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Ma quale lotta a tavolino selvaggio, il Primo Municipio sta facendo una operazione concettualmente insensata e dannosa

Ciò che il Primo Municipio sta continuando a fare con i Piani di Massima Occupabilità per le vie del centro storico è stupido, ideologico, dannoso. Impensabile in qualsiasi città d’Europa. Roma, nonostante il clima incredibilmente mite nonostante gli ultimi anni…, è l’unica città d’Europa dove si cerca di far di tutto per non far star bene gli avventori di bar e ristoranti. Dove si cerca di lasciare un pessimo ricordo ai turisti. Dove si impedisce ad imprenditori e esercenti di guadagnare e di più e dunque di pagare più tasse (si spera), di assumere più personale.
Roma è l’unica città dove, per pura ideologia, viene considerato nemico pubblico numero uno il tavolino all’aperto. Signori: il tavolino all’aperto! Non il degrado, non le vetture in divieto, non le affissioni abusive, non il pressappochismo dell’arredo urbano. No. Il tavolino dove ciascuno può sedersi a bere un giornale, sorseggiare un caffe, svolgere un piacevole appuntamento di lavoro.
Oggi il Primo Municipio ha approvato per fortuna solo 10 nuovi piani di massima occupabilità. Delle sorte di patetici piani regolatori che dicono quante occupazioni di suolo pubblico possono esser presenti in una data via o piazza. Senza nessun criterio di qualità, senza imporre un design coordinato, senza aumentare –come sarebbe corretto- il costo delle occupazioni. Niente, solo limiti.

I tavolini devono sgombrare. Perché? Perché occorre fare posto alle auto. Pensate, e qui si tocca il ridicolo, che la delibera impone dei limiti alle OSP niente meno che di Via Giulia. La strada più bella del mondo è asserragliata in mezzo ad una fila doppia di vetture posteggiate abusivamente. Uno scandalo di proporzioni mondiali. Eppure il Municipio a cosa pensa? A quattro tavolini. Ma a voi Via Giulia piace più così, autorimessa all’aperto atroce e impunita, o piacerebbe di più piena di vivaci caffe, con dei dehors magari di eccellente design in stile o contemporanei? Naturalmente la domanda non vale per i residenti di Via Giulia che vogliono il silenzio sotto le finestre e l’auto davanti al portoncino, come se invece che nella via più significativa del Rinascimento abitassero in una cazzo di villetta a schiera di Sacrofano.

Un altro esempio? Piazza della Malva. È una Piazza di Trastevere che nessuno conosce. Perché? Perché non è una piazza, tanta è la sosta selvaggia che la circonda non è neppure “percepibile” come piazza in quanto tale. E’ uno slargo amorfo tra palazzi di cui non si vede il profilo, non si percepisce l’architettura. Tutto è sotterrato da lamiere e furgoni in questo che pare un girone infernale nel cuore del Rione. Fatevi un giro su Street View se non credete. Anche qui, ridicolamente, il municipio sentenzia: “massimo due occupazioni di suolo pubblico in tutto”. La dozzina di auto, furgoni e suv parcheggiati letteralmente in mezzo alla piazza, invece, vanno benissimo anche alla consigliera verde Nathalie Naim, che con tanta passione ha portato avanti questo che, così posto, è un ennesimo regalo alle macchine ed alla prepotenza.

Se avessero voluto fare una cosa seria? Beh, avrebbero dovuto approvare dei Piani esclusivamente su Piazze dove effettuare una riqualificazione o una manutenzione straordinaria. Via Giulia? Quando ci sarà modo –speriamo presto- di arredarla, di dotarla di paletti anti sosta selvaggia (o fioriere) in modo da impedire alle vetture di fermarsi in divieto allora sì che si potrà limitare anche la presenza di tavolini. Piazza della Malva? Vicolo del Fico? Piazza Cairoli? Sono tutti hub della sosta selvatica, perché invece di pensare a togliere le macchine si pensa a togliere i tavolini?
Le macchine in divieto generano solo traffico (quello che hanno generato per arrivare lì), schifezza, sporcizia, prepotenza e brutturia. Con nessun guadagno. I tavolini, potranno piacere o meno, ma generano ricchezza, imposte, posti di lavoro e sono un servizio pubblico, anche e soprattutto per i turisti. Da domani, ogni due tavolini tolti dalle strade, saranno un posto auto abusivo e orribile in più. I nostri complimenti per la strategia, la visione, la lungimiranza.

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Commenti (7)

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  1. Patrizio says:

    Sono d’accordo ma con dei distinguo: va bene il discorso per strade con una certa capienza, strade pedonali e soprattutto piazze ma spesso alcuni imprenditori esagerano ed occupano ogni centimetro quadro disponibile. Prendi ad esempio le stradine intorno piazza di Spagna, dove negli anni i tavolini hanno ridotto lo spazio transitabile ai minimi termini e ogni volta si rischia di urtare le persone sedute con gli specchietti. Se obiettate che li le auto non dovrebbero proprio passare a me sta anche bene, ma finchè così non sarà è giusto che i signori che gestiscono queste attività abbiano dei confini chiari. Anche perché anche in questi casi mamme con passeggino, disabili ed anziani corrono il rischio di essere arrotati perchè qualcuno ha occupato suolo pubblico senza lasciargli spazio per camminare non trovi?

  2. sessorium says:

    Ma è ovvio. Ci devono essere regole ferree e arredo urbano implacabile (borchie a terra dalle quali si veda perfettamente quando anche solo un cm di tavolino è fuori posto). Ma questo deve valere per tutti. Tavolini e macchine. Non si puo’ massacrare un ristorante con multe, ogni giorno, da 400 euro per un tavolino fuori posto e a 3 metri ci sono 10 macchine fuori posti a cui si fanno 30€ di multa, se va bene, una volta all’anno.

    So che sembro un titolare di non so quanti ristoranti, ma chi mi conosce sa bene che non posso vantare esercenti pubblici neppure tra i più lontani parenti.

    Multe severissime per i ristoranti dicevo, osp precise e inaggirabili, ma non si puo’ dire “a Via Giulia massimo una OSP in tutto”. Quando ci sono 150 vetture in divieto permanente. Questa è ideologia. Totalmente miope.

  3. Anonymous says:

    ma tu fai il discorso da tassinaro…..grazie !
    Tonè mi parli di ideologia ma tu sei il primo che parla di ideologìa….sempre ! Ritengo che con un pò di buon senso si può far tutto ! con l’ideologia no !

  4. max44 says:

    Sono d’accordissimo con Patrizio i cafoni non sono solo quelli che posteggiano male ma anche i ristoratori che,come le bancarelle,costringono i pedoni a contorsionismi e li guardano pure male.Sono liberista( ed anche un usufruitore) e questo fiorire di iniziative mi fà oltremodo piacere,ma i profittatori(ve ne potrei citare diversi,io giro il centro a piedi quotidianamente)vanno puniti.

  5. max44 says:

    Poi detta tra noi,come fanno i turisti a mangiare con i tubi di scappamento delle macchine a pochi centimetri,bah..

  6. gicci says:

    Quella di avere “l’auto davanti al portoncino” a Via Giulia è indubbiamente una pretesa assurda, quella del “silenzio sotto le finestre” – quantomeno dopo una certa ora – un pò meno. Chi rivendica quest’ultima non necessariamente pensa di vivere in una “villetta a schiera a Sacrofano”: magari si trova da tanti anni a vivere in una casa dove ora la notte non riesce più a dormire.
    Detto questo, sono d’accordo che il problema non è ridurre al minimo il numero dei tavolini ma cambiare radicalmente le condizioni alle quali vengono messi (vale anche per tante altre cose oltre i tavolini… perfino le affissioni !).
    L’impressione che si ha è che al momento ci guadagnino solo gli esercenti: ci perdono i residenti (meno posti auto, ma abbiamo detto che in centro questa esigenza va tutelata solo fino ad un certo punto) e i cittadini in genere (il tessuto urbano di aree anche di particolare pregio viene stravolto). Di qui l’incomprensione: i residenti protestano per gli attuali “tavolini selvaggi” (che a mio avviso vanno condannati indipendentemente dal fatto che sottraggano parcheggi alle auto); Tonelli contrappone all’attuale sosta selvaggia una sua visione di come i tavolini DOVREBBERO essere (e possono essere, cfr. ad es. Parigi).

  7. Marcus says:

    Invece mi è piaciuto l’approccio del Tonelli,al problema. Voglio dire, di primo acchitto anche io direi: “nè tavolino selvaggio, ne sosta selvaggia” ma poi riflettendo in una città allo sbando come Roma, bisogna sceglere il male minore. E se un tavolino in più “ruba” il posto ad un suv sul marciapiede, benvenga!

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