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Brancaccio. Un teatro senza pace


Prima Proietti, poi Costanzo, poi la Stage Entertainment che comunque ha avuto il merito di investire molto e di restaurare tutto mettendo venti milioni sonanti. Oggi il Teatro Brancaccio è bellisismo, ma chiuso. A seguito di una constatazione umiliante che non ha avuto sufficiente visibilità sui quotidiani nostrani. Questa primavera, dopo solo due spettacoli allestiti, Stage Entertainment se n’è andata via dicendo che Roma non è una metropoli pronta ad un certo tipo di proposta. Milano sì, Parigi sì, gli altri 30 teatri che la multinazionale gestisce nel mondo sì, Roma no. Noi non ci sorprendiamo, ma l’onta è notevole e certifica l’impossibilità per i grandi investitori stranieri di venire a lavorare qui, di portare qui professionalità, ricchezza, posti di lavoro. Non è aria.
Si può lavorare in una città in cui a fine spettacolo i taxi non funzionano (e manco all’inizio) e in cui non si fanno parcheggi interrati per cui chi arriva in auto è costretto a perdersi i primi 20 minuti per trovare un buco in divieto rendendo l’esterno del teatro un campo di battaglia? No che non si può, noi lo sappiamo bene, oggi lo sa anche Stage. E state certi che spargerà la voce.
D’altronde dopo la comunicazione della chiusura, a marzo, secondo voi la città si è occupata di cosa fare di questo spazio? Ne avete sentito parlare?

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categoria: articoli

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Commenti (11)

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  1. Marco says:

    Va detto che tra Mamma mia e gli Stomp si trattava di spettacoli uno peggio dell’altro, e con un tale numero di repliche che non potevano funzionare…

    Comunque il problema della gestione dei teatri nel nostro territorio c’è

  2. Anonymous says:

    certo gli spettacoli facevano schifo non si può pretendere che uno spenda 60 euro a persona per vedere delle scemenze, la verità è che da quando Proietti con la sua scuola non c’è più il brancaccio pure non c’è più, diventerà un supermercato ormai mi aspetto sempre il peggio

  3. Anonymous says:

    Ma ceeeerto è colpa dei taxi!! Chissà perchè Quirino, Sistina e Opera solo per citarne alcuni non mi risulta abbiano di questi “problemi”. Hai centrato in pieno il problema stavolta…

  4. Anonymous says:

    Ma ceeeerto è colpa dei taxi!! Chissà perchè Quirino, Sistina e Opera solo per citarne alcuni non mi risulta abbiano di questi “problemi”. Hai centrato in pieno il problema stavolta…

  5. dionisio says:

    è colpa della cattiva gestione della stage, spettacoli mediocri con attori indegni… hanno portato un musical che non avrebbe mai attecchito a roma! mamma mia è un musical “particolareggiato”, destinato ad un pubblico preciso.. non come la bella e la bestia che è di massa

  6. Marte says:

    la storia è sempre la stessa…chi sa fare le cose (nel caso: Proietti) se non è politicamente ammanicato viene osteggiato fino a “farlo fuori”, e chi è politicamente ammanicato le cose non le sa fare (se no, non avrebbe bisogno di essere politicamente ammanicato). Quando c’era Proietti con i suoi spettacoli il problema dei taxi/parcheggi c’era ugualmente – e indubbiamente bisognerebbe affrontarlo… – ma gli spettacoli erano pieni lo stesso. Come sarà ? Non sarà che per vedere quattro sciamannati (o peggio ancora, gli sfigati della De Filippi) la gente non è disposta al sacrificio del taxi che non c’è o del parcheggio selvaggio ?

  7. Anonymous says:

    Mi spiegate il problema del taxi? Cioè io forse da operatore non lo percepisco ma più che fornire le vetture tramite radiotaxi cosa dobbiamo fare? Negli altri teatri ormai vedo hostess che indicano ai clienti che ne hanno fatto richiesta il taxi in cui salire, il Brancaccio non forniva tale servizio?
    O forse pretendete che i taxi sostino sempre e abbondanti fuori del teatro a disposizione dello stesso anche se vietato?

  8. Massimo Livadiotti says:

    Aggiungiamo che proprio di fronte al teatro in largo Leopardi c’è una latrina a cielo aperto (panchine diroccate con barboni accampati comprese le loro deiezioni con tanto di olezzo….)per cui forse è meglio così per decenza….Roma stracciona!

  9. Marco says:

    Stage è rimasta a Milano perchè il teatro è di sua proprietà mentre a Roma era in affitto e comunque vista la crisi ha dovuto rinunciare a qualche teatro e la scelta è ricaduta su Roma visti gli alti costi di gestione….
    Gli spettacoli non erano i migliori in circolazione e secondo me ha fatto uno sbaglio clamoroso andando via dalla capitale nonostante i problemi che ha la zona esquilino

  10. Tramvinicyus says:

    Ah ma allora è chiuso…..che peccato. Dicevo…ma sto stomp ma quanto dura aho….sì, anch’io prevedo discount o banca….che sòla….

  11. Carlo Grossi says:

    E’ un discorso di qualità, migliorate i programmi e il pubblico ci sarà…e poi musical scritti in inglese che vengono tradotti regolarmente in italiano, togliendo una buona percentuale di appeal agli spettacoli. Il provincialismo di una certa parte di romani non sparirà mai. Il discorso taxi è ridicolo, chiunque se lo può chiamare col telefonino.
    Stage cerca scuse, gli errori sono i suoi…e poi…si investono capitali imponenti e l’anno dopo si chiude il Brancaccio?..Dilettanti.
    Dovreste essere licenziati da chi vi mantiene per incapacità professionale.

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