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Una frase incredibile, letta al volo, tra le cronache sui fatti di Torpignattara

La frase è uscita oggi su qualche giornale o qualche sito. Non sappiamo quale. Non importa. Importa il contenuto. Agghiacciante nella sua normalità che è normalità solo da noi.

Torpignattara, controlli a tappeto in molte baracche

Signori, ma dove siamo? Ma come è possibile una cosa di questo genere? Come ci siamo ridotti così e perché? Come mai in quello che sostanzialmente è ormai il centro della città ci devono essere le baracche. E se ci sono perché questo deve essere considerato normale?

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categoria: la nota

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Commenti (5)

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  1. Livia says:

    Io ho trovato questo:
    Oggi, infatti sono state effettuate operazioni di rastrellamento in una vasta area disabitata adiacente via Teano, dove ci sono ruderi diroccati e baracche occasionalmente usate come rifugio di senza fissa dimora.
    Una volta sono passata da quelle parti, dietro villa Gordiani effettivamente c’è una zona che sembra campagna, chi abita nei dintorni potrà confermare.

  2. anonimo says:

    Confermo eccome, è pieno di baracche di fortuna ricavate in diversi spazi verdi abbandonati, da quello già citato (pieno di zingari, rumeni e altra gente che ci vive in mezzo ai topi, escrementi e sporcizia)che di fatto è davanti alla sede del VI Municipio, ma non è il solo, altri “ricoveri” di fortuna sono ricavati in case diroccate che si trovano a Villa de Sanctis, appena fuori il perimentro dell’omonimo parco, poi altre baracche e baracchette si trovano proprio a Torpignattara, in mezzo alla zona urbana vera e propria. Tutta la zona non è che sia poi molto diversa dalle favelas brasiliane di cui tanto si parla in maniera inorridita alla prima occasione (ma poi le stesse favelas ce le abbiamo in casa).

  3. anonimo says:

    Ecco una delle tante baracche della zona, in mezzo alle case (guardate che foto…):

    http://pigneto.romatoday.it/baracca-abbandonata-via-del-pigneto-davanti-metro-c.html

  4. Anonymous says:

    Perché gli zingari e gli immigrati, invece di stare a casa loro a lavorare stanno qua a vegetare alle nostre spalle (50 euro al giorno a testa se “in regola”) e per svolgere attività illecite è molto meglio vivere nelle baraccopoli che nelle case popolari, che il Comune gentilmente offre loro invece che a noi, e che loro cortesemente subaffittano.
    A meno che non si parli di stabili occupati (vedi viale Castrense e viale Carlo Felice che ospitano di tutto), dove con un tetto sopra la testa si vive l’illegalità comodi come in clandestinità.
    Stupitevi poi se ci ridono in faccia, un paese di scemi così è unico al mondo.

  5. hyperion says:

    Quando ero bambino, 40 anni fa, la situazione era pressapoco così, e non mi sembra che molto sia cambiato. Basta superare piazza Lodi e sembra di entrare nelle favelas: lo squallore della ferrovia, il tramvetto pieno di extracomunitari, le mura aureliane sporche e imbrattate, l’urbanistica a zig e zag, una casa più alta e due più basse. Non c’è soluzione se non buttare tutto giù e ricominciare da capo!

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