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«Usano vecchi cliché, dicono delle tali sciocchezze. Spero proprio che in qualche modo la smettano»


E adesso cosa faranno, quereleranno anche la figlia di Ezra Pound? Beh, Degrado Esquilino sono due anni che sostiene che non si possa bestemmiare il nome del grande poeta americano utilizzandolo come grimaldello per legittimare scarabocchi sui muri e manifesti abusivi. Oggi, tramite le colonne de La Stampa, si palesa in tutta la sua lucidità la richiesta della figlia di Pound che proprio non ce la fa più a vedere come è stuprato il nome di suo padre. E’ partita una causa, c’è di mezzo il grande avvocato Del Sordo (persona lucida, colta e competente cui abbiamo già scritto per dare il nostro apporto, perché se il problema è usurpare il nome di Pound, è un problema doppio usurparlo per imbrattare e affiggere abusivamente) e speriamo che il centro venga intanto obbligato a cambiare nome; contestualmente speriamo che venga obbligato -e come lui tutti gli altri centri occupati del nostro Rione- anche a cambiare aria!. Qui di seguito l’articolo de La Stampa di cui parlavamo. Buon divertimento.

*** di Mario Baudino
Devono smetterla. Mary de Rachewiltz, la figlia di Ezra Pound, non ne può davvero più. Non ammette che il nome di suo padre, il grande poeta dei Cantos , il «miglior fabbro» come lo chiamò T. S. Eliot dedicandogli La terra desolata , sia usato dal movimento di estrema destra come simbolo dei suoi centri sociali. Basta con «Casa Pound», la chiamino come vogliono, ma non così. Ha intentato una causa per «abuso del nome», che verrà discussa a Roma in gennaio. L’avvocato Felice d’Alfonso del Sordo, che ne tutela gli interessi, spiega l’aspetto tecnico: «Non è un processo di taglio politico. Noi non diciamo che siccome sono fascisti non devono usare il nome di Pound. Diciamo solo che non hanno chiesto l’autorizzazione a farlo».

Fin qui l’aspetto legale. Ma c’è naturalmente molto di più, perché da almeno due anni Mary de Rachewiltz (nata dalla relazione del poeta con la violinista Olga Rudge, e sposata con l’egittologo – e principe russo – Boris de Rachewiltz) si batte per difendere il nome paterno da quella che ritiene una vera e propria violenza. La strage di Firenze del 13 dicembre, commessa da un fanatico che frequentava Casa Pound, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?

«È stato un orrore, e l’ho sentito come un colpo durissimo anche per quanto mi riguarda. Firenze è la città dove ho studiato, e dove uomini come Giovanni Papini, Mario Luzi o Giorgio La Pira si batterono perché mio padre potesse tornare in Italia», ci dice dal suo castello di Brunnenburg, vicino a Merano, dove Pound trascorse l’ultimo periodo della sua vita.

Era stato infatti processato in America, dopo la guerra, per alto tradimento. Ammiratore di Mussolini (nei suoi versi lo chiama Ben, e parla anche di Claretta Petacci), dell’Italia e della poesia del Duecento, negli anni della guerra, quando viveva a Rapallo, si compromise con trasmissioni propagandistiche, in inglese, dirette agli americani.

Gli costarono l’arresto nel ‘45, una detenzione terribile nel campo di Coltano (tre mesi chiuso in una gabbia), e infine il processo in cui fu dichiarato pazzo, mentre in sua difesa intervenivano intellettuali e scrittori da tutto il mondo. L’odissea finì col ritorno in Italia, prima a Venezia e poi a Brunnenburg, per gli anni del silenzio, del «tempus tacendi». Detto questo, «Pound non si è mai immischiato in faccende interne italiane», sottolinea la figlia.

È stato ovviamente un’icona della destra estrema per la sua vena anticapitalista, che però affondava le radici in quella che riteneva l’originaria idea di democrazia americana. Ma «non si usa il nome di una persona solo perché ha ammirato un dittatore, che gli italiani stessi hanno poi trattato nel modo più infame possibile». E per di più in un contesto che nulla ha a che fare con lui. «Il loro slogan, a quanto mi risulta, è “ognuno ha diritto a una casa”. Pound una casa in Italia non l’ha mai avuta. E non si può neanche dire che abbia aderito al fascismo. Ne era interessato, ammirò Mussolini, non gli voltò le spalle. Il suo non è un «pensiero di destra. Si opponeva al capitalismo finanziario, questo sì».

La sua celebre poesia Contro l’usura (peraltro tradotta proprio dalla figlia: «Con Usura nessuno ha una solida casa / di pietra squadrata e liscia / per istoriarne la facciata») è un’altra bandiera della destra extraparlamentare. «E certo non ne hanno colto la profondità». Mary de Rachewiltz si è imbattuta due anni fa in questo mondo, e non le è piaciuto. «È anche una questione di stile. Quando ho sentito che facevano riunioni nei bar o mercatini di Natale, mi sono detta: questo non è lo stile di Pound». E tuttavia «finché si trattava di un edificio occupato a Roma, pensai che potesse non riguardarmi. Ma quando hanno cominciato ad avere ramificazioni in tutta Italia ho capito che bisognava fare qualcosa».

Ha aspettato, fino allo scorso giugno. E si è decisa. Ora Casa Pound dovrà cambiare nome, almeno per quel che la riguarda. «Usano vecchi cliché, dicono delle tali sciocchezze. Spero proprio che in qualche modo la smettano». Pensa di riuscirci? «Guardi, tempo fa un americanista di grande valore mi disse: devi fare qualcosa. Ora lo faccio. Ma dovrebbero essere tutti coloro che hanno studiato Pound, a fare qualcosa».

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categoria: articoli

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Commenti (23)

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  1. Lorenz says:

    Ho sempre pensato che fosse non opportuno imbrigliare un intellettuale ed un raffinato pensatore come Ezra Pound in una soffocante gabbia ideologica. Pound fu Uomo Libero, ma fu pensiero : Pensiero ed esempio. Pound nel suo pensare fu eretico nei confronti delle ideologie alle quali fece riferimento, ma Pound non fu un indifferente e conosciamo il tributo pagato per le sue idee . Oggi se, Ezra Pound, fosse in vita dinnanzi a questa notizia rimarrebbe in un lungo silenzio e dopo si schiererebbe,ancora una volta,”dalla parte del torto”.
    Assai curiosi questi tempi moderni. Tempi nei quali si riabilita, mistificando con intento strumentale, il pensiero di uomini che furono umiliati e le cui opere furono messe al bando e si pone all’indice coloro che quella memoria culturale hanno custodito. In tempi non lontani, quando Ezra Pound fu messo all’indice dalla cultura e dalla intellighenzia, solamente Pasolini diede voce al Poeta: Pier Paolo Pasolini altro eretico oggi celebrato che, per chi ha memoria, da quella intellighenzia fu massacrato.

  2. sessorium says:

    Tutti possono essere usati e anche strumentalizzati, ma solo se si ha “stile”, caro Lorenz. Come la signora Pound ci insegna tutto hanno i tuoi “ragazzi” come li chiami sempre, fuorché “stile”. Miglioreranno?

  3. Lorenz says:

    Caro Tonelli, miglioreranno? Non so rispondere a questa domanda. Chiedere a dei ragazzi di essere migliori è complesso e questa esperienza giovanile influirà in maniera differente sul loro futuro di uomini. Posso, però, dirti che se io oggi fossi in un ruolo di responsabilità nella Comunità CPI avrei pensieri lunghi e visione politica coniugandola in una esperienza civica. I riferimenti politico culturali, in una Comunità di area politica come Casa Pound, sono differenti e coniugherei, concretamente, la filosofia militante dell’ Essere Esempio di Corneliu Zelea Codreanu. E’ importante per una Comunità Politica la relazione con il territorio. Casa Pound di Via Napoleone III ha il suo Cuib nel Rione Esquilino, pertanto, è fondamentale avere ottimi rapporti con la comunità ed Essere Esempio sul territorio, questo si potrebbe tradurre anche nell’essere di supporto alla risoluzione dei problemi del Rione e, ovviamente, tale comportamento andrebbe coniugato in tutte le realtà territoriali dove questa Comunità politica ha
    radicamento. Dunque cosa fare concretamente? Casa Pound svolge differenti iniziative, delle quali alcune di volontariato, potrebbe essere creata una attività di Volontariato Civico. Presenza sul Rione, nel caso dell’Esquilino, di ragazzi di Casa Pound che provvedano a tutelare, a manutenere, ad operare nella riqualificazione dal degrado urbano ed al ripristino del decoro urbano. Per quanto attiene la necessità di affissione dei manifesti delle loro iniziative, non tutto può essere veicolato sulla rete, richiesta di installazione di bacheche dedicate dove poter affiggere i manifesti. Per quanto attiene le scritte murali, pur essendo convinto di quanto in precedenza affermato e della valenza sociologica di un fenomeno che necessita essere interpretato, sospensione immediata dell’utilizzo delle scritte sui muri con spray e contestuale pulizia e rimozione di quelle esistenti, costituzione, nell’ambito di questo servizio di volontariato, di gruppi di sostegno agli anziani che vivono in solitudine nel Rione e supporto notturno ai senza fissa dimora. Questo renderebbe concreto quell’ Essere Esempio dinnanzi alla comunità del Rione, sarebbe uno sparigliare le carte, sarebbe politicamente visionario e sarebbe, questa si, una Rivoluzione. Ma io, Caro Tonelli, generazionalmente sono fuori ho generosamente donato la mia intera gioventù alla militanza politica e ho tradotto quell’Essere Esempio nella mia vita di Uomo: ora tocca a loro provare ad immaginare una militanza politica differente. Un saluto

  4. Anonymous says:

    …la speranza è l’ultima a morire…

    McDaemon

  5. carlos says:

    CE MANCANO SOLO LE RONDE DI CASPOUND, MA FINITELA CO STI PIPPONI PSEUDO INTELLETUALI , NON C’E’ STATO PER CASO UN PESTAGGIO A ROMA DA PARTE DI QUELLI DI CASPOUND CONTRO ALTRI GIOVANI A MONTESACRO,GIA’ E’ TANTO SE STANNO CHIUSI IN UN PALAZZO DI 11 MILIONI DI EURO CHE IL COMUNE HA COMPRATO PER LORO, POI BASTA GUARDARE I LORO VIDEO SU YOU TUBE E SI CAPISCE SUBITO DI CHE PASTA SONO FATTI. CERTO CHE ALL’ESQUILINO ABBIAMO BISOGNO DI TANTE COSE MA DELLE RONDE DI QUESTI PERSONAGGI PROPRIO NO. POI FATECI SAPERE CHI E’ CHE PAGA TUTTI QUESTI ORRENDI MANIFESTI, NON TIRASSERO FUORI LA BALLA DELL’AUTOFINANZIAMENTO CHE NON CI CREDE NESSUNO

  6. Anonymous says:

    Il Pigneto è invaso dagli spacciatori; San Giovanni lo stesso. Senegalesi, marocchini, bar di meridionali sempre pieni di fattoni. Legati a tutte le attività illecite di zona: pizzo, cantieri da appalti dubbi, centri sociali, associazioni culturali con fatturati alle stelle che non pagano un euro di tasse, centri caritatevoli che gestiscono gli ingressi clandestini dislocando i “poveri migranti” fra le varie attività abusive.
    E il problema sarebbe Casa Pound? Quant’è brutta la CORRUZIONE.
    L e ronde non le vuole chi vuole che i vari luridi continunino a fare i comodi loro nelle nostre strade.

  7. sessorium says:

    Il problema sono SIA i luridi, SIA casa pound. Stateci su.

  8. Anonymous says:

    avete letto ?
    http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_dicembre_24/taxi-stangata-a-sorpresa-1902647533714.shtml
    super stangata sui taxi ! Incredibile e pensare che qualcuno si oppone ancora alle liberalizzazioni !
    Ho letto che ad ostacolare Monti ci saranno proprio Gasparri e Marsilio …spero che il blogger faccia qualche post ma a leggere i nomi non penso proprio !

  9. Mc Daemon says:

    fascisti del terzo millennio una leccata di palle sudate

  10. Anonymous says:

    Feccia semplice, o il solito spacciatore – consumatore che si lamenta di questo mondo illiberale in cui non si può neppure occupare un immobile riempirlo di immigrati clandestini e farli poi spacciare agli incroci per non dover lavorare mai?
    Chissà.

  11. Anonymous says:

    Roma è piena di cartelli abusivi, e voi ve la prendete coi quattro foglietti degli unici che denunciano quello che sta facendo la criminalità palazzinara e cocainofila a Roma.
    E’ quanto meno curioso.

  12. Massimiliano Tonelli says:

    Parlare di palazzi e palazzinari quando si ha a che fare con chi la casa se l’è fatta regalare risulta quanto meno inelegante. Specie in periodi in cui gran parte della popolazione fatica a mettere insieme il pranzo con la cena pur di pagare la pigione, comodo l’appartamentino aggratisse in pieno centro eh?

    Ad ogni modo qui nessuno se la prende con nessuno, semmai è la figlia di Pound che ha qualcosa da ridire sull’eleganza e lo “stile” (questo sconosciuto eh, andate su wikipedia a leggere cosa è lo “stile”) dei quei quattro foglietti. Ma poi se sono quattro foglietti tantovale piantarla di affiggerli sui nostri monumenti, no? Tantovale piantarla di sfregiare le fermate della metropolitana e così via.

    Molto curioso, per finire, è fare riferimento ai cartelloni abusivi e non sapere che chi gestisce questo blog gestisce anche Cartellopoli.net, la piattaforma più famosa, seguita, aggiornata e attenta contro il crimine dei cartellonari romani; una vera mafia che mi fa piacere che venga citata: strano che iniziative contro questa terrificante camorra, a Casa Pound, non se ne sono mai viste.

    Iniziamo dal prossimo convegno a parlarne?

  13. Anonymous says:

    bravo tonelli

  14. Mc Daemon says:

    bravo leccaglie na palla bravo

  15. Marco says:

    Sacrosanto quello che dici, Tonelli

  16. Anonymous says:

    Ovviamente qei commenti sopra non sono miei.

    Mc Daemon

  17. Anonymous says:

    Certo se Casapound utilizzasse le energie per combattere la VERA MAFIA DEI CARTELLONI ABUSIVI farebbe qualcosa di utile, anziche’sprecare energioe ad imbrattare i beni comuni. Spero un giornio ci arriveranno!

  18. Marco says:

    @ Anonymous: Credo che sia come auspicare di cavare del succo da un qualcosa che ha natura del tutto differente, purtroppo.

  19. Fabrizio Vienna says:

    @Marco: Chissà magari riescono a voltare pagina e smettere di essere prigionieri del clichè che si sono creati

  20. Anonymous says:

    Casa Pound non è Giove tonante, non è tenuta a risolvere tutti i problemi che voi ritenete importanti, visto che già ne segnala di importanti.
    Che non debbano sporcare Roma è evidente; che le occupazioni abusive siano una piaga (contro cui nessuno protesta), lo è altrettanto.
    Suona strano,e politicvo, che, sommersi come siamo di sozzura e delinquenti, si inneschi una campagna in grande stile contro un centro sociale di destra, che è come dire un Panda.

  21. Marco says:

    Sì infatti, basterebbe che risolvessero i problemi che creano. In realtà qui la protesta contro le occupazioni abusive è una costante (e per il 99,99% dei casi a ragione, per me…)

  22. Anonymous says:

    chiamali panda, ristorante, bar, negozio di vestiti ,manifesti , volantini a gogo ma chi glieli da i soldi, da quando gli occupanti di unpalazzo comprato x loro dal comune per 11 milioni e 800.000 euro si autotassano ? solo di manifesti quanto spenderanno l’anno eppoi dove la metti la vernice che consumano su tutta roma

  23. Anonymous says:

    Se ci mettiamo a contare i centri sociali di sinistra che scroccano case, luce, gas, e gestiscono traffici ben più loschi della cartellonistica abusiva…

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