Subscribe via RSS Feed

Manco in Pakistan


E non solo per quanto riguarda la solita, ormai davvero “solita” storia degli incidenti nell’incrocio tranviario di Porta Maggiore (e per fortuna che Roma una vera ‘rete’ di tram come tutte le altre città civili se la sogna, avendo praticamente solo una linea, sennò staremo in queste condizioni ogni settimana), ma anche per tutto lo schifo che gli sta attorno. Aiuole spelacchiate, tanta tanta sporcizia, arredi urbani da Quinto Mondo. E quel diffuso parcheggio abusivo e illegale, da noi denunziato più volte, che ieri, dopo l’incidente, ha ritardato di ore e ore i soccorsi ed il ripristino della circolazione. Perché camion e gru dei Vigili del Fuoco hanno dovuto aspettare prima di potersi avvicinare al luogo della collisione, visto che le aree destinate ai movimenti erano, come accade 24h su 24 e come accade anche oggi dopo un solo giorno, ingombre di auto in divieto di sosta. Su Piazza di Porta Maggiore, come da Degrado Esquilino documentato qui, sostano ogni giorno decine e decine di auto abusivamente. Cosa si aspetta a aggredire il problema?

Share

si parla di: ,

categoria: articoli

Segnala questo articolo via e-mail

Commenti (9)

Trackback URL | Feed RSS dei commenti

  1. Caterpillar says:

    Wow i carroattrezzi, credevo non esistesse più il servizio di rimozione forzata a Roma

  2. Anonymous says:

    ma no i problemi sono altri . Gli incidenti capitano anche a Milano e a Parigi !

  3. Anonymous says:

    che chiavica di città…

  4. Riccardo says:

    Anche i conducenti dei treni guidano parlando al
    telefono?
    No perchè centrare un tram in quel modomi fa pensar male…

  5. Anonymous says:

    ancora non hanno capito che questo cazzo di trenino deve attestarsi a porta maggiore , liberare via< giolitti e i pericolosi atttraversamenti

  6. Sirio says:

    Non osate dire di voler spostare i binari da via Giolitti o attestare l’ex roma-fiuggi a porta maggiore ! il “trenino” è utilissimo e rapido, andrebbe invece declassato a tranvia – ora da regolamento è una ferrovia a tutti gli effetti – e dotato di mezzi nuovi come i bellissimi metro-tram “sirio” a scartamento ridotto in uso a Sassari. E poi sono necessari i tornelli in ingresso per far pagare il biglietto anche agli stranieri (ma anche il bigliettaio a bordo non mi dispiacerebbe). Inoltre ad Amsterdam, in alcuni punti altrettanto delicati della locale rete tranviaria, ho visto un uso massiccio di piccole barriere elettriche tipo casello dell’autostrada: quando il tram si avvicinava, molto lentamente, le barriere si aprivano contemporaneamente al via libera dato dal semaforo, fungendo così da ulteriore deterrente allo sbaglio umano.

  7. Infatti nei progetti della Metro C si vuole declassare a tranvia questo “trenino” (definizione che non amo perché fa pensare che il trasporto pubblico è un giocattolo, qualcosa di ludico e non utile quando invece ha anche delle frequenze notevoli).

  8. P.s. Speriamo che tra le auto rimosse ci sia anche quella di Tizianuccia (ve la ricordate la inguaribile dipendente dell’albergo che bloccava il car sharing con la sua sosta selvaggia?)

  9. Filippo says:

    Per me la soluzione del problema sarebbe appunto quella di trasformare in tram la Roma-Giardinetti e di farla arrivare alla stazione Termini. In questo modo si eviterebbero danni ai tram, soprattutto i più resistenti (ovvero le Stanga, la vittima dell’incidente). Mantenere una linea ferroviaria ridotta a un tronchetto, secondo me è uno spreco di soldi, bisogna assolutamente raccordarla alla rete tram e aumentare ovviamente lo scartamento. A Roma il tram è una cosa sgradita e fa schifo ai più, soprattutto all’attuale giunta che non stà facendo nulla per il tram se non cambiare qualche binario. Porta maggiore(come del resto larga parte della città), è abbandonata a se stessa ed è in una situazione penosa. Bisognerebbe rifare le aiuole dissodando la terra e piantandoci dell’erba, che dovrà essere annaffiata per qualche mese! E’ un’impresa ardua perchè in questa città quando si piantano delle piante (raramente), si ha il brutto vizio di non annaffiarle sperando che esse, dopo aver passato una vita in un vivaio a ricevere i migliori trattameti, riescano ad attecchire! Se non si annaffiano le piante dopo averle piantate tanto vale non spenderci i soldi!

Inserisci un commento



(facoltativo)