Cuoco&Camicia. Neobistrot di fronte alla metro Cavour
Siamo di fronte alla fermata della metropolitana Cavour. In un vicolo cieco pedonale che risponde al nome di Via di Monte Polacco. Proseguendo poi per le scalette si sale su a Colle Oppio e più precisamente alle Sette Sale. La pedonalità del vicolo porta con se l’unica nota stonata di una serata a Cuoco&Camicia: consigliamo ai titolari, infatti, di valorizzare questo scorcio suggestivo. Valorizzarlo non significa, quindi, entrare abusivamente nell’area pedonale con una motocicletta e piazzarla a mezzo metro dai tavolini all’aperto con tutto quel che ne consegue in termini di rumore e puzze (oltre che di estetica del vicolo).
Per il resto tutto bene. Una nuova iniziativa imprenditoriale da salutare con sostegno. Titolari giovani. Giovane lo chef, niente male la proposta gastronomica che appare puntare su buone materie prime, semplicità e un pizzico di creatività. Gli interni del locale sono restaurati in maniera semplice e gradevole, anche se qualche dettaglio (la candela sul bancone riporta ancora l’etichetta dell’Ikea: non se po fa!) potrebbe essere migliorabile. Il ristorante lavora bene a mezzogiorno, a sentire i gestori, e anche la sera, a dispetto della posizione molto defilata, sta migliorando anche con una clientela di quartiere. E gira anche voce che saranno recensiti nella imminente guida di Roma del Gambero Rosso… In bocca al lupo.
categoria: articoli
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Le bancarelle toglierebbero spazio al marciapiede.
Giustissimo eliminarle.
Le auto in sosta toglierebbero spazio al marciapiede.
giustissimo mettere la sosta sotterranea.
E coi tavolini all’aperto che famo?
Quelli so’ invisibili?
Qualcuno ti spiega si: te lo spiega l’europa. Guarda come fanno lì con le bancarelle, guarda come fanno li con le auto e guarda come fanno li con i tavolini. Capirai molte cose. Capirai ad esempio perché le bancarelle devono sparire, perché le auto devono diminuire e starsene sottoterra e perché i tavolini all’aperto, anzi, devono aumentare? Okkay?
“ce lo spiega l’europa”.
Quindi basta ripetere a pappagallo, senza avere una propria idea, tanto lo dice l’Europa.
Oltre alla protervia romana, abbiamo la famosa frase “tanto lo dice l’Europa” per giustificare le peggio monnezze, dal Tav al tav…olino.
Il problema non è il tavolino in sè, ma l’uso scorretto che ne fanno i ristoratori coatti, quelli che assumono in nero i cuochi bengalesi.
Come se a Roma, poi, avessimo i viali larghi di Stoccolma, o i Boulevard di Parigi per metterci i tavolini senza che le mamme col passeggino ci facciano lo slalom gigante, perchè Roma, ahimè, è un cumulo di vicoli e vicoletti.
Ovvio che deve essere tutto regolare, che discorsi. Quello a prescindere. Il problema è che se si deve scegliere tra auto e tavolini, noi preferiamo i tavolini. Oppure Piazza del Fico e Via della Pace a te piacciono così come sono oggi!?
Come mai l’attento Degrado Esquilino non ci segnala la virtuosa ed interessante novità di Via Machiavelli : Via Machiavelli, l Rione Esquilino… Un locale da degustare: complimenti. Sicuramente una svista, alla quale Degrado riparerà sicuramente.
Di che si tratta?