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Ma un sindaco che ha distrutto una città come Roma, può avere tutto questo spazio sui media?

Aho, saremo ingenui noi, per carità, ma davvero non capiamo come possa essere che in questi giorni Giovanni Alemanno, il sindaco che ha sistemato Roma come uno slum di Nairobi, possa apparire sui giornali come individuo in grado di dare la linea al Pdl, di esprimere il suo parere sul governo di oggi e di domani, di influenzare decisioni e congressi o, addirittura, di concorrere per la leadership del suo partito.
Ma che razza di paese siamo? Vabbene che non esiste la meritocrazia, manco lontanamente, ma qui si tratta di gente che ha governato talmente male una città da rendere irrecuperabili i propri errori se non dopo anni e anni di cure. Sosta selvaggia, cartelloni, parentopoli, ambulanti, corsie preferenziali, ztl, pulman turistici e molto, molto altro sono sciagure alemanniane che la capitale del paese si porterà dietro per decenni. E lo fanno parlare. E pubblicano le sue dichiarazioni. E lo pongono, mediatamente, come persona degna di una qualche autorevolezza. Trasecoliamo.

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categoria: la nota

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Commenti (34)

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  1. Chi diventa sindaco di Roma vince a lotto nella politica nazionale. Vai a capire perché…Rutelli 2011, Veltroni 2010, ci manca pure Alemanno 2013.

  2. *Veltroni 2008

  3. Anonymous says:

    Traffico Matto, è interessante questa analogia tra Alemanno e Veltroni: dopo un disastroso governo nazionale (allora fu Prodi, oggi Berlusconi) viene candidato uno che ha governato scandalosamente la capitale sapendo che comunque perderà (onestamente, il centrosinistra aveva pochissime chance 3 anni fa, e poche ne avrà il centrodestra tra 2 anni). Contenti loro…

  4. *Rutelli 2001. Avessi scritto una sola data correttamente :)

    Ma infatti, caro anonimo, porta pure jella essere candidati dopo aver governato lo schifo di Roma.

  5. Anonymous says:

    Roma è una città importante ed è ovvio che se ne occupino i media. Capita anche a Milano. L’errore di fondo è il tuo, quando dici se è giusto dare tutta questa visibilità sui media intendi dire che è un fatto positivo. Perchè mai dovrebbe essere positivo scusa ? ovvio che il sindaco di Roma finisca sui media . Ci finisce pure Paolini !

  6. Marcus says:

    Comunque bisogna dire che Alemanno, come ministro dell’agricoltura era decorosissimo. Probabilmente fu spinto a candidarsi a sindaco di Roma,nemmeno senza troppa convinzione…

  7. Marcus says:

    Comunque bisogna dire che Alemanno come ministro dell’agricoltura era decorosissimo. Probabilmente fu spinto a candidarsi a sindaco di Roma neppure con troppa convinzione. Prima che, negli ultimi mesi pre elettorali, ci fosse un’esacerbazione dei crimini commmessi da rumeni, la destra aveva infatti ben poche chance di vincere.
    Probabilmente anche “il barese” non chiede di meglio che ritornare in qualche ministero…

  8. Anonymous says:

    sicuramente la questione sicurezza è stata fondamentale per l’elezione di Alemanno (soprattutto nelle periferie completamente abbandonate). però non dimentichiamoci che gli errori di veltroni furono molteplici non per niente la sua opposizione al governo è durata solo un anno.

  9. Cordolo says:

    Veltroni aveva almeno dalla sua parte i numeri della rielezione del 2006 (65% mi pare).

    Alemanno su quale consenso conta?
    È la prova che il PDL è alla frutta.

  10. Caterpillar says:

    Alemanno ha vinto perchè:
    - è stato Rutelli a non essere stato votato da molti di quelli di sinistra (voto di protesta);
    - ha vinto per la campagna terroristica sugli immigrati, prendendo voti anche da sinistra (lo so, conosco gente che l’ha fatto)
    - Sinistra e Libertà ha boicottato Rutelli alle ultime elezioni

  11. E non consideri anche che è stato anche un voto di protesta contro la poco efficiente (eufemismo) giunta Veltroni nei confronti del degrado.

  12. Andrea Rossi says:

    Alemanno ha vinto per svariati motivi:

    1) innanzitutto molti romani non hanno gradito il fatto che Veltroni abbia abbandonato la citta’ per far carriera a livello nazionale

    2) Cementificazione indiscriminata della citta’ con creazione di ulteriori quartieri dormitorio (ponte di nona su tutti).

    3) Creazione di decine mega centri commerciali che hanno mandato sul lastrico migliaia di piccoli esercizi commerciali.

    4) Dilagare a Roma del commercio abusivo in particolare su alcune vie (via boccea, viale marconi, via cola di rienzo…)

    5) Dilagare a Roma di fastidiosi questuanti, lavavetri etc etc…

    6) Esagerata politica del panem et circenses che davano l’impressione soprattutto agli abitanti della periferia di essere cornuti e mazziati

    7) Ultimo ma non ultimo il problema della sicurezza che e’ stato forse il fattore piu’ determinante della vittoria di Alemanno.

    Ultime considerazioni: e’ vero che SEL ha boicottato Rutelli cosi’ come e’ vero che anche molti ex elettori di sinistra (come me) non ne potevano piu’ del cosidetto centrosinistra.

    Questi sono stati a mio parere i motivi che piu’ di altri hanno determinato la sconfitta della sinistra, CIO’ NON SIGNIFICA CHE ALEMANNO ABBIA FATTO BENE ANZI E’ PROBABILE CHE ALEMANNO PERDA LE PROSSIME ELEZIONI PIU’ O MENO PER GLI STESSI MOTIVI CHE LO PORTARONO ALLA VITTORIA.

  13. Cordolo says:

    Secondo me i negozi chiudono perchè le strade di Roma fanno schifo, non perchè esistono i centri commerciali.

    Al centro commerciale c’è Zara, H&M, altri vari tipi di negozi di abbigliamento che mancavano in città.
    Cosa vendono i commercianti romani? O roba di lusso o roba da coatti. Non fanno lo scontrino. Parcheggiano in doppia fila davanti al negozio. Protestano contro le preferenziali. Che mobili si vendevano a Roma prima che arrivasse l’Ikea?
    SCUSAMI TANTO SE VADO AL CENTRO COMMERCIALE.

    Io sono a favore dei piccoli negozi, ma non delle mafiette romane come quella dei bottegai.

  14. Andrea Rossi says:

    Cordolo mi dispiace ma sei in errore, i centri commerciali e la grande distribuzione sono i primi responsabili del genocidio commerciale che e’ avvenuto negli ultimi 10 anni, soprattutto le grandi catene (Ikea, Toys, Coop…) hanno fatto chiudere centinaia di mobilifici, decine di giocattolai, centinaia di negozi di alimentari, a molti romani i centri commerciali piacciono ed i gusti non si discutono ma e’ un fatto che i centri commerciali causano la desertificazione commerciale dei quartieri limitrofi, questo d’altra parte e’ un fenomeno ben conosciuto e gia’ ben studiato, in Francia ad esempio si e’ da tempo cercato di porre rimedio come dimostro’ la puntata di Report dedicata a Roma e mandata in onda 2 o tre giorni dopo la vittoria di Alemanno.

    Oltretutto il grido d’allarme contro i mega centri commerciali viene da anni anche dalle organizzazioni dei commercianti tra cui la Confesercenti che ha anche fatto uno studio sul saldo occupazionale, uno studio che ha confermato cio’ che e’ abbastanza intuitivo ovvero che per ogni nuovo posto nella grande distribuzione se ne perdono 5 nei negozi tradizionali.

    Ripeto ognuno ha i suoi gusti ma E’ UN FATTO CHE I NEGOZI DI VICINATO ABBIANO CHIUSO SOPRATTUTTO (NON SOLO OVVIAMENTE) A CAUSA DELLE APERTURE INDISCRIMINATE DI MEGA STRUTTURE.

    C’e’ da dire inoltre che durante gli anni del centrosinistra i centri commerciali si sono concentrati soprattutto nella parte est della citta’ mentre la parte ovest e’ stata lasciata relativamente tranquilla.

    Da parte mia sono contento dell’apertura dei centri commerciali, infatti da quando ci sono questi moderni ecomostri ho la fortuna di passeggiare nel meraviglioso centro della mia citta’ senza essere attorniato da coatti in preda ad attacchi di shopping compulsivo…

  15. Andrea Rossi says:

    p.s.: i mobili italiani non hanno nulla da invidiare alle schifezze svedesi dell’Ikea, va bene che i gusti sono gusti ma a tutto c’e’ un limite, anche alle mosche piace la merda cio’ non significa che la merda sia buona.

    In quanto a bravura gli artigiani italiani (cosi’ come i cuochi…) non hanno nulla ma proprio nulla da invidiare a nessuno e non lo dico io ma la storia e l’arte.

  16. Massimiliano Tonelli says:

    Spiacente Andrea Rossi, ma rispetto a quello che dci è vero esattamente il contrario. Una delle cose più pericolose, quando si analizza una città, è confondere le cause con gli effetti.

    La gente va al centro commerciale. Anche non per comprare, banalmente -ormai- per fare una passeggiata. Ma questo perché? Non si può solo dare la colpa all’ignoranza, all’abrutimento del popolino. La gente va al centro commerciale perché quello è un posto dove i negozi sono ben visibili, la strada dove sia affacciano è pulita, sicura, non presenta rischi di sicurezza (scippi) ed, attenzione, pedonale. Sulla strada non ci sono oscene vetture in sosta ne in transito. Le macchine sono alloggiate nel parcheggio sotterraneo.

    Ecco cosa cercano le persone quando vanno a fare una passeggiata per negozi:

    pulizia
    sicurezza
    arredo urbano di buon livello e manutenuto
    no-caos
    no-inquinamento
    no-traffico
    no-problemi di parcheggio

    Questo è quello che dannoi centri commerciali ed è quello che le grandi arterie commerciali del centro non possono dare a causa del cervello dei bottegai.

    La maggiorparte di loro, addirittura, non solo subisce una situazione di degrado che fa fuggire i clienti a gambe levate, ma la crea. E’ pieno di commercianti che posteggiano, in sosta più o meno illecita, la loro auto davanti alle vetrine del loro negozio rendendolo invisibile ai passanti e inospitale per chi dovesse fermarvicisi.

    Dare la colpa del fallimento di questi “signori” ai centri commerciali significa confondere la causa con l’effetto. I centri commerciali hanno avuto successo e si è creata in particolare a Roma una domanda eccessiva di questi luoghi di commercio “protetto” PROPRIO PERCHE’ il commercio al dettaglio attuava politiche fallimentari e si autodistruggeva.

    Finché i commercianti non cambieranno mentalità, l’auspicio di tutte le persone degne di raziocinio è che falliscano tutti. Tutti.

  17. Renzo says:

    “In quanto a bravura gli artigiani italiani (cosi’ come i cuochi…)”

    Scusa Andrea, ma questo è veramente un clichè trito e ritrito…

  18. Non c’è paragone sulla qualità dei mobili italiani rispetto quelli dell’IKEA.

    Per il resto non so cosa sia causa e conseguenza. Di certo i centri commerciali non si costruiscono da soli (serve un PGT).

  19. franci says:

    se il centro di Roma fossecompletamente pedonalizzato dalle 10 alle 19, adeguatamente sevito dai trasporti pubblici, da navette da e per parcheggi limitrofi alla prima periferia e neanche troppo vicini, pulito, dotato di luoghi di sosta liberi e di ristoro curati ed onesti, controllato e sicuro, ecco, il centro di Roma sarebbe in miglior centro commerciale immaginabile.
    stesso discorso vale in genere per tutti i poli più o meno commerciali dei quartieri limitrofi (piazza re di Roma, via Cola di Rienzo …), nonchè per le strade minori di quartiere.
    io li detesto i centri commerciali, sono brutti, amorfi e rumorosi, ma effettivamente capita che ci vada perchè mi stresso meno e faccio prima che andare in centro. paradossale

  20. Fabrizio Vienna says:

    Io non ho nessuna intenzione di adottare un bottegaio e la sua famiglia, se i prodotti che vende li posso trovare a prezzo piu’ vantaggioso, se posso muovermi in un’area dignitosa, pedonale, sicura e non caotica. Certo se mi devo comprare una scrivania Luigi XVI non vado da IKEA. Ma per il resto caro il mio boteggaio, o ti decidi a smettere di fare lobby a favore del traffico e della sosta selvaggia, di cui tu e colleghi siete i primi artefici, oppure per quanto mi riguarda potete morire di fame tutti.

  21. decoro says:

    Strade come Via Appia, via Cola di Rienzo, viale Marconi e tante altre potrebbero essere dei bellissimi boulevard commerciali. Dato che sono tutte ben collegate, basterebbe mantenere una sola corsia per il traffico e tutto il resto pedonale, pieno di alberi, panchine e buon arredo urbano. Tanto a forza di doppie file, queste strade sono GIÀ a una sola corsia.

    Oggi come oggi sono piene di macchine in sosta selvaggia, parcheggi al centro della strada (solo a Roma e Skopije ormai), cartelloni, spazzatura, marciapiedi larghi poco più di un metro.

    Finchè questa situazione non cambierà, i commercianti romani possono pure mettere una croce sopra la loro attività. C’è anche la crisi e io non mi disturbo a passeggiare in mezzo alla merda per comprare una maglietta.
    O vado al centro commerciale, o vado nelle zone pedonali del centro storico di Roma – che mantengono una loro decenza.

    I negozianti delle cosiddette strade eleganti e commerciali di Roma per il momento possono fare a meno di me.

  22. Federico says:

    Non voglio fare il moralista, ma i discorsi da “radical chic” di alcuni di voi mi hanno davvero stufato !
    Allo stato attuale vivo con 800 euro di stipendio e la società per cui lavoro tra due mesi chiuderà i battenti, pertanto sono già alla ricerca di un altro lavoro ma non è così facile trovarlo.
    La mia compagna è disoccupata da mesi, ha trovato un nuovo lavoro inizierà tra un mese ma essendo un negozio di nuova apertura il contratto e lo stipendio saranno purtroppo subordinati agli incassi che ancora non si è in grado di stimare…

    Allo stato attuale dovendo risistemare l’arredo di una casa, mi spiegate come avremo fatto a rivolgerci agli arredatori italiani ???

    Qualche giorno fa sono passato su Via Anastasio II e ho notato che un negozio vendeva cucine a non meno di 7000 euro…

    In una condizione economica come la nostra i soldi chi ce li da ??? Io non voglio prestiti da nessuno, voglio tirare avanti con le nostre forze e soprattutto non voglio fare debiti con le banche…

    Quindi, al bando le vostre idee e quantomeno per questo periodo economico, fatemelo dire 100 100 1000 Ikea !!! W l’Ikea !!!

    Se poi avete la possibilità economica di acquistare mobili di qualità italiana a prezzi alti, o magari cucine Salvarani da 75mila euro sono strafelice per voi !!!

  23. Marcus says:

    I centri commerciali sono massificanti, tutti uguali, ma non si puo’ negare che offrono la possibilita’ di parcheggiare civilmente l’auto e di passare da un negozio a l’altro usando solo i pedi o al massimo le scale mobili…Poi c’è grande scelta di merce.
    In sostanza, se mi serve un litro di latte vado sotto casa a piedi. Se mi servono vestiti o altro vado al centro commerciale, parcheggio e faccio tutto a piedi…
    Per quanto io voglia aiutare il commercio di quartiere, francamente non si è invogliati ad entrare in quei negozi con 20 macchine in doppia fila davanti ed il proprietario che fuma davanti all’entrata con aria incazzata. Appena entri ti pressano per farti comprare ed ovviamente la scelta è molto più limitata che non al centro commerciale. I prezzi spesso sono tutt’altro che favorevoli…

  24. franci says:

    federico:
    sono un’architetto e principalmente mi occupo di abitazioni private.
    i mobilieri italiani realizzano da sempre e quasi sempre splendidi oggetti di eccellenza che spesso nel tempo diventano “classici”, affidandosi ai migliori progettisti internazionali. oggetti che hanno costi e prezzi elevati o elevatissimi dovuti alla ricerca, a sofisticati processi produttivi, al sistema di vendita eccetera. oggetti che solo pochi possono permettersi.
    ikea si affida anch’essa a progettisti eccellenti, con preferenza per quelli giovani e scandinavi, e realizza oggetti gradevoli con soluzioni molto spesso fantastiche, attettendo i costi semplificando i processi di produzione, di diffusione, eccetera.
    non per niente è definito il design democratico.
    dal mio punto di vista ikea ha anche il merito di aver educato e modificato il gusto medio italiano che fino a 10 anni fa era ancora legato a modelli di casa antiquata anche tra persone giovani, che ambivano a arredi “in stile” quando non erano realmente “antichi”. i mobili ikea si possono anche reinventare, lavorando su pareti e soluzioni, abbattendo l’effetto omologazione.
    e ti assicuro che nella maggior parte delle case radical chic progettate a misura è presente qualcosa di ikea.
    buona fortuna

  25. Secondo me, infatti, il problema di Ikea è la qualità, non il design che è effettivamente buono (mi piace la definizione “design democratico” e concordo che ha aiutato a svecchiare l’arredamento). Ho parecchi mobili di Ikea e tutti si sono rovinati in poco tempo. Il vecchio detto chi più spende meno spende è sempre valido. Non comprerò mai più mobili da Ikea. Magari le altre cose sì, ma i mobili mai più.

  26. Federico says:

    Fortunatamente il grosso dell’arredamento in casa già c’era, però faccio un esempio pratico, ci occorreva una scarpiera…nei negozi italiani costava non meno di 180/200 euro, per scendere intorno ai 100/120 di Mondo Convenienza e quelle diciamo buone di Ikea…poi sempre da Ikea ho trovato la Trones a 25 euro, che purtroppo è di plastica…
    Dato il periodo oscuro, purtroppo ho preferito spendere 25 euro per una scarpiera di plastica, che sono cosciente non sarà eterna, che spenderne una media di 150 per un acquisto di qualità superiore…la differenza rimane da parte per far fronte a eventuali emergenze per cui potrei avere bisogno di denaro…

    Faccio infine presente, che, grazie alla decrescita tutto sommato felice (abolite cene fuori, abolito cinema, abolito pranzo in tavola calda in giorni lavorativi ecc), con 800 euro al mese in due riusciamo ad arrivare a fine mese senza fare debiti…

  27. sessorium says:

    Ue allora l’unico fesso sono io che l’ho presa di plastica (dei marchigiani di Emporium), ma l’ho pagata comunque cara!!!

    A parte gli scherzi, sono d’accordo sul discorso di Ikea, se uno quattrini non ne ha c’è poco da fare: e Ikea è una salvezza senza doversi abbandonare al cattivo gusto. Mentre se uno ha qualche euro, beh, allora subentra il detto del chi più spende meno spende, dunque sono d’accordo con l’altro lettore.

    Per il resto… fighissima la decrescita felice di Federico. Il mio consiglio è sempre però quello di mettere un paio di pizzerie in più al mese la sera (quelle buone) e vendere l’auto!

  28. Federico says:

    Dammi tempo Sessorium, nella speranza che il prossimo lavoro sia a portata di mezzi pubblici, la vendita dell’auto potrei prenderla in serissima considerazione…se poi il comune piazzasse un parcheggio bike sharing vicino casa, senza obbligarmi a fare un kilometro e mezzo per prendere l’auto a noleggio, tutto sarebbe più facile !!!
    Inoltre il nuovo lavoro della mia compagna fortunatamente sarà a 300 metri da casa, quindi altra necessità in meno di avere la macchina !!!

  29. Federico says:

    Ho sbagliato, intendevo car sharing…

  30. Andrea Rossi says:

    A me l’Ikea fa letteralmente schifo ma riconosco che si tratta di questione di gusti, ma quello che mi fa schifo non e’ tanto il mobile ikea (in fondo vanno dentro le case private e quindi non si vedono…) ma il fatto che queste potenti multinazionali omologhino l’intero occidente ed annullino le culture locali che spesso hanno prodotto e producono cose molto ma molto migliori di quelle prodotte (o importate) da queste grosse catene.

    Quello che non mi piace e’ poi l’enorme flusso di traffico automobilistico che questi moderni ecomostri generano, in ogni posto dove ci sono questi templi del consumo ogni fine settimana c’e’ il caos e questa non e’ un’opinione ma un fatto.

    Quello che non mi piace di questi centri commerciali e’ spesso l’aspetto esteriore, tranne rare eccezzioni sono squallidi casermoni di cemento che abbruttiscono la nostra citta’.

    E’ vero che molti bottegai hanno fatto molto per allontanare la clientela ma dire che i negozi sono falliti perche’ i negozianti erano scortesi o facevano prezzi alti e’ una panzana enorme, il mondo attuale nonostante la crisi e’ un mondo iperconsumista dove anche il piu’ morto di fame cambia cellulare ogni anno (tranne rare eccezioni), il fatto e’ che la gente oggi vuole tante cose piuttosto che una cosa di buona qualita’ e quindi preferisce due mobili merdosi di Ikea piuttosto che un buon mobile artigianale (cosi’ come c’e’ gente anch ebenestante che mangia la merda dei discount).

    Qualcuno contestava anche il “luogo comune” secondo cui in Italia ci sarebbe la cucina migliore del mondo, di fronte a tale affermazione ho poche parole se non quella d’invitare gli scettici ad andare magari in una trattoria umbra e farsi una bella mangiata, poi mi dira’ se preferisce ancora la cucina cinese o mcdonald alla nostra cucina che ripeto e’ la migliore al mondo (e lo dico dopo aver girato modestamente l’europa…).

    Riguardo a chi mi accusava di essere radical-chic ribalto totalmente l’accusa visto e considerato che sono stati proprio i radical-chic Veltroniani che hanno permesso alla multinazionale svedese di invadere Roma, inoltre e’ proprio la grande distribuzione che ha determinato spesso i bassi stipendi attuali, mio padre ha fatto il commesso in un piccolo negozio di alimentari e ci si e’ comprato casa con quello stipendio, oggi le grandi catene hanno molta influenza sul ceto politico ed hanno quindi la possibilita’ di farsi fare le leggi su misura, oggi un commesso di una grande catena di supermercati fa la fame.

    Ripeto poi che il saldo occupazionale e’ negativo come ha dimostrato uno studio di Confesercenti e come dimostra l’intuito.

    Comunque ognuno e’ libero di far male al proprio paese come crede, d’altronde l’Italiota non ha sentimenti d’appartenenza ne orgoglio, abituato com’e’ ad essere suddito di chiunque, l’Italia ancora oggi e’ una colonia e l’Italiota non ha un decimo dell’orgoglio dei baschi o dei corsi, sudditi siamo e sudditi resteremo.

    Ripeto comunque che sono contento che i centri commerciali siano pieni durante il fine settimana, cosi’ mentre i maniaci da luci al neon si rinchiudono io passeggio per la mia citta’ svuotata di coatti e mi godo le splendide giornate autunnali della mia citta’ e le sue meravigliose opere d’arte.

    I gusti sono gusti, c’e’ gente a cui piace l’Ikea e gente a cui piacciono le bancarelle, a me piaccioni i bei negozi, ordinati, puliti e magari con belle insegne, aborro i negozi di frutta gestiti male dagli immigrati, aborro il commercio abusivo, aborro i furgoni delle bancarelle ed aborro gli osceni mega centri commerciali.

  31. Caterpillar says:

    Ridete per non piangere. Ah i commenti poi…
    http://www.romatoday.it/politica/consensi-alemanno-sondaggio-ipso.html

  32. Federico says:

    Il 57% dei romani promuove Alemanno ??? Mi sembra un sondaggio comprato a scopo autopromozionale…è impossibile che il 57% dei romani sia così co***one da promuoverlo…

    Riguardo Andrea Rossi: condivido la tua opinione, ma la mia purtroppo è dettata da questo momento, permettimi il termine “di merda” dove non gira un soldo ma bisogna tirare avanti la carretta ugualmente…condivido con te che non è piacevole l’omologazione dell’arredamento tra nazioni e condivido pure che il saldo occupazionale resta cmq negativo…in ogni caso, per chiudere il discorso, a parità di qualità preferisco comprare la frutta al discount che dal romeno o dall’egiziano che non mi fa lo scontrino e invade il paese guadagnando sull’evasione fiscale, la mancata igiene ecc…

  33. IPSO è un’azienda demoscopica seria. Non sottovaluterei il dato e, tantomeno, non ci riderei sopra pubblicamente perché genera l’ “effetto tifoseria”.

    Per il resto concordo con Andrea Rossi. Anche io preferisco comprare di meno ma di qualità (lo dice sempre pure Tonelli che è meglio mangiare di qualità) e spesso guardo anche la manifattura, preferendo il made in Italy.

  34. Anonymous says:

    ma che discussione è diventata ? i centri commerciali sono luoghi non luoghi che effettivamente possono portare un guadagno in termini di spesa ma distruggono un intero quartiere economicamente ! Un negozio accanto ad un centro commerciale chiuderà ! Punto e basta.
    Amzon faceva sconti sui libri fino al 40% e lo stato è corso subito in aiuto delle librerie (soprattutto mondadori e feltrinelli).

    Traffico matto,dove mangi di qualità ? cibo biologico ? lo facciamo tutti…non per niente lo consigliano tutte le tv e tutti i giornali .

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