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E purtroppo non c’è scappato il morto

Fermo restando che no riusciamo a capire e dunque ad entrare in empatia con fenomeni come quello degli indignati italiani, squallida e pallida imitazione di una intuizione fresca e intelligente proveniente dalla Spagna e risalente alla scorsa primavera (siamo arrivati presto…), nata come protesta per la situazione economica del paese iberico e contro il governo Zapatero e palesatasi in un mega campeggio in Puerta del Sol della serie “finché non te ne vai noi dormiamo qui”. E Zapatero infatti se ne andò. Non abbiamo dubbi che gli indignati italiani siano gente pacifica, incapace di nuocere e purtroppo incapace di fare anche molte altre cose, compreso farsi venire delle idee, diverse da una manifestazione o dall’occupazione di un teatro, per uscire da una situazione di difficoltà. Ma ancor meno dubbi abbiamo nell’affermare che la situazione che si è venuta a creare era inevitabile. Si sa: se si creano contesti ospitali per i violenti, questi violenti arriveranno. Roma non è Madrid e non è Londra. Non è più un luogo dove poter tenere manifestazioni avendo la pretesa di battezzarle come “pacifiche”. Pacifica un cazzo: la manifestazione è stata un inferno e gli indignati sono quelli che l’hanno organizzata. Questo passa, il resto sono dettagli e dietrologie.

Come dimostreremo, Roma è il luogo perfetto dove chi vuole fare il teppista si trova apparecchiata una tavola imbandita di ogni ben di dio. Si incendiano le macchine, si dice. Già, ma non si dice che a Londra, a Madrid, a New York non esistono le auto parcheggiate ai lati della strada. Non esistono più da anni. Chi ha una vettura la posteggia sottoterra, non in mezzo alla pubblica via. E dunque ci sono davvero poche auto da incendiare in giro. Il fatto che a Via Cavour sia consentita la sosta di vetture è uno scandalo tanto quanto il fatto che queste vetture siano state danneggiate e incendiate. Ma andiamo avanti: i cassonetti. Ne sono stati incendiati centinaia, sono stati usati per realizzare barricate che mentre scriviamo sono ancora “attive” ad esempio lungo la Via Appia. Ebbene, anche qui: Roma è l’unica grande città europea ad avere i cassonetti. Si tratta di orpelli da anni Cinquanta che altrove sono spariti da decenni: si fa il porta a porta, si evita la presenza di minidiscariche (tra l’altro appunto incendiabilissime) ad ogni angolo di strada e si eliminano i problemi di sicurezza e terrorismo. A Roma no, a Roma ce stanno i cassonetti per far felici i black block. Ma andiamo ancora avanti. La sassaiola terribile dei violenti contro le forze dell’ordine. Serci di un chilo l’uno, qui chiamati Sanpietrini, sono stati divelti dal fondo stradale e utilizzati per una pazzesca intifada. Sì, lo avete capito: non ci sono sanpietrini nelle altre città, ne a Parigi, ne a Londra, ne a Madrid, ne a New York ci si può approvvigionare di centinaia di oggetti contundenti in pieno centro urbano. A Parigi alcune strade sono preparate a selciato, è vero, ma è un selciato ben posato, curato, manutenuto. E quando questo è, è impossibile appropriarsi delle pietre che lo compongono. Andiamo avanti con i cartelli stradali, utilizzati ieri per distruggere le vetrine di banche e negozi. Roma è l’unica città nel mondo occidentale nella quale i cartelli stradali sono dischi di latta piazzati su osceni pali in metallo grezzo conficcati alla bell’e meglio nell’asfalto dei marciapiedi. Uno scandalo. A Londra la segnaletica verticale ha subìto un trattamento che ne ha ridotto la quantità in maniera drastica, i pochi segnali che sono rimasti sono pali seri, curati, tra l’altro ciascuno con la sua luce, piantati e murati nel terreno in maniera composta: impossibile divellere senza mezzi professionali. Andando avanti diciamo che quando devono passare poi i soccorsi o quando la polizia deve intervenire, Roma è l’unica tra le grandi città ove si tengono queste manifestazioni ad avere furgoni in sosta selvatica o camion-bar (qui per fortuna vittima di un tamponamento che lo ha danneggiato, alleluja) abusivi piazzati lungo il percorso del corteo come da questo video su Repubblica.it.

Gli esempi potrebbero essere davvero ancora molteplici ma ci fermiamo qui. Ci fermiamo qui e affermiamo una cosa sola: Roma, il centro di Roma, l’Esquilino in particolare, no è nelle condizioni di ospitare manifestazioni. Questo è ciò che bisogna imparare dai fatti di ieri. Ma questo insegnamento non passerà, non essendoci scappato il morto (nel paese le cose vanno così) si continueranno a far passare le manifestazioni per San Giovanni, per Via Merulana, per Viale Cavour colle maghine parcheggiate in mezzo alla strada, per Via Emanuele Filiberto coi camion-bar mafiosi dappertutto. Avanti così. Avanti così anche a dare la colpa ai black bloc, senza considerare che gli mettiamo a disposizione un contesto dove pure Ghandi diventerebbe un violento.

Poi è ovvio che i violenti, in situazioni come queste, li hanno addestrati e inviati dai Servizi (e dunque dal Governo), ma questo è davvero un altro discorso. Resta il fatto che organizzare manifestazioni a Roma è come mettere pedofili a insegnare in un asilo nido. E poi lamentarsi delle conseguenze.

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Commenti (42)

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  1. francesco says:

    Roma è l’unica città europea in cui si gioca con le sigle.
    la manifestazione era organizzata dai centri sociali, i centri sociali sono difesi dalla sinistra perche sono un bacino di voti e di dissenzo al governo.
    vedi genova dove un poliziotto che si difende è diventato un infame e un teppista che tenta di ucciderlo con un estintore un eroe.
    a Londra o Parigi la mamma di giuliani un delinguente non diventava un deputato i giornali a londra o parigi scrivevano che il poliziotto si era difeso da un teppista che voleva ucciderlo a Roma no…
    già è partito il gioco erano violenti stranieri, guardate i pezzi in tv come parlano cosa dicono sono romani,molti della garbatella. quando bruciano il blindato le voci sono inconfondibili sono romani di roma.
    ma se poi come sempre si gioca si nasconde la verità si dice che erano anarchici,stranieri tutto resta uguale.
    l’unica struttura in italia in grado di muovere un esrcito violento del genere è quella dei centri sociali o si isolano e la sinistra decide finalmente di prendere le distanze finisce di difenderli o non cambierà mai nulla.
    poi hai ragione sui pali sui sampietrini e sulle macchine ma il problema è isolare questi violenti,da anni sempre loro che devastano e mettono a ferro e fuoco le città

  2. Andrea2001 says:

    Condivido l’analisi di sessorium per la parte “urbanistica”, non entro nella parte politica che è off topic per questo blog.

    Il problema è che non sarebbe bastato neanche il morto, quello che vedi tu (arredo urbano perfetto per il facinoroso) non lo vede nessuno, sarebbero potute morire 10 persone trafitte dai pali divelti e nessuno avrebbe pensato che forse sarebbe stato il caso di fare pali meglio piantati.

    L’arredo urbano è fuori dall’agenda politica e dalla testa della maggioranza dei cittadini.

    Piuttosto non capisco come facciano i residenti a restare in certe zone di roma come san giovanni tormentate da decenni di manifestazioni e concerti… ma chi glielo fa fa fare? vendessero tutto a buon prezzo e andassero altrove.

  3. Magica says:

    Caro Andrea hai mai pensato che i residenti a San Giovanni e dintorni magari ci sono affezionati a questo quartiere (per altro bellissimo in alcuni punti). Hai mai pensato che la casa che consigli di “svendere”, per spostarsi in altre zone, magari se la sono fatta con sacrifici, ci stanno bene e perché no, gli piace pure! Allora, “peggio per loro”, penserai tu. Ma forse questi residenti non hanno gli stessi diritti degli altri? Non hanno il diritto di godersi il loro quartiere in santa pace ? Se volessi fare un discorso egoistico direi: spostiamo le manifestazioni in altri quartieri. Ma non e’ certo questa la soluzione, bisognerebbe cambiare le teste di chi ci governa, o meglio chi ci governa proprio e permette tutto quello che, in nessun altro paese del mondo, guarda caso, e’ successo! Ma questo e’ tutto un altro discorso…

  4. Andrea2001 says:

    Io non ho parlato di “svendere” ma di “vendere a buon prezzo” che è esattamente il contrario.

    Secondo me si fa prima ad andarsene che ad aspettare che il quartiere e la città cambino, anche perché non si tratta di problemi recenti ma decennali… è la stessa situazione di chi abita in quartieri degradati e periferici, possono aspettare che il quartiere cambi e lottare per cambiarlo ma forse fanno prima ad andarsene. Con la differenza che con i soldi di una casa in periferia al massimo vai a vivere fuori roma, con i soldi di una casa a san giovanni trovi ben altro.

    Sei poi i residenti di san giovani preferiscono restarci è evidente che il posto gli piace nonostante tutto. E’ ovvio che hanno diritto ad un quartiere migliore, ma siamo realistici… avete visto in che città viviamo? e in che paese viviamo?

    Personalmente io non ci comprerei mai casa, ma non lo dico per provocare, lo dico perché non ho speranze che le cose cambino sul breve e sul medio termine.

  5. BASTA says:

    BASTA MANIFESTAZIONI A PIAZZA SAN GIOVANNI! BASTA! BASTA!!!!

  6. Les says:

    Roma è anche l’unica citta in cui gli scontri sono sempre addebitati al Governo…retaggio triste degli anni ’70.

  7. emanuela says:

    è facile parlare quando si ha un lavoro una casa una pensione un futuro una famiglia…. le persone che hanno attuato “violenze” ieri sotto casuccia vostra non hanno niente nella loro vita ne un futuro ne un presente, non sono “black block” (espressione creata dai terroristi professionisti dei telegiornali)sono i ragazzi giovanissimi di questa italia che sono giustamente incazzati e non vogliono sorridere mentre gli viene infilato il cetriolo dell’ipocrisia nel didietro come piace tanto ai giornalisti…chi dice che sono pagati è un ignorante perchè sicuramente non era in mezzo a loro per accertarsene. Il 70 per cento di questi “black block” avevano meno di 17 anni… erano quasi tutti poco piu che bambini….i vostri figli.
    Nessun regime puo essere sconfitto senza combattere.

  8. Riccardo says:

    Come al solito un’analisi lucida ed equilibrata, bravo Massimiliano.

    Che peccato però che,nell’anarchia più totale,non siano riusciti a rompere qualche cartellone abusivo,saccheggiare e bruciare TUTTI i camion bar e magari distruggere qualche furgone degli ambulanti.Per carità, disprezzo terroristi, black Bloc e disobbedienti, però per una volta che dobbiamo subire l’onta dei lanzichenecchi…

  9. Massimiliano Tonelli says:

    Ne hanno giusto imbrattati un paio sull’Appia. Davvero roba di poco. Indirizzassero la loro violenza, se proprio non gli basta farsi le pippe, verso elementi che meritano di essere violentati. Appunto camion bar, bancarelle, prepotenti e mafiosi vari e cartelloni. E invece…

  10. Fabrizio Vienna says:

    Concordo su tutta l’analisi “urbanistica”. Visto che c’erano potevano portarsi via qualche carretto a abusivo

    Per quella politica, vale e varrà sempre la domanda “cui prodest”?

  11. Vedrete che questi camionbar avranno pure la faccia tosta di chiedere soldi pubblici come risarcimento qualora non si riesca ad addebitare in sede civile i responsabili dei danneggiamenti.

    Per la parte urbanistica concordo con Massimiliano, per la parte politica penso invece che questa gente agisca per vendetta nei confronti del parlamento che concede la fiducia al governo (14 dicembre, l’altro ieri). Quindi si può addebitare ad anarchici e centri sociali di sinistra (non a caso si trovano commenti su INDYMEDIA, sui gruppi di yahoo di sinistra, etc.) commenti di compiacimento. E forse anche qualche fascista-nazista. La matematica lo insegna: gli estremi, all’infinito, si toccano.

  12. Caterpillar says:

    emanuela peccato che ogni sanpietrino che tiri non ti aumenta la bustapaga, non è un videogioco (“oooh extra ball, din, din, ora ne tiro un altro e ottengo il bonus 4x”).
    La violenza all’interno delle manifestazioni pacifiche non serve a una ceppa.Pensi che qualcuno ti dia retta?
    Se vuoi fare casino ti organizzi la tua bella manifestazione-combattimento e te la canti e te la suoni, non sfrutti e sputtani le manifestazioni altrui.
    Oltretutto chi ha usato la violenza nei decenni passati non l’ha fatto di certo nelle manifestazioni, quindi:
    a) non sai neanche di cosa stai parlando
    oppure
    b) sei in malafede

    Tanti saluti

  13. Lorenz says:

    Cara Emanuela, come non comprendere il tuo pensiero? Comprendere, ma non condividere Comprendere perchè ho educazione alla memoria, a non dimenticare. Non dimentico il mio impegno e le giornate alla fine degli anni ’70 nelle quali sono stato protagonista della dissobedienza sociale. In quegli anni, a Roma e nel Paese, giornate come quella da voi vissuta ieri erano interminabili: la guerriglia urbana era quotidianità. Ritengo Emanuela di comprendere perchè alla tua, probabile, giovanissima età il disagio sociale incontra spesso il fascino delle barricate. Ma ricorda nel tuo cammino di porti sempre domande, di tenere sempre sveglia la tua coscienza, di coltivare sempre una pericolosa tendenza al ragionamento. Nella dinamica che ha portato agli scontri di ieri vi sono molte anomalie : troppe. Necessita che dinnanzi a delle anomalie tu ti ponga una domanda, che vi poniate come movimento una domanda: cui prodest ? Ciao Emanuela

  14. Si come no says:

    Emanuela, che dire, speriamo che la prossima macchina che bruceranno sia la tua, oppure una bella molotov nella sala da pranzo. Poi per favore dacci le tue reazioni a caldo

  15. grillo says:

    …ma non potevano almeno dar fuoco a qualche SUV cinese parcheggiato in tripla fila e comprato con i traffici illeciti che le amministrazioni stesse permettono?…

  16. ACAB says:

    acab

  17. Andrea Rossi says:

    Condivido la prima e l’ultima parte del discorso di degradoesquilino ovvero quando ironizza sul movimento italiano definendolo una patetica imitazione di quello spagnolo e quando cita un probabile coinvolgimento dei servizi segreti.

    Il discorso centrale invece non lo condivido, se si vuole fare casino invece un modo o l’altro lo si trova, a Genova nel 2001 non c’erano i sampietrini e nemmeno a Seattle nel ’99 eppure anche allora i manifestanti misero a ferro e fuoco la citta’, Roma e’ Roma anche perche’ ha i sampietrini, in Palestina hanno i sassi ed i ragazzini tirano questi sassi contro i carri armati israeliani, volete sapere cosa penso francamente ? Penso che noi romani siamo troppo buoni con chi devasta la nostra citta’, io non abito a San Giovanni ma se qualcuno viene nel mio quartiere per distruggerlo io scendo ed il sampietrino glielo tiro io, la verita’ che Roma e’ la vigna dei coglioni, pensate che se la stessa cosa fosse successa a Napoli i napoletani sarebbero stati cosi’ passivi ?

    Molti degli arrestati non sono romani, c’era gente toscana, altri napoletani etc etc…gente venuta qui per distruggere l amia citta’ con la scusa di attaccare il governo e la grande finanza (cose giuste ma cosa gliene frega a Draghi e Trichet?).

    In altri tempi gli abitanti di San Giovanni sarebbero scesi ed avrebbero preso a calci in culo i manifestanti, oggi siamo tutti imborghesiti e non difendiamo piu’ nemmeno la nostra citta’.

  18. Massimiliano Tonelli says:

    E’ vero che se deve scattare il casino, scatta. Ma torno all’esempio/metafora del pedofilo.

    Se lo metti a fare il bigliettaio del trenino regionale è una cosa, se lo metti a lavorare all’asilo nido è un’altra.

    Roma è la cuccagna per fare certe cose. E il tutto aumenta a dismisura la percentuale che questi fatti si palesino.

  19. Riccardo says:

    Ma non potevano devastare qualche cantiere di
    Caltagirone o Mezzaroma ?

  20. Luigi V, says:

    Questa idea romantica degli abitanti dell’Esquilino e San Giovanni che scendono a prendere a calci i deficienti che devastano il quartiere fa venire in mente i film del neo-realismo… appunto, cosa d’altri tempi. Di senso civile purtroppo ne è rimasto poco, tutt’al più fra i residenti ho notato una certa preoccupazione per la propia “maghina” da mettere in salvo nelle vie laterali.
    Comunque va detto che qui si rischia di essere aggrediti anche solo a lamentarsi per un’auto davanti al cassonetto o ad alzare un braccio in segno di protesta quando si sta per essere investiti sulle strisce pedonali! L’idiota è furioso perché ha dovuto rallentare la sua corsa e in un attimo è capace di scendere dall’auto e sferrarti un pugno in faccia.
    Dal video si vede che c’erano decine di persone intorno al pazzoide che è entrato in parrocchia e ne è uscito trionfante per distruggere una madonnina, ma nessuno è stato capace di fermarlo o di prenderlo a calci. La cosa più logica sarebbe non dare a questi esaltati la possibilità di agire indisturbati, non dar loro la copertura della folla, cosa che gli organizzatori di questo genere di proteste dovrebbero ormai sapere benissimo.

  21. Caterpillar says:

    Capirai lo dici a me che anni fa uno pippatissimo voleva menarmi perchè al suo sfalanare mentre attraversavo sulle strisce, avevo risposto con il gesto di “che cosa vuoi” e lui l’aveva scambiato per un vaffanculo. Spendesse i soldi in occhiali piuttosto che in cocaina.

  22. Livia says:

    Chi ha provato a contrastare quelli che bruciavano le macchine è finito all’ospedale! Non basta la solidarietà di quartiere, ci vuole anche una certa conoscenza delle tecniche di difesa…
    Condivido la tesi per cui l’arredo urbano ben si presta a questi usi. Personalmente sto in affitto, mi dispiacerà lasciare il quartiere ma sto cercando/sperando di comprarmi casa. Alla Pisana.

  23. peppe says:

    La genialata assoluta poi è stata quella di riempire piazza San Giovanni di transenne. Per cosa? Per contenere i manifestanti? Fatto sta che sono diventate armi micidiali in mano ai teppisti, che le hanno usate come teste d’ariete per sferrare attacchi ai fianchi dei blindati di polizia e carabinieri. E le hanno usate come barricate o per fermare la corsa dei blindati mettendole di traverso sulla strada. Che fenomenale pensata che ha avuto chi le ha messe lì, che regalo che ha fatto ai teppisti.

  24. fb64 says:

    Ero tra i partecipanti alla manifestazione di Sabato a Roma perché speravo di trovare migliaia di cittadini stanchi e indignati per una classe politica incapace di affrontare alcunché. Non è stato così. Mi sono subito reso conto che era una manifestazione piuttosto folcroristica con slogan che sarebbe stati già vecchi negli anni ’70. La mia delusione e il mio distacco per quanto stava accadendo mi hanno permesso però di rendermi conto che qualcosa non funzionava.
    1. In via Cavour sono state incendiate le macchine e sono state fracassate le vetrine ben prima dell’inizio del corteo: i responsabili? Alcuni ragazzotti con il casco e vestiti di nero che erano visibili a tutti (e che molte persone hanno cercato di mandare via).
    2. Io non ho proseguito con il corteo ma mi sono spostato in una via laterale e ho raggiunto il Colosseo dove c’erano altri manifestanti (tra cui altri gruppuscoli vestiti di nero e con il casco, ben visibili!) fino a raggiungere, attraverso viale Manzoni, Piazza San Giovanni. In due ore di passeggiata non ho visto agenti della polizia né tantomeno camionette dei Carabinieri.
    Ora, in una manifestazione che si preannunciava critica, dov’erano le forze dell’ordine?
    In altri paesi, diversi dal nostro, ci sarebbe stato uno schieramento imponente, qui, a Roma, il deserto (nonostante si sentissero gli elicotteri che vigilavano dall’altro, non si sono accorti di nulla?).
    Ora alcune considerazioni:
    1. Tutti sapevano della presenza di gruppetti violenti dei centri sociali (ragazzotti benestanti che giocano a fare i guerriglieri al caviale, certi di rimanere impuniti): nessuno li ha controllati, nessuno li ha fermati, nessuno ha impedito loro di fare danni. Perché?
    2. I black bloc (chiamiamoli così) hanno agito indisturbati non con azioni casuali ma con una strategia precisa: nonostante da settimane circolassero su internet parecchie informazioni inquietanti sulla manifestazione perché fanno tutti finta di non sapere?
    3. I poliziotti, i carabinieri e i finanzieri che si sono trovati a San Giovanni a fronteggiare una guerra sono stati mandati allo sbaraglio! Perché e da chi?
    4. Veramente gli apparati dello stato preposti alla sicurezza dei cittadini (compreso il sottoscritto, che aveva appuntamento con amici che normalmente si occupano di arte e cultura, come del resto faccio io)non hanno pianificato, nelle settimane precedenti, delle strategie di intervento e di controllo?
    Se non l’hanno fatto allora le risposte possono essere le seguenti: o sono totalmente ingenui (nella migliore delle ipotesi), o sono degli incapaci (e allora chi li ha messi lì?) o, alcuni di loro, sono in malafede.
    Giudicate voi!

  25. emanuela says:

    La disperazione costringe a percorrere tutte le strade.
    Sappiate che tanti di quelli con il cappuccio nero potevano avere l’età dei vostri figli o, per i più giovani, dei vostri padri.
    Lasciate perdere i colori politici, qui è un problema di tutti.
    Non c’erano stranieri, tutti italiani e quelle che molti di voi chiamano ampollosamente ‘tattiche di guerra’, altro non era che rabbia per chi non riesce più a sognare il proprio futuro.

  26. Matt says:

    ^ Bello avere 16 anni, essere idealisti e far passare atti di violenza dettata dal testosterone come “rabbia”.

    Poi si cresce, e le stesse persone che ieri tiravano i sanpietrini a tutti e tutto si ritrovano imborghesiti nelle loro Mercedes…e solo una questione di tempo, ma si cambia e ci si accorge solo dopo dell’inutilità di quei gesti.

  27. Griffin says:

    emanuela, ma vai a ******

    quelli col cappuccio nero sono dei vigliacchi e basta, dei delinquenti in fieri che si eccitano all’idea di menare le mani e trovano nella retorica paramilitare della guerriglia l’identità che la loro assenza di personalità gli nega; infatti, guarda, sono dei fascisti in pectore che hanno fatto per caso un’altra scelta

    che poi tra loro ci siano infiltrati dei servizi, e che la strategia è quella di fargli fare quello che vogliono perché al governo fa più comodo così, è tanto ovvio che non c’è bisogno di parlarne

    e quanto a chi scrive “acab” come un pappagallo, leggete “acab” di carlo bonini, e poi discutiamo

  28. max44 says:

    fb64,per me è così,o “ingenui o incapaci”comunque da sostituire,capo in testa.

  29. Marcus says:

    x Emanuela del 16/10 12.12

    Dici:Il 70 per cento di questi “black block” avevano meno di 17 anni… erano quasi tutti poco piu che bambini….

    Ecco , appunto, quindi forse il posto migliore per loro è la scuola, oppure l’apprendistato per imparare un mestiere…

    Quando tra 10 anni gli extracomunitari saranno classe dirigenziale, forse molti Italiani capiranno che potevano impiegare meglio il loro tempo e la loro libertà, invece di manifestare contro le banche che non regalano i soldi…

  30. Ragazzi, ma ci fate o ci siete? La polizia non può fermare e convalidare arresti PRIMA che avvenga un determinato reato. Può solo sequestrare armi su perquisizioni basate su gravi indizi. E nella rete è pieno anche di millantatori che poi non fanno niente.

    Di Pietro e Maroni ora propongono di tornare alla legge Reale, quella che regolava l’ordine pubblico negli anni di piombo.

  31. Ovviamente c’è anche stato un errore strategico della Questura nel disporre male le forze di polizia. Tante a presidio del centro storico (teatro degli scontri del 14 ottobre 2010) e poche a San Giovanni e via Cavour.

  32. Leggete un po’ qua che menti criminali…

    http://www.repubblica.it/politica/2011/10/17/news/black_bloc_piani-23345453/index.html?ref=HREA-1

    P.s. Il cantiere di via Emanuele Filiberto va immediatamente sgomberato se non c’è intenzione di concludere i lavori!

  33. barney says:

    “Questa idea romantica degli abitanti dell’Esquilino e San Giovanni che scendono a prendere a calci i deficienti che devastano il quartiere fa venire in mente i film del neo-realismo… appunto, cosa d’altri tempi”

    ..e sarà pure romantica e d’altri tempi, ma una mazza da baseball mica è tanto difficile da reperire. Del resto la legittima difesa è prevista dal codice penale. Dovremmo cominciare ad organizzarci. un paio di centinaia di mazze da baseball, imborghesite quanto ti pare, risolverebbero ogni problema.

  34. fb64 says:

    x Traffico Matto 17/10 15:42

    In via Cavour molti hanno visto il gruppetto che ha incendiato le macchine (ecco il reato!) peccato che non ci fossero forze dell’ordine.
    Errore strategico della Questura?
    Mi sembra un errore gravissimo!

  35. il martello says:

    ma esiste un comitato che si ponga come obbiettivo quello di non far disputare mai più nessun tipo di manifestazione a SAN GIOVANNI ?e con nessun tipo intendo anche il concerto .Perchè se non esiste andrebbe urgentemente creato

    saluti

  36. ACAB says:

    acab acab acab acab

  37. Anonymous says:

    do la mia solidarietà a Marco Pannella , minacciato e umiliato dagli indignati…..con tessera del PD in tasca !

  38. Andrea Rossi says:

    x FB64

    Caro amico, alcuni dei tuoi dubbi sono legittimi ma non vorrei che si girasse la fritatta, chi ha devastato Roma non erano i poliziotti ma alcuni appartenenti a centri sociali ovvero gente con una ben determinata ideologia, cosa sarebbe successo se quel carabiniere all’interno del furgone incendiato avesse sparato ed avesse colpito qualcuno di quei teppisti ? Apriti cielo…insomma e’ troppo facile dare sempre la colpa agli altri ed in particolare ai poliziotti (che non sono ne santi ne senti da colpe).

    Perche’ non si fa mai mea culpa ? Perche’ invece di accusare sempre le forze dell’ordine non si accusano anche i tanti intellettuali e giornalisti e politici che predicano l’odio la mattina mentre il pomeriggio se ne stanno caldi caldi rintanati col culo al caldo ?
    Dove sono i vari giornalisti che hanno pompato odio per anni stando appresso alle puttanate Berlusconiane ? Ora dovrebbero quantomeno pagare gli avvocati agli arrestati…

    Troppo facile negare l’evidenza e scaricare la colpa su servizi segreti e sulla polizia (che ripeto non sono esenti da colpe).

    Bisogna ammettere le cose come stanno: a sinistra c’e’ molta piu’ intolleranza e violenza di quanto si voglia far credere, solo a titolo di esempio v’invito a vedere quello che hanno detto e fatto a Marco Pannella un politico che non ha la mia simpatia ma che e’ stato insultato pesantemente ed a cui e’ stato sputato in bocca, chi gli ha sputato in faccia e chi lo ha insultato non erano ne poliziotti ne “agenti infiltrati” ma normalissimi militanti ed elettori di sinistra, bisogna dirle queste cose e non nascondere la testa sotto la sabbia.

    Lo dico io che condivido moltissimo delle ragioni della manifestazione ma che la tempo stesso giudica perfettamente idioti troppi militanti della sinistra e dei centri sociali.

    Andrea Rossi

  39. Caterpillar says:

    Per quello che si crede furbo a prendere il traghetto in posto ponte per non farsi riconoscere: se solo aveva un cellulare in tasca, ora che ha detto al mondo intero che faceva la staffetta Brindisi-Grecia, basta che i servizi vadano a vedere i tracciati delle celle dei cellulari ed eccolallì che è bello che fregato.
    Cmq sia come ribadito mille volte, non c’è niente di eroico nel bruciare le macchine della gente e nel fare guerriglia coperti dal numero di altre persone che stanno lì per ben altro.

  40. O' Sistema è MARCIO says:

    Non c’è niente di inquietante in una storia che si ripete sempre con lo stesso copione da molti, troppi anni, per quanto riguarda le manifestazioni.
    Non credo che 200.000 persone siano contente di essere state espropriate del diritto di manifestare..basta farsi un giretto sui forum.
    A qualche giovane o a qualche smemorato rivolgo l’invito di documentarsi su ciò che accadde il 12 maggio 1977 su Ponte Garibaldi a Roma.
    Concordo che bisognerebbe inventarsi nuovi modi creativi e nonviolenti di manifestare ma il problema delle “frange” è sempre esistito e non può far passare in secondo piano le motivazioni della nascita di un nuovo movimento in tutto il mondo.
    Documentatevi accuratamente, ma non sui siti dei centri sociali..consultate un pò di statistiche economiche e scoprirete che negli ultimi anni la ricchezza prodotta è divisa di nuovo in modo scandalosamente diseguale.
    L’ideologia delirante del precariato a vita, la distruzione dei diritti dei lavoratori,la negazione del diritto al lavoro, l’immenso potere accumulato dai gruppi finanziari che condizionano l’andamento dell’economia mondiale anche con le folli speculazioni in Borsa VI SEMBRANO ARGOMENTI DI POCO CONTO?
    Io non sopporto la violenza ma trovo veramente incredibile che la veemenza e la passione con cui si discute dei fatti di Roma non si manifestino quando muoiono 4 operaie pagate 4 euro l’ora, quando si sfruttano selvaggiamente braccianti africani nelle campagne, quando si vedono prostitute-bambine SCHIAVE alla luce del sole..I violenti vanno isolati, è giusto!
    Ma nessuno isola i criminali sfruttatori.
    Ogni tanto qualche ora di indignazione mediatica e poi tutto resta come prima.
    I giovani di tutto il mondo vogliono un futuro..e non spariamo cazzate tipo si mettano a studiare: la figlia di una mia amica,laureata a pieni voti ha fatto uno stage di 6 mesi in una Banca GRATIS.
    Dovrebbe essere contenta?

  41. roberto says:

    Per Francesco:
    Non generalizzare; la sera stessa ho visto i ragazzi dello spazio su via Carlo Felice, che è un centro sociale credo, prendere scopa e ramazza e liberare la strada, perchè l’ama tardava. Hanno spostato i cassonetti che erano stati messi in mezzo, tolto tutto, e allertato l’acea per intervenire su un bocchettone dell’acqua utilizzato dalla polizia e lasciato per ore gettare un enorme quantitativo di acqua in strada. Ho assistito curioso a questa scena, che si è conclusa con gli operatori che entravano là dentro, probabilmente per ristorarsi.
    Non so, avrei voluto sapere quali erano i loro commenti con gli operatori di acea, cosa dicevano quei ragazzi di quella giornata.
    Tutto questo non per incensare nessuno, ma per dire che generalizzando e dicendo “sono stati quelli dei centri sociali” si etichettano persone che magari hanno tutte le loro ragioni per manifestare, anche mio figlio era in piazza, e non è detto che lo fanno sfasciando tutto perchè sono di un centro sociale; e una volta messa l’etichetta si giudica solo in base a quella. Poi forse mi sbaglio, e ne sapete di più, o avete ragione e son tutti uguali. Ma il teppismo di sabato verso il nostro quartiere è intollerabile, e posso capire il risentimento, ma ha anche oscurato le ragioni di tutti quelli che violenti non erano, avevano le loro ragioni per essere indignati, e stavano manifestando. Chissà se anche nella componente pacifica c’erano “quelli dei centri sociali”?

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