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I lavori Amla. Ulteriori schiaffi al nostro territorio

Ed ecco che è arrivato il momento fatidico di discutere assieme ai nostri quattordici lettori riguardo alla qualità dei lavori pubblici effettuati dal consorzio Amla per l’ammodernamento della Linea A della metropolitana. Lavori che dovevano essere una occasione di riqualificazione di Viale Emanuele Filiberto, lavori che, vista la durata oltremodo prolungata che hanno avuto, dovevano poi presentare un corrispettivo ai residenti in termini di riqualificazione urbana. Le proposte erano state formulate. Su questi temi era nato anche un attivo comitato. Non si è fatto nulla, umiliando ulteriormente questa strada disastrata, lancinata nel suo commercio e più brutta che mai.
Il ripristino dei marciapiedi dell’ultimo cantiere che ha chiuso recentemente, all’angolo con Via Statilia, grida vendetta. Come potete vedere dalle foto l’orecchia è stata realizzata solo ad una parte dell’angolo lasciando un versante scoperto e libero di essere attaccato dalla sosta selvaggia. Sosta selvaggia che peraltro attacca anche la parte “orecchiata” come si puo’ vedere dalle foto del torpedone. E’ ovvio: la strada è troppo larga, la corsia centrale per il tram non è protetta, le complanari (modello Via Labicana) non si possono realizzare perché i commercianti dicono di fallire se non si lascia ai loro clienti la possibilità di sostare in sosta illecita. Una situazione da non credere.

Ci hanno preso in giro: si sono rubati una intera strada per anni e anni e quando l’hanno ridata indietro neppure hanno riservato due lire per rimetterla in sesto. Guardate il passo carrabile, da una parte riqualificato con un nuovo marciapiede, dall’altra lasciato com’era rima. L’emblema della sciatteria più assoluta e profonda.

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categoria: articoli

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Commenti (3)

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  1. Anonymous says:

    I Commercianti che ostacolano le corsie preferenziali meritano di fallire!
    Una intera Città non può sostoostare alla loro prepotenza

  2. Paolo says:

    Il modo in cui è stata umiliata questa strada, ignorando le più semplici richieste dei residenti e riconsegnando uno spazio senza alcuna riqualificazione è davvero indecente.

  3. Massimo Livadiotti says:

    La ditta da me contattata poco prima della chiusura del cantiere mi ha confermato (udite,udite) che nel contratto con la Intermetro (che non esiste più) non vi era l’obbligo di ripristinare la carreggiata con i sampietrini originali per cui hanno messo una gigantesca toppa di asfalto….se poi aggiungiamo che l’Amla ha ereditato il cantiere da un’altra ditta fallita si capisce che è stato come con le scatole cinesi! Intermetro (non esiste più) che da in appalto ad una ditta (che poi fallisce) lo scavo che a sua volta l’Amla chiude finalmente….alla ca… di cane come si dice a Roma!Per una vera riqualificazione della via evidentemente bisogna prima toccare il fondo!

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