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Bancarelle come funghi. Una città dove morire di rabbia


Quando si puo veramente morire di rabbia in questa città. Guardate bene in una delle foto abbiamo la prima bancarella sistemata 3 mesi fa. Poi, come se non bastasse questo insulto alla dignità della città, e ignorando le rimonstranze dei residenti, hanno addirittura sistemata la seconda. Per insultarci ancora di più, hanno anche parcheggiato le due van accanto alle bancarelle, così appropriandosi totalmente della strada. Mafia o no?

Fin qui quello che ci invia un nostro lettore visibilmente arrabbiato. Ma vedere il proprio territorio regalato alla criminalità e ridotto ad un suk infrequentabile giustifica qualsiasi arrabbiatura. Ma bisogna mettersi l’animo in pace: questa giunta passerà alla storia per aver portato in consiglio comunale i rampolli del crimine bancarellaro e per avere al suo interno assessori che si sono sistemati a vita avendo fatto favori ad ambulanti e cartellonari. La domanda però è: vista la tragedia in corso, vista la devastazione apportata, la prossima giunta, anche se fosse composta dai migliori personaggi del mondo, riuscirebbe a porre rimedio? E’ questa la vera domanda da farsi perché vi è una buonissima probabilità che lorsignori ci abbiano condotto in un abisso dal quale sarà, semplicemente, impossibile tornare indietro.

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categoria: articoli

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Commenti (16)

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  1. Anonymous says:

    una vera vergogna spuntara dal nulla e nessuno dice niente

  2. sebastian says:

    Ma è questa città che è provinciale da tempo!!..
    Mettiamo ci questi amministratori del cacchio e tutto il resto viene da sè!
    Bancarelle sotto i monumenti, sacchetti di plastica dappertutto, ignoranza, scontrini fiscali che non si sa cosa siano, polizia compiacente, gente che vaga alla ricerca dell’affare…
    Uno spettacolo squallido destinato a peggiorare e basta!
    Arriverà “Un giorno di ordinaria follia”?..Lo spero vivamente!

  3. Marco says:

    Ci passo ogni giorno davanti e sono sconfortato. Oltretutto alla sera chiudono ogni volta più tardi, e lasciano una marea di sporcizia indicibile, che l’Ama passa a pulire tutte le sere, perché evidentemente a quella zona ci tiene.

    Se fanno i parcheggi stretti, si sviluppano le doppie file selvagge; se li fanno belli e larghi, ci si piazzano le bancarelle a go go: abbiamo perso…

  4. Marco says:

    Ci passo ogni giorno davanti e sono sconfortato. Oltretutto alla sera chiudono ogni volta più tardi, e lasciano una marea di sporcizia indicibile, che l’Ama passa a pulire tutte le sere, perché evidentemente a quella zona ci tiene.

    Se fanno i marciapiedi (avevo scritto parcheggi, che brutto lapsus…) stretti, si sviluppano le doppie file selvagge; se li fanno belli e larghi, ci si piazzano le bancarelle a go go: abbiamo perso…

  5. jd says:

    bisognerebbe farsi trovare là, un gruppo di persone incazzate, la mattina presto prima che montino tutta la baracca. ci si piazza sul marciapiede e si impedisce fisicamente l’allestimento di questo schifo. si scaldano gli animi e arrivano i carabinieri. la vicenda finisce su repubblica.it e forse qualcosa si può sperare che si muova.

  6. abitante dell'esquilino says:

    Se vai a Casa pound un po’ di persone incazzate e pronte a seguirti probabilmente le trovi.

  7. Anonymous says:

    no casapound no, bastano normali cittadini, un presidio numerosie ed un giornale amico

  8. jd says:

    ma quale casapound! quelle bestie, oltre a menare la gente a cazzo, tappezzano il quartiere di affissioni abusive e scritte sui muri. per non parlare dei milioni di euro versati da alemanno per comprargli il palazzo di via napoleone terzo. uno schifo. fosse per me dovrebbe chiudere immediatamente.
    con il commento di prima proponevo un sit-in pacifico, non violento, con lo scopo di riappropriarsi fisicamente di quello spazio pubblico, occupandolo e rendendo così impossibile il montaggio della bancarella. chiaro ora?

  9. asdert says:

    per me c’è solo da decidere se si vuole continuare a farsi venire il sangue amaro urlando la propria impotenza su un blog, oppure decidere finalmente di agire e fare qualcosa di concreto.

  10. Marcello says:

    Infatti forse è il caso di comincire a fare qualcosa. Contro le bancarelle abusive, contro i parcheggi abusivi, contro chi sporca… solo che se ci vai da solo o in 2-3 rischi pure di prendere le botte. Ci vorrebbe il quartiere intero che si ribella

  11. Marco Valerio says:

    Io sono pronto a manifestazioni nonviolente per segnalare questo scandalo. Una settimana fa ho girato tre foto esattamente sullo stesso scandalo, una con tanto di vigili che di mattina presto ci passavano accanto senza fiatare. Perché non pubblicarle?

  12. Caterpillar says:

    Marco Valerio manda una e-mail a questo sito no?

  13. Marco Valerio says:

    L’ho mandata! Attendo fiducioso pubblicazione ;)

  14. anonimo says:

    Casapound???
    che cosa caxxo centra quell’accozzaglia di mentecatti con una azione antidegrado?
    quei decerebrati sono tra i principali responsabili del degrado della città.
    tra l’altro fanno tanto i patrioti con motti sull’ordine e minchiate varie, e poi il quartiere dove si trova la loro sede è tra i più degradati della città (anche per colpa delle loro affissioni deliranti.
    RAUS!

  15. Anonymous says:

    i competenti sono assessorato al commercio e municipio inondatedi postas le loro mail io l’ho già fatto eppoi se qualcuno conosce qualche giornalista gli faccia fare due foto ed un articolo

  16. abitante dell'esquilino says:

    Infatti la mia su casa pound era una provocazione.

    Il titolo del post parla di “morire di rabbia”. In questo blog si respira una brutta aria, la rabbia che monta, le citazioni a “un giorno di ordinaria follia”, le provocazioni omofobe e i toni razzisti.

    Rischiate di somigliare a Casa Pound, altro che protesta non violenta. La non violenza parte dal controlllo della propria rabbia, altrimenti è violenza.

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