Subscribe via RSS Feed

Aspettando Bolkestein


Il Governo Monti ha anticipato, per l’Italia, l’entrata in vigoro della direttiva Bolkestein. La direttiva europea che dovrà, forse, liberarci da questo fantastico presepio che vedete in queste foto. Questa è solo l’ultima delle 10mila orripilanti bancarelle romane. L’ultima nata proprio nel nostro territorio, sui nuovi marciapiedi di Via Gioberti, a tre passi dalla stazione. Il degno benvenuto per turisti e uomini d’affari che giungono a Roma (ma altre bancarelle, ancor più brutte se possibile e ancora più vicine alla stazione, sono presenti a Termini).

Quello dell’ambulantato non è un problema italiano. Come quello dei cartelloni, della sosta selvaggia (in questa proporzione), delle antenne, dell’affissione abusiva, è un problema squisitamente romano. Ed è un peccato che altri ambulanti debbano andarci di mezzo, ma vista la situazione incresciosa della nostra città (decine di migliaia di bancarelle una più brutta dell’altra occupano ettari e ettari di suolo pubblico e mantengono in via praticamente eterna ed ereditaria il diritto ad occuparlo) non possiamo che gioire per l’arrivo, anche qui, dell’Europa.

La direttiva Bolkestein obbligherà le amminstrazioni a mettere a bando i parcheggi degli ambulanti. Non potranno essere spazi usurpati: dovranno essere affidati, ogni tot anni, a chi offre di più nell’ambito di una gara europea. Una gara con paletti che riguarderanno anche l’estetica di queste porcherie. I grandi nomi delle multinazionali faranno incetta di licenze, urlano i bancarellari capeggiati da chi sappiamo noi. E tanto meglio così, diciamo noi. A parcellizzare il settore tra tanti piccoli “imprenditori” (sovente veri e propri banditi) ci abbiamo già provato e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: la capitale del paese è trasformata in un campo nomadi. Per i marcipiedi non si cammina. Il commercio fallisce oscurato dagli ambulanti. Le strade chic del commercio sono trasformate in orripilanti suq il tutto con zero vantaggi per i consumatori, zero vantaggi per le casse dell’erario e tanti vantaggi per i clan familistici che sovraintendono al business. Ben presto queste licenze gli saranno sfilate e ciò varrà anche per i camion-bar e per i caldarrostari. E se un ente corrotto e marcio come il Comune di Roma tenterà di fare opposizione alle norme europee, sarà passibile di ricorsi che la metà basta. I mercati devono essere aperti e trasparenti e deve lavorarvi chi offre di più, chi ha maggiore qualità.

Evviva l’Europa.

Share

categoria: articoli

Segnala questo articolo via e-mail

Commenti (6)

Trackback URL | Feed RSS dei commenti

  1. Marco says:

    Io invece temo che finirà come per gli stabilimenti balneari

  2. Anonymous says:

    pure io

  3. a-nonymous says:

    idem

  4. praa says:

    E non vuoi che un ente corrotto e marcio come il Comune di Roma non trovi modo di favorire la mafia amica?? Bazzecole

  5. Anonymous says:

    Giusto Praa. Comunque le varie sozzerie menzionate sono SOLO un problema italiano, negli altri paesi non ci si avvicina nemmeno lontanamente alla corruzione che c’è qua, immaginatevi un po’ un lavavetri o un campo finti nomadi in Svizzera.
    Negli altri paesi le normative servono a correggere le sbavature, qui bisognerebbe arrestare il 70 % dei cittadini, specie se indossano una divisa.

  6. Luca says:

    sono pessimista….Roma non cambia mai…..peggiora solo…ci vogliono i tedeschi al comune

Inserisci un commento



(facoltativo)