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Cartellonari mafiosi? La città è la loro…


Semplicemente incredibile. Non solo -con il beneplacito dell’amministrazione comunale e con lo sgomento di centinaia di migliaia di romano- hanno trasfigurato l’intera città. Non solo l’aver dato il vialibera a questa gente ha significato permettere l’ingresso a Roma di incresciosi interessi della malavita che poi sarà difficoltosissimo ricacciare via, ma addirittura la mafia dei cartelloni sta tornando da quei pochissimi ambiti da cui si era riusciti a farla indietreggiare.
Prendete Via Carlo Alberto. Il micidiale cartellone all’uscita della metropolitana era stato rimosso dopo mesi di proteste. Ora è tornato al suo posto. Questo è qualcosa di clamorosamente incredibile. Significa che il territorio è nelle mani loro e continuerà ad esserlo fintanto che l’amministrazione non si deciderà a fare quel che è stato fatto in tutte le metropoli occidentali, da Napoli in su: mettere a gara il servizio affissioni. Vince il migliore. E il migliore, e solo lui, gestisce il business per un tot di anni. Da noi i ‘migliori’ sono oltre 400 ditte in cui c’è tutto ed il contrario di tutto. Siamo l’unica città non d’Europa, non d’occidente, bensì del mondo a consentire di operare centinaia di realtà in quello che è un monopolio naturale. Ve la immaginate come sarebbe l’illuminazione pubblica -già piuttosto carente ora- se invece che gestita tutta da un operatore, permettesse a centinaia di operatori ciascuno di gestirsi i suoi pali della luce. Ci sarebbero pali alti, bassi, storti, verdi, blu, bianchi, di vetro, di plastica, di legno, di metallo, con luce bianca, con luce fluo, con luce gialla, con luce media, con luce forte, con luce debole, accesi di giorno, spenti di giorno, accesi alle sei, alle sette, alle otto e così via. Impossibile controllare tutti gli operatori, impossibile multarli. Lì gestisce tutto Acea e bene o male il servizio c’è seppur migliorabile. Sui cartelloni occorre fare lo stesso, è tanto difficile? Sì, perché il business rappresenta circa un miliardo di giro d’affari annuo nella nostra città. Il comune potrebbe ricavarci un 6/8%, dunque 80 milioni: ebbene pur di non disturbare le ditte criminali che oggi operano (e portano voti e tanti cartelloni gratuiti durante le elezioni), il comune si accontenta di 20 milioni. Gli altri 60 li prende da noi mettendo al massimo le aliquote delle imposte.

Sono soldi rubati alla gente per non prenderli a dei furfanti. Pensateci un attimo…

E per tacere dei servizi che la cartellonistica consegna alla città in tutto il mondo. Prendi Parigi: le mappe, l’arredo urbano, la segnaletica, i wc pubblici, un pazzesco servizio di bike sharing. Qui è tutto impossibile poiché invece di tentare di valorizzare al massimo il suolo pubblico per poi dare servizi di qualità ai cittadini, si punta a fare in modo che il maggior numero di soldi resti nelle tasche dei privati fuorilegge. E così magari ci scappa qualcosa anche per chi tutto questo sistema fa stare in piedi e garantisce. Chi? Ma i nostri amministratori, i nostri assessori, i nostri consiglieri comunali. Per fortuna che iniziano ad arrestarli. E come ha scritto Peppe Cerasa in un fondo su Repubblica: è solo l’inizio…

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categoria: articoli

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Commenti (1)

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  1. anonimo says:

    e gran parte della spiegazione del perchè quel cartellone abusivo sia stato abusivamente ripiazzato in maniera abusiva (capito no?), sta anche nel committente che viene pubblicizzato sul cartellone stesso.
    una sala scommesse, cioè camorra/banda della magliana…

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