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Tutti a Via Magna Grecia alle 17.30

Ne abbiamo parlato qualche tempo fa. Anni. Parlammo di Biolà e delle sue squisitezze a partire dal latte crudo appena munto per passare a mozzarelle e stracchini realizzati in una azienda agricola alle porte della città e distribuiti tramite un camper ogni giorno in un luogo diverso di Roma.
Beh, da un mesetto una delle nuove tappe del furgone lambisce il nostro territorio: a Via Magna Grecia ogni lunedì pomeriggio, giusto di fronte a La Differenza, la piccola gastronomia di lusso di cui parlammo a seguito dell’apertura qualche settimana fa.
L’iniziativa, dopo qualche settimana, ha ora bisogno dell’aiuto di tutti. Dovete comprare il latte (qui squisito), una mozzarella, del miele, della carne di qualità, lo stracchino, il primosale o quant’altro? Segnatevi la data e datevi appuntamento a Largo Magna Grecia per gli acquisiti. Ma perché questa mobilitazione? Perché il furgone pieno di cose buone, sostenibili e a prezzo corretto ha già generato l’invidia dello scadente commercio circostante (La Differenza esclusa, s’intende!) che, come si fa in questi casi, ha “mandato i vigili” contestando la mancanza di licenza, per il camioncino, di vendere in maniera stanziale (dovrebbe vendere solo muovendosi???). E così pare che durante il 45 minuti di sosta del distributore ci sia la corsa dei Vigili Urbani a terrorizzarne i clienti e i gestori. Poco importano i graffiti, le affissioni abusive, i cartelloni illegali di Via Magna Grecia, poco importa la sosta selvaggia che ammorba la strada, poco importa di camion-bar e bancarelle. Quel che conta è bloccare la piccola e minima presenza del commercio di qualità.

Insomma avete capito bene, nella città dei mille camion-bar (gestiti peraltro da famiglie oneste e pulite, seee…) e delle diecimila bancarelle (idem), i vigili con chi se la vanno a pigliare? Con il furgone del latte alla spina. Una roba da matti alla quale bisogna reagire facendosi trovare tutti sul posto dalle 17.30 alle 18.15 per gli acquisti. Anche perché il “camion-bar” di Biolà ci dà una speranza. La speranza che la Direttiva Bolkenstein, non appena entrerà in vigore in Italia, obblighi i comuni a mettere a bando le posizioni di commercio ambulante assegnate fino ad oggi con logiche imperscrutabili (ma no, non clientelari, molto molto peggio). E così chissà che, quando arriverà quel giorno fatidico, alcuni posteggi non possano essere ‘vinti’ anche da Biolà.

Ma ve lo immaginate, passare dal panino radioattivo e la bottiglietta d’acqua a 2 euro, al litro di latte crudo a un terzo del prezzo? Sarebbe un sogno che occorre iniziare ad alimentare fin da ora. Pensate per esempio un camion-bar assegnato a loro, uno a loro o magari uno a loro. Proprio come accade a Londra. Perché anche qui la città è piena di creatività e qualità, solo che le incrostazioni camorristiche rendono il panorama immutabile e sbarrano la strada a chi vuole entrare. Anche se la qualità di chi gestisce un servizio è più che scadente e la qualità di chi lo gestirebbe in sostituzione è di eccellenza.

Dunque via alle gare e che vinca il migliore.

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Commenti (13)

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  1. Anonymous says:

    che bella cosa, e che vergogna tutta romana, i vigili se la prendono sempre con i meglio hanno terrorizzato panella, ma non si erano accorti della cappottina e dei tavoli all’angolo della strada vietati dal codice della strada del pasticciccio……

  2. Anonymous says:

    anche noi, ci saremo anche oggi.
    biolà vende qualità a prezzi accessibili, con correttezza e regolare.
    non abbiamo nessuna inytenzione di perdere questo passaggio

  3. Bisogna portarsi la bottiglia?

  4. cittadino says:

    Compro il latte solo da Biola’. Provatelo!

  5. vivaipiccoliproduttori says:

    le bottiglie le vendono loro sia di vetro che di plastica e costano poco, ma puoi anche portartela da casa. La mozzarella e molto buana !!

  6. Marco says:

    Lo conosco, è un produttore eccellente. Tra l’altro è il modello di produzione che vorrei: eccellenza a costi accessibili (anche più economici dei circuiti tradizionali)!

  7. Anonymous says:

    sono stato a “la differenza”…mi sbaglierò non mi sembra cosi lussuosa (a parte i prezzi , ovviamente ).

  8. Dunque: l’ho comprato, l’ho assaggiato. Il latte è buono, leggero. Però dovrebbero puntare un po’ più sull’informazione. Ad esempio: una brochure, un biglietto da visita con memorandum dei vari passaggi che fanno.
    Ma soprattutto non dovrebbero piazzarsi in doppia fila. Capisco che è difficile nella jungla romana, ma le regole valgono anche per loro.

  9. Massimiliano Tonelli says:

    Ancora stiamo alle brochure? Hanno un ottimo sito: http://www.biola.it

    D’accordissimo sulla doppia fila: no, no e no!

  10. Livia says:

    Ieri ci sono andata e non stava in doppia fila. Ho comprato due bisteccone (buone, direi) e la mozzarella (ancora da provare). Credo che ci ritornerò, anche per provare il latte.
    Grazie Sessorium per la dritta.

  11. Anonymous says:

    io ci vado da piu di un anno , prima era solo vicino la Caffarella ed era molto scomodo arrivarci , adesso dal nostro rione ci si arriva a piedi. Confermo che non era in doppia fila e che grazie a Sessorium ieri si era formata una discreta fila

  12. @Massimiliano

    La brochure non è per me. Io avevo visto il sito. E’ per la gente che passa, guarda incuriosita e va via :)

    @Livia
    Era in doppia fila alla tappa successiva
    http://s16.postimage.org/wd4kjoa1h/2012_02_27_020.jpg

  13. Anonymous says:

    Smettetela di comprare porcherie, se tredicine, kebabbari, bancarelle di stracci, porcherie cinesi resistono, forse è perché qualcuno frequenta.

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