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State a vedere che fine fa il Parco di Via Statilia eh…

E vuoi vedere che pure questa volta lo scherzetto ce lo fa la soprintendenza? I lavori al Parco di Via Statilia procedono, ieri c’è stato un sopralluogo grazie all’interessamento del consigliere municipale Stefano Tozzi con la presenza di alcuni comitati di zona e la situazione è complicata. Non per i lavori, appunto, che sono avanti, ma per la burocrazia assurda che spezza le gambe a tutta la città e che anche qui si accanisce sul corpaccione malato di ditte, responsabili di cantiere, maestranze. “Qui non possiamo finire perché aspettiamo tale lettera”, “qui non possiamo toccare perché aspettiamo autorizzazione”, “qui è quasi un anno che ci devono rispondere” e così via. Ecco perché, a Roma, i cantieri previsti di durata mesi quattro, finiscono per durare un paio d’anni con enormi costi per le ditte vincitrici degli appalti (che così falliscono come mosche) e con clamoroso disagio per la cittadinanza.
A Via Statilia, nel bel parco che sta venendo fuori, pare che la Soprintendenza non abbia grandi intenzioni di togliere le impalcature arruzzonite e abbandonate lì da anni. Bisognerebbe trovare i soldi per i restauri, per consolidare le arcate dell’acquedotto. Strano che due o tre anni fa sia stata consolidata tutta una parte del monumento fuorché quella interessata alle impalcature. Molto, molto strano. E così il giro del marciapiede intorno al parco non può essere completato; e così la prevista cancellata (di cui correttamente sono stati predisposti i plinti) è impossibile da posare; e così un’altra area da lastricare è bloccata perché sotto qualche metro di terra è stata rinvenuta l’ennesima strada romana. Ma secondo voi tra duemila anni, se qualcuno troverà le nostre strade di merda si preoccuperà di far sì che il rinvenimento intralci qualche lavoro in corso?
Per il Parco di Via Statilia si prospetta una prossima inaugurazione a metà? Ci auguriamo di no, ma temiamo di sì.

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categoria: articoli

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Commenti (1)

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  1. abitante del mondo says:

    d’accordo su tutto, tranne su una parola, usata qui per dentoare una situazione negativa di degrado: profughi. Come qualche post fa hai usato come esempio negativo l’Africa.
    I profughi sono sfigati, e’ vero, esattamente come i pedoni, i disabili, i senza casa e i neri in una città di itaiani, automobilisti, proprietari e bianchi.
    Cazzo quanto sei disattento nell’uso del linguaggio. O forse e’ voluto …

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