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La mitica esattoria di Via dei Normanni. E adesso cosa ci faranno?


Qualche giorno fa la Banca Monte dei Paschi di Siena ha ufficializzato, per la bella cifra di 130 milioni di euro, la vendita alla società immobiliare milanese Mittel del grande immobile della ex esattoria, cospicuo isolato tra Via Labicana, Via di San Giovanni in Laterano e Via dei Normanni.
Il famigerato palazzone che molti romani associano a contravvenzioni e tasse da rifondere è da tempo chiuso: ospita solo una filiale del Montepaschi e alcune residenze (presumibilmente per dipendenti della banca). I grandi saloni art decò, con ingresso su Via dei Normanni, sono sbarrati, la lobby è separata dalla strada da pareti in lamiera a tutta altezza, piazzate lì (e aggredite dal criminale racket degli attacchini) per evitare l’ennesima occupazione.
Cosa ne sarà di questo grande edificio? Quali saranno i progetti riqualificazione? Ma soprattutto: ci saranno progetti di riqualificazione? Mittel, storica sgr meneghina, compra per sviluppare o compra per investire, aspettare e poi magari rivendere lasciando nel frattempo l’edificio ed il suo intorno affogare nel degrado? Esiste già un progetto di cambio di destinazione d’uso? E questo cambio verrà correttamente remunerato al Comune? Se il Montepaschi ha guadagnato una fortuna a vendere il palazzo, il Comune guadagnerà qualcosa per cambiarne la destinazione da uffici a residenze e/o ricettivo? E questi potenziali guadagni saranno utilizzati per coprire qualche falla di bilancio o qualche spreco o saranno tutti reinvestiti nell’area Celimontana?
Tutta una serie di questioni che restano sul piatto (ovviamente se qualche lettore sa, parli). L’unico dato incontrovertibile è quello dei mq che sono passai di mano (36mila) e della cifra che è stata sborsata (130 milioni). Significa che, compresi probabilmente garage cantine e soppalchi, l’ex esattoria è stata valutata più di 3600€ al metro quadrato. Significa, dunque, che per guadagnarci qualcosa (molto), chi svilupperà la struttura dovrà puntare tutto su residenze di altissima qualità più che su una struttura ricettiva. Vedremo, sperando che le realtà associative e i comitati dell’area non si ponga strumentalmente di traverso ma puntino a ottenere il massimo beneficio per il territorio. Insomma, invece di dire “NO”, diciamo “SI, PERO’…” dove però sta per “però in cambio del disagio dateci un sacco di soldi per riqualificare il rione, rifare i marciapiedi, contrastare la sosta selvaggia, manutenere il verde e via dicendo.

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categoria: articoli

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Commenti (3)

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  1. sabotage says:

    speriamo bene!

    beh, e che succederà dell’ex inpdap via statilia incrocio con via di santa croce in gerusalemme?

  2. Destino says:

    I soldi dovrebbero servire per costruire una stazione metropolitana lungo la linea C, tra Amba Aradam e Colosseo (Piazza Celimontana?).
    Il Celio ne ha bisogno!

  3. Samanta says:

    Vorrei sapere dove si è trasferita

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