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Ecco perché è un bene che Orlando Corsetti si dimetta


Ovvio che ha ragione che le regole vanno rispettate; ovvio che ha ragione quando dice che gli esercenti non possono farsi beffe delle istituzioni come fanno ormai da decenni; ovvio che ha ragione quando ammonisce il Comune perché quello non può far finta di niente quando dagli enti di prossimità proviene una richiesta di legalità.
Ma detto questo il minisindaco del Primo Municipio, Orlando Corsetti, sulle occupazioni di suolo pubblico ha completamente sbagliato strategia. Si è mosso o da sprovveduto e da uomo politico privo di visione; oppure da uomo politico in cattiva fede. Delle due l’una. In ogni caso si tratta di una colpa grave che non si può sanare che con delle dimissioni.

L’errore strategico di Corsetti sta nel non aver capito in che città vive. Sta nel non aver compreso che togliere i tavolini, massacrare gli esercenti, mortificare i turisti è una azione che può avere senso se il risultato finale è la totale legalità e pulizia della città, non se a dei tavolini abusivi si sostituisce la sosta abusiva come sta capitando.

Guardate questa foto. Via del Boschetto. Strada recentemente riqualificata a Monti. Laddove c’era un gradevole dehor (potete vederlo da Google Street View) oggi c’è un volgare parcheggio abusivo che impedisce il passaggio dei pedoni, nasconde il commercio dietro ad una coltre di lamiere, umilia i passaggi pedonali, rende spiacevole passeggiare su questa strada con risultati su tutti gli altri esercizi che vi insistono. Il tavolino abusivo o presunto tale si persegue con grande pompa mediatica, la sosta selvaggia no. E Roma diventa un posto sempre più orribile. E, di conseguenza, più povero. Meno tavolini non significa solo meno turismo (non a caso Parigi ne è piena, ma anche Londra), ma anche meno incassi per il Comune, meno gettito fiscale, meno posti di lavoro (ogni 4 tavolini all’aperto, un nuovo addetto nel settore). Tutto in nome di che? Di tre posti auto illegali in più? Nella continua trasformazione del centro storico della città in uno sconfinato campo rom? Cui prodest?

Cosa avrebbe dovuto fare un minisindaco lungimirante? Fare una bel censimento delle occupazioni, abusive o no, proporre un massiccio aumento del loro costo (oggi ridicolo) e contestualmente una sanatoria per quelle occupazioni abusive che possono essere sanate. Ma non una sanatoria al modello di Tremonti, al contrario una sanatoria che obblighi chi viene sanato a pagare grandi cifre (visto che grandi sono le cifre che ha guadagnato) però poi lavorare da quel punto in poi in pace. Potendo investire, potendo migliorare l’aspetto del proprio esterno (aspetto che deve essere imposto dal Municipio in modo che tutti i dehors siano uguali e omogenei). Potendo assumere. Il risultato sarebbe un aumento notevolissimo degli introiti sulle OSP pagate, una parte di questi introiti potrebbero restare in municipio che potrebbe investirli ulteriormente per interventi di qualità sull’arredo urbano: la cosa genererebbe un moltiplicatore pazzesco che, grazie ai commercianti, migliorerebbe strade e piazze. Un circolo virtuoso: più OSP regolari, più soldi in cassa per l’amministrazione, più strade riqualificate e dunque più gente e più turismo disposta a spendere e così via.

E invece no: preferiscono tenere tutti nell’illegalità, stringere sulle autorizzazioni, togliere tavolini e dunque generare povertà, generare povertà e generare bruttezza in centro storico. Non è solo la questione delle stufe al Pantheon (probabilmente quelle è giusto toglierle come è giusto adottare qualsiasi azione che renda omogenei questi dehor, oggi spesso delle baraccopoli), è la questione di cosa bisogna fare dello spazio pubblico della città. Noi pensiamo che vada vissuto dalla gente, al Primo Municipio purtroppo pensano che vada occupato dalle macchine. E spiace costatare che Corsetti non si è dimesso dopo l’invasione di bancarelle, di camion-bar, dei cartelloni in centro storico ma che lo ha fatto per cercare di togliere di mezzo i tavolini.

Quello che segnaliamo al Presidente è che le bancarelle, i camion-bar, i cartelloni, la sosta selvaggia sono cose che esistono solo e soltanto a Roma. I tavolini fuori dagli esercizi pubblici ce ne sono, a ettari, in tutta Europa. Come la mettiamo?

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categoria: articoli

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Commenti (11)

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  1. barney says:

    in effetti è come hai detto te, o manca il buon senso o manca la buona fede. in entrambi i casi, se corsetti va a fare un altro lavoro, anzi, scusate, se va a lavorare, è meglio per tutti

  2. Anonymous says:

    Stavolta non sono d’accordo.
    Mi pare che la battaglia di Corsetti per il rispetto delle regole (almeno nelle zone di maggior pregio, come P.zza del Pantheon) sia sacrosanta.

    Credo che un abisso separi Corsetti da Bordoni. Lo credo fermamente!

    Mc Daemon

  3. Lorenz says:

    Caro Tonelli, condivido pienamente la Sua posizione. Peraltro, purtroppo, trovo intonato il Suo punto di domanda, in riferimento alle motivazioni che hanno portato a tale determinazione: assenza di visione, cattiva fede, incompetenza?
    Purtroppo, perchè il punto di domanda successivo è sul quel “cui prodest”? Sicuri, ovviamente, che trattasi di mancanza di visione nell’immaginare un Centro Storico differente o la semplice e diffusa incompetenza. Un punto di domanda desidero porlo sul nostro territorio nella speranza che qualcuno posso dare soluzione.
    Qual è la motivazione per la quale Panella ha dovuto lottare per la realizzazione del dehor, con conseguenti e differenti problematiche con la burocrazia municipale, e lo storico nostro Fassi si è visto obbligato alla rimozione delle panchine poste all’esterno da una non abituale, nel nostro Rione, efficienza dei nostri Vigili dell’Urbe? Forse osservando bene Via Principe Eugenio, invece di sanzionare una virtuosa iniziativa, si sarebbero potute scoprire altre violazioni a quando municipalmente deliberato.

  4. carlos says:

    non vi preoccupate non si dimette tra venti giorni ritorna,e tutto torna come prima, a proposito xche nessuno ha rimosso l’orrendo mercatino abusivo sotto i portici? non avrebbe avuto lo stesso impatto mediatico del pantheon

  5. Marco says:

    Beh Fassi, è stato anche l’unico commerciante romano che si è visto cambiare le delimitazioni della corsia preferenziale da fisse (e invalicabili) in cemento a quelle valicabilissime in gomma, per consentire la soste in doppia fila degli avventori…

  6. io says:

    non riesco a capire perchè togliere i tavolini abusivi significa per forza dare spazio ai parcheggi abusivi, cioè senza fare qualcosa di abusivo non si può stare? secondo me sarebbe stato più corretto schierarsi dalla parte di chi chiede il rispetto delle regole e battersi perchè le regole vengano fatte rispettare, tutte e da tutti….molto semplice…

  7. Anonymous says:

    ma se per far rispettare le regole poi ci mettiamo le macchine…..tanto vale lasciare le cose come stanno…..se togliere uno spazio fruibile da cittadini e turisti vuol dire fare posto alle auto…come succede ai lati di piazza della rotonda (e di quello non se ne parla mai)…preferisco tenermi i tavolini…..

  8. Anonymous says:

    non ho capito bene se si deve dimettere corsini o corsetti !!??

  9. Anonymous says:

    Eravate partiti bene in difesa della legalità, ecc come vi siete ridotti. Certo è sempre proficuo difendere commercianti ignoranti e palazzinari.
    Vergognatevi.
    Invito tutti a non comprare nemmeno un cucchiaino di zucchero nei locali che piazzano fuori anche solo uno zerbino.

  10. Francesco says:

    A monti ormai gli unici che parcheggiano in sosta selvaggia, e lo vedo tutti i giorni stando li’ sono i residenti. Un giorno per caricare, un giorno hanno la spesa, un giorno “sa ero di fretta”. Sta di fatto che come al solito in Italia ognuno si fa i fatti propri solo i commercianti con le attività ci fanno campare famiglie e dipendenti mentre i residenti che abitano in centro se fanno quattro passi invece di parcheggiare sui marciapiedi o in stradine minuscole sotto casa non mandano nessuno in mezzo ad una strada.

  11. Degrado Esquiilno says:

    Cioe’ visto che il commerciante “sta a lavorà” allora è legittimato a violare leggi e codici della strada. Abbiamo capito bene?

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