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Osservatorio Parco Statilia


I lavori vanno avanti con un certo vigore (si fa per dire eh) in questi giorni e allora è opportuno, visto anche che si sta cantierando il “secondo lotto” dell’area, ricordare alcuni punti scottanti per i quali non vorremo, davvero non vorremo, che si arrivasse ad una inaugurazione (probabilmente accumuleremo un anno di ritardo sui tempi prestabiliti: a Roma si inaugura un giardinetto nello stesso tempo nel quale a Madrid fanno mezza linea di metropolitana, ma vabbeh la città è eterna) senza averli risolti. Perché ci troveremmo costretti a accogliere l’inaugurazione con polemiche e proteste. Deve essere invece una festa: come fare che si ferifichi?

1. LA RECINZIONE. Dov’è, dove non è? Tutto apposto sì?! Non è che si riuscirebbe a allargare il giro della staccionata anche alla seconda area del parco? Perché altrimenti ne avremo una di serie a e una di serie b: no bello!

2. IL PARKING LUNGO VIA DI SANTA CROCE. Ue, ci ricordiamo che è nei patti togliere quei posti auto da lì, vero!?

3. VIA TOTI. Che va declassata a percorso pedonale. Giustooo? Altrimenti il Parco di Via Statilia sarà l’unico giardinetto pubblico al mondo (di questo si tratta, viste le dimensioni poco superiori a quelle di una aiuola) ad avere una strada che vi passa in mezzo. Poi che facciamo, pedonalizziamo dopo il primo incidente? Dopo il primo bambino morto ammazzato? Dopo la prima vecchietta uccisa? Naaaa

4. LE SEDUTE. Il folle progetto architettonico alla fine è stato perlopiù realizzato e ci sono oggi queste perfette case-per-homeless quasi pronte. Per evitare che lo diventino del tutto occorre suddividere le lunghe sedute con dei dissuasori. Altrimenti ci sarà la fila per andarci a dormire.

5. LA VERNICE ANTIGRAFFITI. Sempre sulle sedute, perché altrimenti oltre ad aver cementificato il parco, otterremo il risultato di aver regalato ulteriori superfici verticali ai vandali dello spray o ai bulletti dell’affissione abusiva, tipo un gruppetto figli di mater ignota che sta dalle parti di Napoleone III ora ci sfugge il nome…

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categoria: articoli

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Commenti (5)

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  1. claudia says:

    e l’illuminazione, come sarà?

  2. claudia says:

    Comunque, mi sembra un momento buono per questa zona.
    L’apertura da aprile del centro di documentazione della Basilica sotterranea di Porta Maggiore, a cui si spera possa seguire dalla prossima primaverà l’accesso per piccoli gruppi alla visita di questo gioiello, è davvero una notizia meravigliosa( comparsa su Repubblica di oggi),che dovrebbe avere una eco mondiale.

  3. Massimo Livadiotti says:

    Parlando con il consigliere Tozzi in questi giorni abbiamo sollecitato un sopralluogo….anche per fare eventuali suggerimenti su che tipo di essenze o piante mettere a dimora (si parla di un giardino o no?)e monitorare che gli alberi adulti non abbiano subito danni strutturali durante gli scavi e i lavori (poi se un giorno di vento cadono è colpa degli alberi….).Attendiamo….fiduciosi.

  4. Luciano says:

    Ho visto che Basta Cartelloni ha realizzato un servizio su piazza Vittorio. Mi sembra interessante e c’è anche una dichiarazione di Massimo Livadiotti che ha scritto qui sopra. Insomma il progetto di piazza Vittorio proposto dal comune vuole rifare solo i giardini e non toccare il resto. Ma è una stupidata!

    http://www.youtube.com/watch?v=_ItoWjvoa0k&context=C354a056ADOEgsToPDskJ0uDEH2tHSxSgA-wdj_ts_

  5. Marco says:

    Ieri ho visto ACAB: l’Esquilino è preso a modello, insieme con alcune periferie, del degrado della capitale, in particolare con scene e azioni che si svolgono a piazza Dante e a via Giolitti… Ne esce l’ennesimo Esquilino neorealista e imbarazzante…

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