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Santa Maria Maggiore. Qualcuno crede alla storiella del vandalo?

Patetico battage mediatico (niente da scrivere, eh?) sul danneggiamento di un portone di Santa Maria Maggiore ad opera di un balordo l’altra notte. Forse anche per il fatto di essere rumeno, il povero rincojonito è assurto agli onori delle cronache non solo cittadine, ma nazionali. Le cronache nazionali sono anche tenute a non saperlo, ma quelle cittadine lo sanno perfettamente che il vandalismo ai danni di Santa Maria Maggiore si perpetra ogni santo giorno. E con particolare virulenza da quando la Giunta Bordoni, quella che ha come sindachetto Giovanni Alemanno da Bari, ha dato la stura alla micidiale camorra dell’ambulantato romano, un caso unico al mondo. Per non parlare di tutto il resto: sosta selvaggia, cartelloni, sporcizia.

Andiamo con ordine.

CARTELLONI
Fa specie in particolare il cartellone, abusivissimo ma mai rimosso, piazzato sulla fermata della metropolitana Vittorio che impedisce la visione del profilo della basilica per chi viene da Piazza Vittorio. Questo vandalismo che sta lì da anni 24 ore su 24 non è mai diventato protagonista dei quotidiani ahinoi.

BANCARELLE
Situazione incredibile e paradossale. Come abbiamo più volte documentato la situazione è tale che la nuova Upim Pop, un grande investimento del gruppo Coin, scompare dietro ad una coltre di baracche dotate, ognuna, di due orpelli fondamentali: un furgone scassato e scolorito risalente ai primissimi Anni Ottanta e un gruppo elettrogeno che rende i 40 centimetri di marciapiede lasciati a disposizione degli imponenti flussi di pedoni più inquinati di Shanghai. Ovviamente, per carità di patria, taciamo dei volgari urtisti che vendono copie del David di Michelangelo e della Torre pendente di Pisa di fronte al sagrato della Basilica. A qualcuno è avanzato del Napalm?

AUTO
Non basta la sosta selvaggia tutta attorno alla piazza. Ci si mettono anche i notabili ecclesiastici a parcheggiare sopra il marciapiede del sagrato. Come raccontammo tempo fa, si sono anche pitturati i fake posti auto per poter stazionare indisturbati…

CALLARROSTARI
Ne è comparso uno nuovo di zecca, e come ti sbagli. Giusto di fronte all’ingresso della Upim. E’ un simpaticone, sbatte lo sgommarolo di metallo sul bracere facendo un gran frastuono e urlando “caldarrosteee”. A nome di chi e perché è comparsa questa nuova licenza?

CAMION BAR
Rende la piazza così mostruosa che siamo arrivati a chiederne conto allo staff della Basilica. “Ci siamo lamentati pure noi, ma ci hanno spiegato che il trabiccolo appartiene ad una famiglia molto potente”, ci hanno risposto dal segretariato via e-mail. Incredibile no? Se non è logica mafiosa questa voi come ce la chiamate? I bar tutto intorno che pagano staff, personale, tasse, luce, utenze e osp cosa pensano del volgare carretto siciliano che ha il permesso per stare di fronte alla facciata rendendo la chiesa infotografabile e inguardabile? Attenzione: c’è anche il gemellino verso l’abside della basilica, sovente affacciato su Via Cavour a rendere raccapricciante pure il didietro di Santa Maria Maggiore…

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categoria: articoli

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Commenti (3)

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  1. ... says:

    Mio Dio! Città da quarto mondo. Sembra di stare nel Bangladesh. Ma i Romani come fanno ad essere orgogliosi di una città così schifosa!? Ma vergognatevi.

  2. Carlo says:

    Oggi aspettando l’autobus al Colosseo ho visto il modus operandi della “potente famiglia”: in uno dei camionbar davanti al povero anfiteatro è salito un distinto vecchietto, ben vestito e molto serio, al quale il dipendente bengalese ha dato un bel mazzo di soldi che il signore ha contato e messo in tasca, prima di scendere dal camioncino ed andare a riscuotere altrove. Questo clan si sta arricchendo enormemente alla faccia dei lavoratori onesti e di chi vorrebbe intraprendere un’attività nel settore. Chiamate l’Unesco !

  3. Claudio says:

    A proposito di Colosseo, vorrei sottolineare la presenza lungo la scala che dalla piazza soprastante (quella con l’uscita della metro) scende verso il lato del monumento, di almeno 10-15 venditori abusivi A PIEDI di scialli, foulard, ombrelli, ecc. ecc.

    La scala è stretta e ce n’è uno ogni tre metri che salta addosso ai turisti come nei suk mediorientali.
    Uno spettacolo davvero incivile, come indecente è il modo in cui tutta l’area dell’anfiteatro flavio viene presentata a romani e turisti.

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