo per ricercare associati e clienti.
Il fatto che siate inquadrabili come organismo culturale o no-profit non vi giustifica a violare il codice.
Inviateci vostri materiali e aggiornamenti e non mancheremo di segnalare.

IL COMITATO

MAIL DA PARTE DE LA SOFFITTA DELL’8 SETTEMBRE 2012 (QUATTRO ANNI DOPO!)

Scrivo la presente in qualità di Presidente e legale rappresentante dell’ Associazione Culturale La Maschera in Soffitta, nonché personalmente, per portare all’attenzione una grave violazione del diritto alla riservatezza, nonché un comportamento lesivo della reputazione personale e della Associazione stessa intimandone la immediata cessazione.

Ed infatti nella giornata di ieri 07/09/2012, sono venuta a conoscenza del fatto che inserendo il mio nominativo nel motore di ricerca “Google” dal lontano 2008 ad oggi, alla prima pagina dei risultati ottenuti, lo stesso e quello dell’ Associazione che rappresento, compaiono – unitamente all’indirizzo e.mail ed al numero di telefono – associati a frasi di questo tenore: “DEGRADO ESQUILINO: Alla Faccia del Decoro Urbano… manuele varese ha detto… che schifo”. All’interno del blog – peraltro del tutto anonimo e privo dei necessari riferimenti circa il responsabile se non un nickname “sessorium” – a cui rimanda il link riportato sotto tali affermazioni, il mio nominativo e quello della Accademia, nonché del Direttore Artistico Luciano Bottaro, sono gli unici nominativi, dei quali si riferisce anche indirizzo e.mail e numero telefonico, associati al degrado del rione Esquilino di Roma, unitamente ad un filmato nel quale si mostrano immagini di mura imbrattate da spray con varie scritte assolutamente non riferibili né riferite alla Associazione nè alla sottoscritta, ed immagini di manifesti pubblicitari anch’essi estranei alla Associazione.

Alla luce di quanto sopra, Vi chiedo e Vi intimo di procedere alla immediata eliminazione del nominativo della sottoscritta, nonché dei dati relativi alla Associazione tutelati dalla normativa in materia di protezione dei dati personali, al fine di impedire l’ulteriore pregiudizio alla reputazione ed all’immagine mia personale e della Associazione che presiedo. Pertanto, ove non dovesse essere fatto immediatamente quanto sopra, sarò costretta ad agire nelle sedi più opportune per la tutela dei miei diritti e di quelli dell’Associazione, nonché alla segnalazione dell’accaduto alla competente Autorità Garante al fine di ottenere i provvedimenti opportuni, salvo in ogni caso il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi.

Il Presidente

NOSTRA RISPOSTA DELL’8 SETTEMBRE 2012

Dunque dichiarate che è falso che voi abbiate ricoperto, quattro anni fa, via emanuele filiberto di affissioni abusive?

CONCLUSIONI

Le foto, con tanto di firma della persona così allarmata della propria immagine, risalgono a ieri. E tutta la nostra zona ne è infestata (seguirà denuncia ai Pics per rimozione e sanzione). Non capiamo perché la signora e la sua scuola siano così allarmati di apparire, semplicemente citati in un commento, in un piccolo blog e reputino questo così diffamatorio addirittura da minacciare ritorsioni e non considerino, invece, diffamatorio il fatto che qualcuno abbia (a loro insaputa, sia chiaro!) sottratto i loro volantini e li abbia affissi abusivamente e illecitamente in giro per la città… Curioso no?

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Commenti (9)

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  1. Alessandro says:

    Si vergognassero…

  2. Livia says:

    Qualcuno glie l’ho staccato. Se la prendessero con Google semmai…

  3. Luigi says:

    A Roma purtroppo l’abuso è diventato un diritto e se ci si permette di ricordare le regole si viene aggrediti verbalmente e minacciati fisicamente. Provate a dire al signore (o alla signora, su questo non ci sono differenze di genere) che non può parcheggiare sulle strisce pedonali o sul marciapiede. Verrete additati come dei prevaricatori, dei mascalzoni che vogliono negare il diritto di circolare e raggiungere il parrucchiere o la rivendita di tabacchi.

  4. Giampaolo says:

    come si dice a Roma: e ce vonno pure avé raggione. Non solo scuole varie, pizzerie, centri per i controlli gratuiti di vista e udito, agenzie immobiliari ci riempiono le cassette delle lettere e i tutti i pali possibili e immaginabili del quartiere, riempiendolo di carta che poi puntualmente va a finire per terra, ma pretendono pure di avere ragione…ma ci avete preso per scemi?tenete conto però che il numero di persone che cestina direttamente i vostri annunci pubblicitari abusivi sta crescendo (= soldi per la stampa spesi a vuoto)

  5. oronzo says:

    Non solo ossessionano e sporcano con i manifesti attaccati dovunque, ma durante i corsi molto spesso gli aspiranti attori occupano scompostamente il marciapiede già massacrato da moto dei poliziotti, buche, sterrati etc, non lasciando spazio ai pedoni. Alla faccia della cultura ( e dell’educazione).

  6. Giovanni says:

    Ma dove CAVOLO sono i vigili e quelli del cosiddetto decoro urbano? In qualsiasi altra città NON se l’avessero neache sognato di insultare la loro, la nostra?, città, e avrebbero dovuto pagare una multa di, minimo, di 50 euro per ogni manifesto. Ogni individuo pensa di poter sporcare ed indignare la città come cavolo vuole. Facciamo tutti e vidiamo dove arriviamo? Provo vergogna per loro!!

  7. MARCHESE DER CAZZO says:

    FATEMI CAPIRE BENE, QUESTA AGENZIA PUBBLICITARIA DISSEMINA TUTTI I PALI DELL’ESQUILINO CON IL NOMINATIVO E IL NUMERO DI TELEFONO DEL DIRETTORE ARTISTICO DEL TEATRO, E LORO SE LA PRENDONO CON DEGRADOESQUILINO CHE PUBBLICA ANCHE LUI TALE NOMINATIVO E NUMERO DI TELEFONO? NON CREDO SIA ILLEGALE MA MAGARI SO IO CHE NON CE CAPISCO UN CAZZO

  8. Anonymous says:

    No, è l’ ultima frontiera dell’ arroganza: il contropiede. Uno segnala irregolarità o illeciti, e viene denunciato per “danno all’onorabilità”.
    Ora se a un vicino di casa si osa lasciare un biglietto nella cassetta della posta per chiedere per esempio di tenere lo stereo più basso, coi pazzi in circolazione si rischia una denuncia per stalking.

  9. che schifo says:

    la soffitta fa schifo
    uah uah

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