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La nuova enoteca di Piazza Vittorio


Siamo andati a visitare la nuova Bottega W (dove ‘W’ sta probabilmente per ‘wine’ o per qualcosa di molto simile) a Piazza Vittorio. La cosa ci interessava perché testimoniava e testimonia un piccolo\grande cambio di passo del commercio cinese nella China Town romana dell’Esquilino. Certo, non siamo ancora a quello che ci aspettiamo: nonostante le sconfinate disponibilità economiche la comunità cinese che si è stabilita nel nostro territorio fatica a trovare quel misto di capacità commerciale, intuito, innovazione, ricerca e buon gusto che caratterizza buona parte del commercio di Shanghai, Hong Kong, Pechino. Come abbiamo spiegato più volte gli amici cinesi che sono arrivati a Roma provengono da remote regioni rurali. E così dopo l’ondata di molisani e abruzzesi (che hanno occupato, a Roma, enormi brani di economia criminale con modalità ‘ndranghetistiche e di clan), ci è toccata anche l’ondata dei molisani e degli abruzzesi di Cina. Ovviamente salvando la schiacciante maggioranza di molisani e abruzzesi che sono persone per bene.
Detto questo, tuttavia, qualcosa si muove. Qualche tempo fa ha aperto un ristorante su Piazza Vittorio (incappato però lo scorso weekend in un poderoso sequestro di pesce di cui non si conosceva la tracciabilità…), poi una agenzia di viaggi e da qualche settimana questa enoteca. Un posto curato, certo non il massimo della vita, ma una bella differenza rispetto alla media del commercio su Piazza Vittorio.

Purtroppo non abbiamo avuto modo di analizzare i vini, l’offerta, la fascia di prezzo delle bottiglie, la selezione e la scelta. Perché appena abbiamo cliccato sul nostro telefono per scattare la foto d’interno che vedete siamo stati presi di mira dalla giovane commessa che, pur cinese, con un fastidiosissimo accento romanesco insisteva nel dirci che “er capo” le aveva detto che “nun se potevano fa foto”. E a nulla è valso il tentativo di spiegarle che la foto era fatta per redarre un articolo a loro vantaggio. Pazienza, dopo aver migliorato un pochino il loro commercio forse la smetteranno anche di stare inutilmente sulla difensiva…

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categoria: articoli

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Commenti (71)

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  1. Anonymous says:

    “TE E QUELLI COME TE, MA CHE TI CREDI CHE ESSERE ITALIANO VOGLIA DIRE AVER MESSO IL NASO FUORI DALL’UTERO NELLA PENISOLA? MA CHE TI CREDI, CHE DI SECOLI DI ARTE STORIA CULTURA VE NE APPROPRIATE VOI, SERVASTRI DELLA MAFIA CINESE?”

    Uno che scrive cosi ha proprio una bella cultura.. e se essere italiano vuol dire avere una cultura arte e storia come la tua… allora NO GRAZIE!!

  2. Anonymous says:

    andate a lavorare!!!!!! se ve li regalano i negozi non sapete neanche come fare!!! Se un giorno tutti i cinesi lasciassero i loro negozi( cosa che gia stanno facendo) Voi non sapreste neanche che cosa farne di questi negozi. Imparate prima a lavorare!!!! Per gestire un negozio Non è questione di soldi.. è una questione di testa!!!

  3. Ma ceeerrrto, non è mica mafia says:

    Giuuusto, quanti bei cinesi sono arrivati guarda caso tutti insieme all’Esquilino, con le loro belle valigette piene di soldi contanti hanno rilevato case e negozi, e hanno trasformato Piazza Vittorio in una fogna, come fanno ovunque vadano (andate a china town New York, li troverete a vendere nasi di maiale in secchi fuori dai negozi).

  4. Ma ceeerrrto, non è mica mafia says:

    Ma chi di noi lavorando dalla mattina alla sera non accumula valigette di piene di contanti con cui rilevare sull’unghia negozi da 700000 euro? Io lavo bagni fino alle 19 da 17 anni, e ho una collezione di valigette piene di valuta corrente sopra l’armadio, quando non ho che fare che so, ne prendo una e compro un’enoteca e poi la ristrutturo e assumo del personale, oppure qualche appartamento in centro.
    Tutti noi che lavoriamo come schiavi lo sappiamo quant’è facile aprire un negozio, e soprattutto occupare tutto un quartiere di negozi orrendi e sempre vuoti in cui la guardia di finanza oibò non mette mai piede.
    E CHE VOLETE DIRE CHE E’ MAFIA????!!!
    Su, non fate i soliti razzisti.

  5. Ma ceeerrrto, non è mica mafia says:

    Ma soprattutto, cosa fa uno che gira con valigette piene di moneta contante? Non è che se li gode, nooo, lui che fa? Attraversa l’Atlantico per “lavorare” all’altro capo del mondo.
    Non è mafia, noooo.
    Mi raccomando geni, la sera tutti da natalina che fa finta di avere un movimento di opinione a suo favore, tutti a dare i soldi a chi vi ha messo in mutande. Magari vi assume pure…la mafia è sempre generosa con i ruffiani.

  6. Il money gram del prenestino says:

    Fanno proprio vomitare, adesso hanno invaso coi loro cessi in forma di licenza di vendita anche il prenestino, con quelle facce da bambolacce stordite in attesa delle istruzioni dai loro padroni.
    Ricordiamo solo per rinfrescare la memoria a naftalina la recente, ennesima chiusura di un ristorante – fogna cinese a piazza Ippolito Nievo (hanno trovato i bacherozzi pure sulla testa del gestore) e il cinese ammazzato col figlio mentre trasportava 34000 euro in contanti, noto in zona per riciclaggio.
    Peraltro naftalina fai proprio schifo, per come ti esprimi oltre che per lo schifo che hai alle spalle e che rappresenti.
    Siete ridicoli, la mafia è sempre ridicola, quando cercate di fare “gli italiani” facendo i burini.
    Siete talmente animaleschi che non vi dovrebbero nemmeno permettere di nominare le piazze italiane, visto che avete solo fogne nel cervello: educazione, bellezza e storia NEMMANCO sapete dove stanno.
    Niente a che vedere coi vostri connazionali onesti che in Cina cercano di vincere un regime e di creare un mondo migliore.
    Mafiosi fate schifo.

  7. Natalina says:

    Mi fate proprio ridere! Si parla di mafia quando voi siete i primi a essere riconosciuti in tutto il mondo, per essere mafiosi! Ma vai a lavorare, che per come e ridotta adesso l’Italia non avrai neanche i soldi per comprarti le mutande!

  8. Ha ha! says:

    Mi viene solo da ridere!!! Se vogliamo parlare dei bacarozzi dentro ai ristoranti italiani….. Non finiremo più!
    Ma a voi che importa… Tanto mica andate nei ristoranti…

  9. Guardate chi sono i veri criminali says:

    http://centro.romatoday.it/esquilino/

  10. TANTA INVIDIA... says:

    Certo, certo natalina, infatti quando i turisti vengono in Italia cercano proprio i cinesi per mangiare bene e di qualità.

    Infatti Piazza Vittorio non è frequentata ormai da fetidi avanzi di galera, nooo, è piena di turisti eleganti in cerca di una cinese che ti serve il barolo made in china.
    George Clooney è arrivato in Italia non per gli italiani e la loro cultura, ma per vedere gente come te, natalina. Peccato che quando gli stranieri entrano in un locale e vedono un cinese facciano immediato dietro-front, chissà perché.

    Tu sei la prova che per essere italiani ci vuol altro che parlare italiano: e siccome te ne rendi conto, verde di invidia, continui a dire “voi italiani”.

    Sì, NOI ITALIANI: e se non ti piace tornatene a vendere i bacherozzi a shangai.

  11. TANTA INVIDIA... says:

    D’ora in poi niente Pinchiorri, Vissani o Cul de Sac, signori, tutti a imparare l’enologia dai cinesi.

    E poi, ma quant’è brutta l’enoteca in stile supermercato al neon che cerca di imitare,alla cinese, le botteghe tipiche.
    Tristezza infinita, povera Piazza Vittorio.

    PS Quanto ai link, meglio i ladri di polli della mafia.

  12. Anonymous says:

    Siamo invidiosi si!!! Tanto Tanto

  13. Anonymous says:

    Dove li vedi i neon??

  14. Anonymous says:

    Ma che dici anonymus, ovunque cina è sinonimo di qualità!
    Quando intervistano gli stranieri, chiedendo cosa amino dell’kitalia, le risposte sono sempre le stesse: “La pasta, l’arte, le donne e una fiorente comunità cinese…”.
    Lei cosa ha trovato a roma di speciale?
    “Bè, una fiorente comunità cinese. L’Esquilino prima di loro era insignificante: Auditorium di Mecenate, basiliche, musei…uff, che noia. Ora straccioni urlanti che giocano a basket nei giardini, banchi di prodotti marci nelle vie secondarie, moschee abusive, trafficanti di droga…uau!!! Sembra di stare in un film!”
    Dunque, perché dovrebbero essere invidiosi?

  15. Molta feccia, zero voti says:

    Sì sì, è vero quando vado all’estero la cantilena è sempre la stessa: “Wow!Sei italiano? So che avete una fiorente comunità cinese…aaaah, beati voi…”

  16. Anonymous says:

    Dai ragazzi, quanno uno vole magna ppe bbene, per dirla con natalina, dove va? Ma dal cinese naturalmente.
    Non è una novità.
    Qualità, prodotti genuini, freschezza, solo nei ristoranti cinesi.
    Strano che non stiano tutti sulla guida di slow food…:-)

  17. Anonymous says:

    prima infatti piazza vittorio era piena di gente che veniva a vede l auditorium museibasiliche…
    ma fatela finita va!!!

  18. Anonymous says:

    Ma che decerebrati scrivono qui sopra? Una città bella è una città fatta di chilometri di musei impilati? Ma se non ti bastano i Trofei di Mario, l’architettura eclettica, San Vito, Sant’Eusebio, e non distingui un ristorante cinese da una bottega di orologiaio, una bancarella abusiva da un bar storico, un portico piemontese per il passeggio dei cittadini, da un orinatorio pubblico con una selezione della feccia internazionale, bè, fai causa all’asilo dove sei andato, la sensibilità estetica si forma intorno ai cinque anni.
    La città è fatta comunque di pieni e di vuoti, se anche piazza Vittorio non fosse nata come una splendida piazza, non la dovresti comunque riempire di spazzatura.

  19. MARCO says:

    Fate ridere…a me del colore della pelle o della lingua non importa. Sono entrato per caso in questa enoteca e non posso certo dire di essere stato trattato male, anzi… Vini di ogni tipo e fascia di prezzo. Io ho acquistato prodotti di un certo livello e mi è stato fatto anche uno sconto del 10% cosa che probabilmente un italiano non avrebbe fatto. Ci sono anche vini in offerta, economici, oltre alle più grandi etichette italiane. Enoteca consigliatisima.

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