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La violenza di Casa Pound a Piazza Vittorio

Stando alle cronache loro, incapaci di parlare e di argomentare, di scrivere e di ragionare, continuano in giro per la città a far quello che sanno fare meglio: menare le mani, le spranghe, le mazze. E’ degli ultimi giorni una ennesima storia di violenza. Ma possiamo dire che quello che ogni giorno Casa Pound fa all’Esquilino è forse peggio di un classico agguato ai “compagni” (loro parlano così, come quarant’anni fa)? Possiamo dire che umiliare un intero Rione, stuprarlo di abusivismo, renderlo irriconoscibile, trasfigurarlo in ogni suo angolo in spregio delle regole è forze peggio di qualche cazzotto o legnata?
Se oggi passate a Piazza Vittorio, a Via Merulana, Viale Manzoni, Via Labicana. Troverete tutto tappezzato. Tappezzato abusivamente per pubblicizzare non sappiamo quale manifestazione (auguriamo davvero lunghe, antipatiche e dolorose malattie a chi vi prenderà parte, e sapete che le nostre maledizioni funzionano…) in uno spazio occupato e gestito da Casa Pound in quel della Farnesina. Lì i nostri gestiscono questa sorta di discoteca dove, benché si rilasci regolarisssssimo scontrino e benché nessunissssssimo guadagno venga intascato al nero (tanto che qualsiasi passaggio della Guardia di Finanza, qualora mai ci dovesse essere, non troverebbe nulla di nulla di irregolare), rappresenta la gallina dalle uova d’oro della Casa Pound Spa. Da qui arrivano probabilmente tutti gli introiti che stanno permettendo all’azienda Pound di inserirsi -specie in questo periodo di crisi- nel commercio all’Esquilino: ristoranti, trattorie, bar, librerie. Aggiungeteci l’obbligo, per i militanti, di consumare solo negli esercizi commerciali del ‘gruppo’ e capite che poderoso giro di contante. Naturalmente tutto regolare, tutto corretto, tutto dichiarato, tutto pulito.
Magari un po’ meno corretti -ehi ma possiamo sbagliarci noi, eh, e nel caso ci scusiamo- sono le migliaia di manifesti che, per pubblicizzare questa manifestazione a Roma Nord, hanno reso l’Esquilino un posto irriconoscibile. Tutta la comunità cinese messa insieme negli ultimi 20 anni non è stata in grado di generare tanto sudiciume e degrado come questi signori, ospiti nel nostro Rione, sono capaci di fare in una sola notte.
Non potrà esimersi la nuova amministrazione che prenderà il potere a Roma nel 2013 di affrontare di petto questo problema ormai umiliante, insostenibile, non procrastinabile.

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categoria: articoli

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Commenti (67)

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  1. Anonymous says:

    Che poi scusate io non sono razzista o fascista ma quando passo sotto casapound mi sento più sicura mentre in altre vie dell’esquilino la notte ammetto di avere paura.

    Non è una questione di politica o di discriminazione ma la situazione nel quartiere è degenerata del tutto. Dei manifesti a questo punto non me ne importa nulla…

  2. Anonymous says:

    beata lei, io c’ho paura preferisco i bengalesi

  3. Wasabi says:

    Chi affigge manifesti abusivi, come chi imbratta i muri, è il primo a non rispettare il proprio quartiere, è il primo a indicare agli altri, in modo chiaro e inequivocabile, che quella è terra di nessuno, che è spazio che può essere occupato in modo illegale, impunemente. E’ il primo ad aprire la strada ad altra illegalità, ad altro degrado.

  4. E non lo capiscono eh? E mica è così difficile…

  5. ddt says:

    Il problema dell’Esquilino è Casapound? O lei, in tutta evidenza, non abita nel quartiere che sta utilizzando solo per farsi pubblicità, o evidentemente è in mala fede. Io abito in Piazza Vittorio e mi pare diano molto più fastidio:
    1) i porci di mille colori ed etnie che spiscettano negli angoli del porticato;
    2) le bancarelle abusive che occupano quasi tutto lo spazio percorribile sotto il medesimo, le macchine in doppia fila che i viggggili non multano mai, preferendo le auto dei risidenti che si azzardano a parcheggiare con mezzo pneumatico fuori dalle strisce;
    3) gli ubriachi di tutte le nazionalità che Polizia e Carabinieri lasciano stazionare agli angoli del quartiere, anche vicino alla moschea e a San Vito, ai piedi dell’arco di Galieno e le graziose bottiglie souvenir de bevuta, che lasciano ovunque e che rimangono graziosamente intoccate per giorni;
    4) le bande di maghrebini che dopo la mezzanotte circolano indisturbati in piazza e nelle vie tra la piazza e Termini, che scippano che è una bellezza, mai fermati da Poliziotti e Carabinieri, perché «Tanto è inutile, perdiamo una giornata di lavoro a portarli in tribunale e il giorno dopo stanno di nuovo qua, che i giudici li scarcerano che è una bellezza» (cit.)
    5) gli spacciatori del bangladesh di eroina/cocaina all’inizio di Via Machiavellli e a via Ferruccio/angolo via Buonarroti, riconoscibilissimi dai loro zainetti delle meraviglie, a pochi passi dalla sede della PPMM di Roma, I gruppo;
    6) i negozi/internetpoint/alimentari di Bagladesci su via Leopardi, Via Buonarroti, Via machiavelli, Via Principe Amedeo, Via CArlo Alberto, che vendono bottiglie di bevande alcoliche a tutte le ore del giorno e della notte, fregandosene allegramente di qualsiasi ordinanza antimovida (mai visto un controllo del genere dalle nostre parti);
    7) l’utilizzo dei giardini della piazza come spazio aperto a qualsiasi manifestazione di qualsiasi tipo e obiettivo, con il risultato che per mesi interiOGNI MALEDETTO FINE SETTIMANA, noi residenti sulla piazza ci possiamo beare di canti sgolati, preghiere salmodianti, musichette caratteristiche, festivalini, concerti, fiere gastronomiche, feste di bambini, intrattenimenti danzanti, sagre fokloristiche, incontri sindacali, preghiere religiose, Pride omosessuali/monosessuali/trisessuali/multissessuali TUTTI a VOLUME MORTALE, con l’eccezione del cineforo estivo, che per lo meno vivacizza la vita culturale del quartiere, per altri versi monopolizzata dalle iniziative di CASAPOUND, dio gliene renda merito a entrambi;
    e l’elenco sarebbe lungo, ma sei lei VIVESSE quotidianamente la nostra realtà, eviterebbe di scrivere simili sciocchezze e avremo tutti il piacere di conoscere il suo volto, oltre alle sue invettive pseudorazziste su questo sito.
    Cordialmente.
    ddt

  6. Degrado Esquiilno says:

    Dunque visto che all’Esquilino c’è tanto degrado i luridi e sporcaccioni frequentatori di Casa Pound, un fritto misto tra una zecca da centro sociale e un rom, hanno diritto e titolo di imbrattare e incartare tutto il Rione di manifesti abusivi per pubblicizzare una festa alla Farnesina, giusto? E neppure gli si può dire nulla, corretto?

    Lo sapeva che abbiamo fatto aprire una clinica per benaltristi come lei, per quelli che i problemi sono sempre “ben altri”? Non è gratuita, ma non posta molto. Controlliamo se c’è un posticino per una curetta di un paio di giorni full immersion?

  7. Paola M. says:

    Questo signore dice di abitare a piazza vittorio e dice di non aver nessun fastidio di ritrovarsi tutti i dintorni di casa pieni di orribili manifesti abusivi. Siamo pazzi?

  8. ddt says:

    Oddio, è vero, ci sono anche i manifesti abusivi. Tuttavia mi pare che non siano solo quelli di Casapound, vero? Allora perché scaldarsi unicamente per loro? Corretto?

    Piazza Vittorio Emanuele II n. 2, cara Signora. Venga dai Prati o dai Parioli a controllare sul citofono e a rendersi conto di BENALTRE violenze sulla piazza. Attenzione al parcheggio, se non è cinese.
    love,
    ddt

  9. Degrado Esquiilno says:

    Questo blog si “scaglia” contro i manifesti abusivi di tutti. Basta andare a ritroso nei post. Ha poco senso, semmai, scagliarsi contro questo blog. No?

  10. Anonymous says:

    Cazzata. Questo blog si scaglia esclusivamente contro chi fa comodo ai gestori del blog e lo avete dimostrato ampiamente, con i vostri “articoli” e i vostri commenti.
    Ammetterlo sarebbe decisamente più onesto del nascondersi dietro un dito.
    Aripijateve e magari, ma dico MAGARI, prestate più attenzione al vero degrado.
    Da “straniera” che sta da mesi all’Esquilino per motivi di studio i manifesti di CasaPound mi sembrano veramente il proverbiale ago nel pagliaio.
    Tra gente che vomita, caga, spaccia per strada e robe assurde che ho visto voi state a guardare i manifesti.
    Ma ve prego.

  11. Anonymous says:

    Sì, effettivamente lo dissi anch’ io, che in mezzo a mafiolandia di tutto il mondo, questo accanimento su Casa Pound è strano.

  12. Bella sta parola: “accanimento”. Fate una lista dei post di questo blog, e mi dite in quanti di questi è nominata Casapound.
    In secondo luogo, vi è stato detto e ridetto che affiggere quintalate di manifesti abusivi, oltre a deturpare il territorio, contribuisce a creare il clima per il più generale degrado che voi Casapound finge di combattere, ma in realtà ci sguazza proprio…
    Ma voi niente, non volete capire…allora o è stupidità, o è mala fede. Decidete voi.

  13. Massimiliano Tonelli says:

    L’unico accanimento, purtroppo, è quello di Casa Pound contro il nostro rione. Fatela finita di imbrattare abusivamente, prepotentemente e selvaggiamente tutto e vedrete che i post su Degrado Esquilino, visto che vi danno tanta noia, no appariranno mai più. Affare fatto?

  14. Mauro says:

    Sono stato in questi giorni all’Esquilino. Non ci tornavo dai tempi dell’universita’, in cui amavo frequentarla soprattutto perche’ l’archittettura e i portici mi ricordavano la mia citta’ natale, e quindi mi facevano sentire a casa. Non trovo parole per descrivere il degrado e lo schifo che ho trovato. Escrementi ad ogni angolo dei portici. Mure imbrattate. Spazio sotto i portici invaso da bancarelle di bengalesi (tutto in nero, contavano contenti i contanti a fine giornata), non si poteva passare. Il 90% delle persone nelle strade non e’ italiano (sono aperto alla convivenza internazionale, ma questa e’ una colonizzazione all’inverso). L’80% dei negozi non sono italiani, e sia che siano di cinesi, di indiani o altro, sono di scarsa qualita’ e interesse. Quasi tutti i negozi dei cinesi erano vuoti (come vivono?). Sporcizia ovunque, muri imbrattati. Donna musulmana a passeggio con il marito in burka (! ma non e’ illegale). Perdita irreversibile del carattere romano e italiano del quartiere, coi suoi tradizionali negozi italiani di una volta, spariti. Una marasma di gente senza alcun senso di comunita’ e squallore dappertutto. Due o tre chilometri quadrati regalati a stranieri che ci fanno i propri comodi, e a cui con le nostre tasse dobbiamo pagare sanita’, infrastrutture, amministrazione statale che li segua. Dimenticavo: ogni 200 metri un call centre e un centro di trasferimento di fondi all’estero (miliardi ogni anno). Ciliegina sulla torta: un tavolo approntato dagli attivisti del PD per convincere la gente a votare per loro per il buon governo e per diminuire le tasse. Come fanno a trovare la faccia!

  15. Anonymous says:

    Allora, ormai lo sappiamo che siamo in mano a una banda di andranghetisti in consiglio comunale e nei municipi, che sostengono l’ abusivismo, gli appaltoni truccati metro C, i lavavetri, gli spacciatori di tutte le razze, le mafie internazionali che fanno accaparramento di immobili mentre gli italiani a mala pena riescono a pagare l’ affitto.
    Chiunque se la prenda con Casa Pound fingendo di non vedere cosa stanno facendo di Roma quattro pidocchi insediati nella pubblica amministrazione, è in malafede.
    E che dire della buona caserma dei carabinieri di Piazza Dante dove un noto maresciallo, tale diventato non si sa come, si rifiuta di assumere le denunce contro lo spaccio di droga nel quartiere?

  16. Anonymous says:

    A Febooooo!

  17. Marco says:

    Sì, ma voi da quel Consiglio comunale avete ricevuto casa e sede senza cacciare una lira: siete conniventi!

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