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Ieri gli amici del figlio di Alemanno hanno distrutto il nostro Rione


Ieri un gruppo di teppisti, sotto l’egida delle forze dell’ordine, ha massacrato tutto il nostro Rione. Strade, viali, slarghi. Dovunque. Le immagini si riferiscono a Via Conte Verde, ma lo scempio è avvenuto in tutto il nostro territorio: scritte sui muri clamorose, manifestini deliranti incollati ai muri privati e così via. La polizia, invece di tirar manganellate nei denti, come sarebbe stato opportuno, stanno lì a guardare, lì ad assistere allo scempio. L’episodio, la completa brutalizzazione da parte di alcuni ragazzini sporcaccioni del nostro quartiere, è avvenuto forse a margine delle elezioni studentesche che si sono svolte in questi giorni e che, la notizia non è stata smentita ma noi ci auguriamo che non sia vera, ha visto eletto in una formazione estremista il figlio del sindaco. Una situazione che è definibile solo in un modo: inquietante.
Come vedete i vandaletti del Blocco Studentesco scrivono sui muri appena ripuliti dell’Istituto Galilei frasi tipo “”W il fascismo”: non sanno che se il fascismo ci fosse stato oggi avrebbe avuto tanti difetti, ma senz’altro il pregio di far rispettare a tutti le regole. Comprese quelle secondo le quali non si scarabocchiano i muri e non si fanno affissioni abusive. I fascistelli da strapazzo di oggi, zozzi come zingari che trasformano intere strade in enormi campi rom, non sanno che con il fascismo il loro modo di fare sarebbe stato durissimamente represso.

Intanto, salendo le gerarchie dei fascisti del 2000 e arrivando a Casa Pound, abbiamo tutti letto quale sia stata a Napoli la reazione del tentativo del centro sociale di destra di sbarcare ai piedi del Vesuvio. A differenza di Roma la reazione di intellettuali, artisti, docenti e società civile è stata netta: “Strade, vicoli, piazze di Napoli non possono essere attraversate da un corteo nazifascista. Napoli è antifascista, antirazzista, l’unica città d’Europa che si è liberata da sola dall’occupazione con le Quattro giornate“, ha tuonato il sindaco De Magistris. Addirittura Napoli è arrivata, come è giusto che sia vista l’aggressione in termini di degrado che questi gruppi compiono verso la città, a mettere in discussione e poi a vietare una manifestazione di Casa Pound. Un corteo che sarebbe diventato qualcosa di pericolosissimo vista la pronta risposta dei communistelli che si stavano attrezzando in una squallida e patetica guardia e ladri che secondo alcuni starebbe riportando Napoli ad una caricatura degli anni Settanta. Complimenti, fascisti del 2000, complimenti comunisti del 2000: fate ride i polli e non vi caga nessuno, siete tutt’al più un problema di ordine pubblico (e di igiene urbana, visto quanto zozzate), ma i vostri temi esistono nella testa delle persone e nell’agenda dei politici? Zero. Corteo partenopeo peraltro di cui noi, nostro malgrado, sappiamo già tutto poiché lor signori vandali scimmioni lo hanno ampliamente pubblicizzato anche a Roma, utilizzando colonne e portici di Piazza Vittorio…
A ben pensarci Casa Pound e compagnia cantante non possono, come dice Luigi De Magistris, essere tacciati di razzismo. Perché sono i primi loro a comportarsi come zingaroni e come zulu sottosviluppati. Siamo noi, semmai, i razzisti verso di loro: raus!

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categoria: articoli

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Commenti (107)

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  1. Massimiliano Tonelli says:

    Nessuno cerca lo scontro se non tu che da ore e da decine di commenti ti arrampichi goffamente sugli specchi per legittimare, contestualizzare, giustificare un comportamento incivile, violento, prevaricatore che non è contestualizzabile, giustificabile, legittimabile.

    Non parliamo di cose astratte. Hai affermato che ogni grande città europea, in periferia, è combinata come Roma? Bene. Ti ho fatto sapere che esiste un noto servizio web che ha fotografato centimetro per centimetro ogni strada -anche periferica- di tutte queste città? E allora recatici e trovaci queste famose strade. Ci vuole tanto? E’ gratis!

    Siamo qui in attesa sia io che i tanti che ci seguono.

  2. Lorenz says:

    Tonelli, io ritengo di esprimermi in un italiano discretamente comprendibile. Ho affermato che nelle Capitali del nord europa la situazione è differente e questo è determinato da una maggiore coscienza ed educazione civica, e anche dalle disposizioni di legge che trovano attuazione, nel contempo ho specificato che nelle periferie urbane, globalmente, vi è una sostanziale differenza con i centri storici determinata da inevitabili fattori sociali e culturali. La valutazione della situazione deve necessariamente essere valutata nel sistema dello specifico Paese. Per quanto attiene l’ Esquilino e la sua peculiare situazione rispetto alla Città l’analisi deve essere anch’essa affrontata in termini di valutazione sociale della popolazione presente sul territorio, senza ipocrisia e chiamando i fenomeni con il loro nome. La responsabilità primaria del degrado non è imputabile ai servizi comunali ma ai comportamenti di educazione civica dei cittadini. Ora desidero porti una domanda scomoda per molti, ma non per chi come te ha sempre avuto onestà intellettuale e posizioni nette. Affrontando la problematica del ” gay village”, intorno al Colosseo, non ti sei posto il problema di un attacco netto a condotte non civili anche se questo ha necessariamente portato una accusa alla comunitá gay. Ora ti chiedo. I residenti dell’Esquilino sono di prevalente etnia italiana ma Il Rione è vissuto per motivi differenti da differenti realtà sociali che vi stanziano principalmente per la presenza delle loro attività commerciali in numero signiicativo. Le prevalenti etnie sono di origine Bangladese e quella proveniente dallo Shenzhen regione agricola con il più basso livello di alfabetizzazione della Repubblica Popolare Cinese. Quanto incide il comportamento di queste etnie sul degrado del Rione, avendo le stesse un livello culturale, sociale e di educazione civica che non consente comportamenti virtuosi in linea anche con il più basso dei profili di standard culturale occidentale? Altro fenomeno è la presenza del fenomeno di situazioni legate al disagio sociale, di povertá e senza fissa dimora che trovano alloggio nelle strade del Rione adiacenti ai Centri di sostegno della Chiesa Cattolica. Tonelli come ritieni possa trovare concreta soluzione una situazione sociale così articolata e complessa aggravata peraltro da fenomeni sempre crescenti di illegalità?

  3. Massimiliano Tonelli says:

    Semmai si possano fare percentuali in ste cose, ritento che la percentuale di degrado apportata dagli stranieri nel Rione si attesti al 40% laddove il 60% è apportata dagli italiani. Ma, perdonami, questo portafogliare quozienti di degrado alle varie etnie che senso ha? E che senso ha al momento che i romani (non i romeni) sono l’etnia che ne apporta, in tutta evidenza, di più come dimostrano le scimmie da circo di Casa Pound?

  4. Lorenz says:

    Ritengo che la considerazione da te espressa sia vera solamente in parte. Vera, in quanto generalizzare è sempre un modo non corretto, e spesso superficiale, per analizzare un fenomeno, ma è oggettivamente un fatto, purtroppo, quanto da me evidenziato. Se si analizza, sezionandolo, il territorio del Rione si può evincere che le vie con una critica problematica di degrado sono quelle a maggiore penetrazione immigrata. Non vi è alcuno scandalo in questo, e non vi è alcun atteggiamento riconducibile a differenziazioni etniche che sanno di razzismo. Sociologicamente è un fatto. Abbiamo forti presenze di etnie quali quella Bangladese e quella della zona dello Shenzhen della Cina ove il tasso socio-culturale e di sensibilizzazione alla civica educazione e’ a livelli di grande arretratezza.
    Popolazioni alle quali spiegare ed insegnare la virtuosa teoria delle “finestre rotte”, educandoli ad un comportamento di civica educazione, è faccenda assai complessa. Noi commettiamo l’errore di pensare che il progredire socio-culturale della nostra civiltà occidentale, avvenuto in secoli di cammino umano, possa essere trasferito con un ” corso di full immersion”. Purtroppo non funziona e dobbiamo cominciare ad affrontare i problemi guardandoli realisticamente, senza demagogia e abbandonando falsi miti ideologici.

  5. Marco says:

    Magari, invece di effettuare “corsi di full immersion”, Casa Pound potrebbe cominciare dando – semplicemente e soltamente – il buon esempio.

    Qualche post fa, Tonelli diede visibilità all’apertura di un italianissimo negozio della Tre, la cui disinvoltura nell’agire nell’illegalità era più grave del peggior negozio cinese del rione… Insomma, alle volte dovremmo partire da noi stessi…

  6. franco says:

    Cosa vuoi? Tanto per ricordare, per chi se lo fosse dimenticato, che siamo un paese fascista..Se cosi’ non fosse, d’altronde, non avremmo mandato al potere certa gente..Ben ci sta

  7. Anonymous says:

    LOREN CONTINUA AD IGNORARMI ED IO CONTINUO A CHIEDERE A LUI E AGLI ALTRI DI AVERE RISPETTO PER IL QUARTIERE. NON E’ COSI’ DIFFICILE, BASTEREBBE VOLERLO!

    Sempre l’abitante di prima

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