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Zippo? All’ergastolo (causa degrado)


Qualche tempo fa un gruppo di una quindicina di signori aggredirono e pigliarono a mazzate, nel IV Municipio, alcuni militanti dei Giovani Democratici del PD intenti ad affiggere manifesti. Ora alcuni cinici come noi di Degrado Esquilino potrebbero ben dire che visto che non esiste giovane politico in Europa che perda il suo tempo ad affiggere manifesti ai muri con la colla, le mazzate i Giovani Democratici se le sono meritate tutte. E in parte lo pensiamo pure. Ma cerchiamo di articolare un po’ più a fondo il ragionamento per capire come mai quell’episodio (d’altrocanto in una città che negli ultimi tre anni è andate indietro di trenta, non ci sorprendiamo per niente nel vedere gruppi politici contrapposti che si ammazzano per le strade) ha determinato lo stupro sistematico dei muri del nostro quartiere con frasi ridicole inneggianti alla liberazione di un tale Zippo per il quale ci auguriamo paradossalmente altro che la liberazione, ma l’ergastolo, la sedia elettrica e magari pure l’iniezione letale. Non per colpa sua, ma a causa dei suoi amici.
Dunque cosa è successo? E’ successo che dopo averle prese di santa ragione, i militanti del PD hanno giurato in questura di aver riconosciuto un tizio di Casa Pound. Gli inquirenti hanno fatto le proprie indagini e poi hanno deciso di procedere all’arresto di un personaggio con più di qualche esperienza di scontri e scorribande (vi ricordate i fatti di Piazza Navona?). Il dirigente di Casa Pund, soprannominato Zippo (come a lu paese, lorsignori si chiamano tra loro mediante soprannomi eloquenti), non sappiamo se sia stato effettivamente l’aggressore; non sappiamo della presenza o dell’assenza di prove; magari non c’entra niente e era altrove in quel momento come ha dichiarato. L’unica cosa che sappiamo è che per dimostrare la loro totale innocenza e la loro estraneità da fatti violenti, i supporter di Casa Pound e dintorni hanno optato per scaricare sul nostro territorio (e su altri) un bel po’ di atti violenti. Curioso, no? Come se per dimostrare la propria innocenza, un tizio accusato di omicidio protesti uccidendo l’avvocato di parte avversa… “Nooo, io non sono un assassino. E se continui a dirlo t’ammazzo”.
E così dopo le elezioni scolastiche, che ci avevano trasformato in una sconfinata bacheca abusiva per le cretinerie di Blocco Studentesco, ora le mura dei nostri monumenti, delle nostre scuole, dei nostri palazzi che abbiamo con grande fatica restaurato si sono trasformati nella lavagna dove si è palesata tutta la violenza, la sopraffazione, l’infinita burinaggine.
Scrivono “ne incarcerate uno, ne scatenate cento“. Però i violenti non sono mica loro, nooo, mica! Sapete quale è la differenza, che a Via Val D’Ala, nel IV Municipio, hanno resistito all’idea di ospitare nel proprio territorio gente violenta e irrispettosa degli spazi comuni; mentre qui, da noi, nessuno si è ancora mosso. Non appena noi, un piccolo blog di quartiere, accenniamo a qualcosa di vicino a questi gruppi di prepotenti, la risposta sono querele. Le querele per loro non sono nulla (problemi di soldi non ne hanno davvero), ma quando le si direzionano verso una piccola realtà come la nostra, si trasformano in intimidazioni. In bavagli che cercano di far tacere una voce scomoda.

Perché subire? Altrove non lo fanno. Dal IV Municipio a Napoli, nessuno ha voglia di convivere con i violenti. Noi davvero abbiamo intenzione di convivere con chi insozza e rende più brutto il nostro territorio? Perché dovremmo? E allora perché non pensiamo anche noi di procedere e adire le vie legali? Alla prossima tornata di affissioni abusive, perché non far seguire delle denunzie vere, formali, ufficiali? Magari potremmo anche noi trovare degli inquirenti pronti, che non aspettano altro per portare avanti una indagine ampia e profonda. D’altro canto spesso poliziotti o carabinieri non possono procedere d’ufficio e la loro attività d’indagine deve essere indotta da una denuncia. Perché non provare? Speriamo di non dovere: speriamo che questa volta sarà l’ultima. Speriamo che a questa vigliacca aggressione al nostro territorio non ne seguiranno più altre. Non ne possiamo più.

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Commenti (157)

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  1. Lorenz says:

    L’intervento di Sessorium si commenta da solo. Mi auguro che i lettori di questo blog abbiamo la curiosità di sfogliare il blog linkato e visionare gli scatti contenuti da moltissime città d’Europa ed i link degli scatti da Parigi. Sulla questione della mistificazione della realtà, sull’argomento, lascio il giudizio all’intelligenza critica dei lettori del blog.

  2. Anonymous says:

    LORENZ, SI RASSEGNI: NON CONVINCE GLI ABITANTI DEL QUARTIERE.

    Se le piacciono tanto le scritte si faccia insozzare casa Sua ma – PER FAVORE!- RIAPETTI GLI ALTRI. E’ DA QUI CHE PARTE LA CONVIVENZA CIVILE.

    GRAZIE

  3. Lorenz says:

    Gentile Anonymous, pleonastico dirle che non ho simpatia alcuna per coloro che degradano i muri delle città e non sono, mi creda, un ideologo del degrado urbano. Comincio ad osservare una difficoltà di comprensione, in questo blog, del mio pensiero. Considerando che mi esprimo, credo, in una discreta lingua italiana questo fatto comincia ad essere sospetto, con ombre di cattiva fede. Ho semplicemente osservato che i fenomeni sociali vanno guardati senza supercialità, compresi, ed analizzati : possibilmente capiti. Ho semplicemente puntualizzato che tali fenomeni hanno manifestazione globale e non sono una espressione esclusiva del nostro Paese. Tonelli sostiene che il fenomeno è riscontrabile solamente nel nostro Paese: questo è falso. Sessorium dinnanzi alla palese dimostrazione che il fenomeno è globale dichiara che quanto documentato avviene solamente nelle periferie sub urbane. Tonelli nega la presenza di scritte murali anche nelle periferie sub urbane delle metropoli europee, ma ciò che infastidisce insopportabilmente nell’intervento di Sessorium è il considerare questo assolutorio. Tradotto : il degrado periferico non ci interessa e non ci riguarda. Vivo nel Rione da tantissimi anni ma non ho mai avuto una visione limitata ai confini delle Mura Aureliane per ciò che concerne le problematiche sociali. Non è che per caso gli Sceriffi di Degrado Esquilino vogliano applicare quanto viene praticato in molte “civili” capitali europee dove problemi quali i clochard, i mendicanti, le situazioni generali di povertà,l’ immigrazione, il degrado, l’emarginazione sociale vengono confinati e “nascosti” nelle estreme periferie sub urbane per non turbare le sensibili e civiche coscienze di educati e pacifici piccoli borghesi?

  4. Anonymous says:

    Caro LORENZ,

    NO.

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