Subscribe via RSS Feed

Quando si dice una piazza di merda. E si va pure a peggiorare…

Prima il danno e poi la beffa. Per anni e anni la classe dirigente cittadina ci ha impedito di usufruire dei giardini di Piazza Dante o “Dei Disperati”, come le mamme del quartiere li hanno ribattezzati. La Piazza, come tutti sanno, è un urinatoio permanente, negli angoli e tra i cassonetti abbondano anche le feci umane, il tanfo ristagna ed è acre e nauseabondo. Il luogo è dormitorio fisso, notturno e diurno, teatro di risse tra bande di alcolizzati, territorio di drogati, patria di vagabondi e violenti che spesso si affrontano spaccando bottiglie e trasformando la piazza in una vetraia di cocci. Ci sono stati feriti gravi, via vai di ambulanze, anche morti. Ora, dopo tutto questo, le autorità che fanno? Invece di scusarsi, bonificare e finalmente restituire il parco ai cittadini stanno pensando di sfasciare, una volta per tutte, questo disgraziato giardino e di offendere ed umiliare definitivamente gli abitanti del rione. Come? Trasformando il piccolo parco in un enorme cantiere per i lavori di ristrutturazione del vecchio palazzo delle Poste. Questo vorrebbe dire occupare selvaggiamente, e per anni, dei giardini pubblici creati per la gente e da sempre alla gente negati. Un fatto gravissimo. Senza contare poi che il luogo è un gioiello architettonico creato ad arte da un gruppo di rinomati architetti e che, solo per questo, andrebbe tutelato e protetto, e non trasformato in cantiere.
David Amore

Share

categoria: articoli

Segnala questo articolo via e-mail

Commenti (6)

Trackback URL | Feed RSS dei commenti

  1. Riccardo says:

    Orripilante.

    Un lato positivo c’è, se non altro lo scaldabagno ha tolto un posto auto…

  2. Anonymous says:

    SCORDIAMOCI IL GIARDINO, E LA STRADE INTORNO DISTRUTTE DA PASSAGGI DI CAMION E QUANT’ALTRO, IL DEGRADO SENZ’ALTRO AUMENTERA’

  3. Claudia says:

    Vogliamo allora che piazza Dante continui ad essere l’urinatoio che é adesso?

    Abito in via Ferruccio da 6 mesi, e non ho ancora l’occhio assuefatto alle nefandezze che si vedono per strada.
    Penso che la notizia dei lavori di ristrutturazione del palazzo delle poste sia una buona notizia;  il quartiere ha bisogno di opere di bonifica e riqualificazione e pagherei volentieri il costo di perdere temporaneamente l’uso della piazza – che già adesso é impraticabile – pur di ritrovare uno spazio su cui si affaccia un bel palazzo che ispiri senso del decoro.

    Davanti al mio palazzo c’é un cantiere enorme : si tratta della  ristrutturazione di un convento. I disagi sono molti, ma sopportabili in vista di una riqualifica della strada e del suolo pubblico. Noi abitanti nei palazzi che si affacciano sulla strada dovremmo essere i primi ad avere cura del nostro suolo pubblico, invece sembra che l’unica cura sia quella che dedichiamo ai nostri appartamenti. I palazzi sono ridotti a meri contenitori di appartamenti, quello che succede lì fuori non ci deve riguardare.

    Spero che questa onda di ristrutturazione si espanda fino a coinvolgere tutti i palazzi disabitati e decadenti della strada, che adesso, proprio perché disabitati, rappresentano spazi appetibili per i giacigli di ubriachi e barboni.

    Mi interrogo spesso su quanto siamo responsabili noi cittadini del degrado urbano che tanto ci disturba.

    Non mi addentro sulle responsabilità dello Stato, e non faccio un’analisi storico culturale del quartiere e delle genìe che lo abitano; sarebbero fiumi di parole che io non sono in grado e nella posizione di versare.

    Cerchiamo di non lasciare ai nostri figli una cittá peggiore di quella che ci hanno consegnato i mostri padri.

    Claudia

  4. sessorium says:

    Ti risulta che il nuovo mega albergo nel convento porterà con se restauro delle strade? Davvero?

  5. Claudia says:

    Pensa a cosa ha voluto dire per Piazza Repubblica il Boscolo Hotel.

    Non siamo a quei livelli, ma penso che all’investimento imponente riversato sulla ristrutturazione del convento corrisponderanno cura e interesse del decoro della strada.

  6. Marcus says:

    Cara Claudia, è bello vedere che persone come te si appassionino al “problema Esquilino”, un quartiere che fa rabbia perchè ha la stessa architettura di Prati (e la metà dei beni artistici)eppure è ridotto in condizioni pietose rispetto a quest’ultimo…
    Purtroppo la vicinanza con la stazione Termini e la desertificazione commerciale,”condannano” la zona. Forse tra 15-20 anni, il potenziamento della stazione Tiburtina e massicci investimenti privati (cinesi?) potrebbero portare un upgrade del rione. Al momento,vedo sempre più una rotta verso il modello “Pigneto”: pieno di giovani e questo è buono, pieno purtroppo anche di balordi ed illegalità.

Inserisci un commento



(facoltativo)