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Alette di pollo fritte? Ne avrete di che saziarvi

Non c’è alcun dubbio: gli amanti delle schifezze, dell’intingolo, della trasgressione gastronomica e soprattutto del fritto bisunto avranno di che divertirsi durante tutto l’autunno. Tutto d’un tratto, infatti, il nostro Rione sembra essere diventato il banco di prova privilegiato per le più famigerate catene britanniche di junk food. Nelle ultime settimane, in sordina, le aperture si sono moltiplicate portando all’Esquilino sia KCC (Kin’s Crunchy Chicken), sia la più nota Chicken Hut. Si tratta di catene in franchising e, se tanto ci dà tanto, si tratta di imprenditori locali, esquilini, che hanno deciso di tentare la strada della ristorazione veloce. Aoh, mai che nessuno decidesse di aprire posti (anche fast food, per carità) dedicati al cibo corretto e giusto.
Ad ogni buon conto, per gli amanti del genere e per chi disprezza il proprio fegato, milza, pancreas e cistifellea, ce n’è per tutti. Vediamo dove solo locati gli store.
Kin’s Crunchy Chicken -che serve carni macellate halal, ovvero okkay per la legge islamica- sta a Via Carlo Alberto, salendo verso Santa Maria Maggiore subito sulla destra. Nei locali che erano di… una banca (andiamo bene). Mentre Chicken Hut (che però non è inedito avendo già qualche altro punto vendita a Roma e a Ostia) sta su Viale Manzoni, praticamente all’angolo con Via di Santa Croce in Gerusalemme.
Visto che noi non abbiamo alcuna intenzione di farlo, l’unica cosa che possiamo dirvi è: se li provate -intendiamoci, è pieno di gente in giro per il mondo e per l’Italia che ne va matta- fateci sapere e, come al solito, riempite il commentario di feedback in presa diretta. Quanto a voi, se avete intenzione di aprire un franchising, per favore, evitate il fritto!?

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Commenti (32)

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  1. Andrea2001 says:

    Un solo appunto sulla tua citazione di KFC, magari lo aprissero a Roma. Ci sono andato spetto all’estero è l’ho trovato molto buono (per gli standard di bontà di un fast food).

    Più in generale mi piacerebbe che a Roma ci fossero più catene di fast food “di livello” come all’estero. Invece per una pasto veloce ci si ritrova sempre a dover scegliere tra MacDonalds, la solita pizzeria al taglio e il bar alla romana, ovvero inevitabilmente zozzone.

    Immagino che su questo mio desiderio di fast food tu non sarai daccordo ma a me non dispiacerebbe avere una ristorazione più europea a Roma.

  2. Massimiliano Tonelli says:

    Rappresentano la totale diseducazione alimentare. Il fatto che in Italia non attecchiscano è un vanto e un orgolio, non è un caso che si tratti del paese dove si mangia meglio al mondo.

    Quanto a bar e pizze a taglio è pieno di roba di alta qualità senza doversi rivolgere alla spazzatura dei fast food. Dimmi in che zona lavori e ti farò la consulenza!

  3. mnz145 says:

    Io, personalmente, amo tutto il cibo del mondo e non mi pongo dei pregiudizi. Chiaramente, come tutto, va fatto con moderazione. Io ho provato questi due locali e (un al mese!) e li trovo per niete male. Ricordiamoci che ci sono centinaia di migliaia di immigranti che non si possono permettere i nostri prezzi sbalorditi dei nostri ristoranti, quindi anche loro avranno un punto di rincontro, come infatti accade. Something for everyone, and besides, it’s democratic!!

  4. Andrea2001 says:

    @Massimiliano

    I fast food non sono sicuramente il miglior modo di alimentarsi o il cibo più raffinato. Ciononostante sono sicuramente più puliti, economici e ben organizzati della media dei bar romani, almeno di quelli che conosco io (vivo all’appio tuscolano). MacDonald’s getta i panini non venduti dopo un tot di minuti, fanno lo stesso i bar con il loro tramezzini o le loro pizzette scaldate sulle piastre bisunte?

    E’ chiaro che la pizza al taglio è più buona è sana, ma se voglio qualcosa di diverso? magari un fast food ispirato al cibo tex-mex? non sto parlando della cena fuori con gli amici ma di un pranzo veloce con la famiglia.

    Anche in questo Roma è Africa.

  5. Massimiliano Tonelli says:

    Ma non è meglio un supplì in un posto come si deve? O un gelato? O la pizza a taglio, ma non quella banale. Lo streetfood romano nasconde molteplici possibilità.
    Comuque che McDonalds sia più controllato e igienico della media dei bar è assolutamente vero.

  6. Andrea2001 says:

    @Massimiliano

    sul gelato hai ragione ma se devo pensare ad un posto in cui comprare supplì buoni dalle parte mie non mi viene in mente nulla, considera pure che devono essere posti con possibilità di sedere comodamente senza puzza di fritto.

    La verità è che a parte alcune eccellenze gastronomiche la ristorazione medio-bassa deve essere gestita in grandi catene come già avviene nell’abbigliamento dove in negoziante indipendente copre solo le nicchie del mercato.

    Io farei carte false ad esempio per avere Starbucks a roma, il loro caffè può piacere o meno (a me piace) ma siamo sicuri che sia realmente peggiore del caffè medio servito nei bar romani?

  7. Andrea Lesti says:

    Ho provato Chichek Hut sia a Piazzale Prenestino che a Corso Vittorio.

    A Piazzale Prenestino ho chiesto un insalata e ho osservato mentre me la preparavano, sono rimasto meravigliato che la lattuga veniva realmente tagliata al momento…

    A Corso Vittorio invece avevo presso un panino con la cotoletta di pollo…buono anche questo, l’unico problema è che la cotoletta era stata riscaldata al microonde sul momento, segno che avendo poco smercio il cibo gli si fredda, ma anche da Burger King ho notato che per la preparazione di determinati panini, alcuni ingredienti vengono riscaldati al microonde sul momento…

    Infine segnalo anche che all’angolo tra Corso Vittorio e Via Paola, laddove c’era un grande negozio di souvenir, ha aperto Subway…segnalo che purtroppo invece ha chiesto Subway che stava dentro Euroma Due…

  8. Marcus says:

    Be’ ho seguito la vostra discussione… In effetti si puo’ dire tutto il male di queste catene global fast food, non hanno storia se contrapposte a pizzerie e panifici nostrani. Le cose cambiano se parliamo dei nostri snack bar : con i classici tramezzini secchi sotto allo strofinaccio, che lo stesso barista ti guarda strano se chiedi che c’e dentro.. A quel punto meglio il fast food, se non altro e’ pulito.
    E poi bisogna considerare il degrado del luogo da dove parti: uno Starbucks sotto gli archi di piazza Vittorio sarebbe un sogno!!!!

  9. Massimiliano Tonelli says:

    Certo, ma non dimentichiamo, anzi valorizziamo i bar di qualità. Anche se in effetti sono pochini. Nel nostro territorio c’è Conter. Ma anche Panella dove, al di là dei luoghi comuni, puoi fare una signora colazione (cornetto e caffe) in piedi con 2, dico 2, ripeto 2 euro. E anche il Book-à-Bar, a gestione Palombini ma non si può avere tutto dalla vita, dentro al Palazzo delle Esposizioni. Subito fuori dall’Esquilino c’è Cristalli di Zucchero, forse il miglior bar di Roma. A Prati c’è Settembrini Cafe. Insomma, bisogna saper consumare. Se si sa consumare e se si lasciano vuoti i baracci, prima o dopo scompariranno.

  10. dionisio says:

    beh, dentro palazzo delle esposizioni c’è pure Antonello colonna, dove ho bevuto la migliore cioccolata della mia vita ! (i 5 euro spesi meglio della mia vita !)

  11. sessorium says:

    Buono a sapersi, non credevo facesse anche cioccolate calde l’Open Colonna. Comunque quello non lo considererei un “bar”. Quello gioca un altro campionato…

  12. Marco says:

    Il controllo sul cibo di MacDonald’s all’atto della distribuzione fa pendant con la totale assenza di controllo all’atto della produzione (macellazione e preparazione delle materie prime…) http://www.youtube.com/watch?v=zc_z623Wsro

  13. Federico says:

    Purtroppo siamo sempre alle solite…io la qualità di Panella, tutti i giorni non me la potrei proprio permettere.
    Risparmiare 60 centesimi al giorno, su base mensile, sono 18 euro.
    Se non ci fosse la crisi e si riuscissero a trovare lavori meglio pagati, allora si che le cose potrebbero cambiare.

  14. Marcus says:

    No, Federico. Per certe cose Panella ha abbassato molto i prezzi. Se no come riempirebbe ogni sera tutti i tavolini dell’aperitivo?!

  15. sessorium says:

    Fede vabbene il risparmio (magari non sulla qualità, ma posso capire), ma non va bene la monomania. Ma che razza di conteggio hai fatto???

    Dove è che ancora fai colazione a 1,40 cornetto e caffe? E, anche se fosse, i 60 cent di risparmio li calcoli su tutti e 30 i giorni del mese? Cioè per te fare colazione fuori è una missione che devi compiere per forza ogni santo giorno?

    Io francamente, fossi in te, farei una sana colazione a marmellata e fette biscottate a casa un po’ più spesso, che si risparmia parecchio di più ed è meno burrosa di un cornetto che mangiato ogni girno fa lievitare e fa male al corazon! E poi, ogni tanto, una saria colazione con un cornetto integrale (a un euro!!!) da Panella. Cheppoi ti leggi il giornale a gratis, che fa un risparmio netto di un euro e siamo pari.

  16. Anonymous says:

    quoto tonelli, i fast food sono associati al cibo spazzatura mica per niente ! Per smaltire quella roba non basta una settimana di corsa !
    Sicuramente alcuni posti che ha citato sono di qualità, ma non esageriamo….qualità sufficiente specie per quello a San Giovanni (per carità l’idea c’era…l’idea ! ).

  17. Federico says:

    Senza troppi problemi, se vai in zona Portonaccio Casalbruciato è pieno di bar che hanno ancora il caffè a 70 centesimi e i cornetti a 70 centesimi, e ti danno anche la possibilità di leggere il giornale.

  18. sessorium says:

    Federì… il cornetto decongelato. IL CORNETTO DECONGELATOOOOOOOO!!!!

  19. Max Whitehand says:

    Premesso che fritta é buona anche una ciabatta, e dipende dalla frequenza con cui si mangiano i fritti per far male a fegato, cistifellea (che c entra ?) etc. ho mangiato da Chicken Hut e devo dire che le patatine sono ottime, non fritte nello strutto come quelle di una nota catena americana il cui logo ricorda una M gialla, il pollo é ottimo e Khalid, il proprietario é una persona squisita.
    I prezzi sono ragionevoli e il locale é pulitissimo.

    Consiglio, cmq, di provare il riso biriany e le altre specialità pakistane, che seppure non fritte sono ottime.

    PS: Khalid cosegna in zona con una spesa minima do 20 Euro

  20. Massimiliano Tonelli says:

    Beh, quasi quasi un po’ di riso…

  21. bond says:

    Va bene tutto, ma il caffè di Starbucks…NOOOOOOOOOOOOOO
    (ma poi lo possiamo veramente chiamare caffè? io lo definirei senz’altro PORCHERIA

  22. silvia aymonino says:

    con la mia figlia più golosa, abbiamo testato con gioia il KCC ed è …………..meraviglioso!!!! molto meglio del kentuky fried chicken!!! pollo fritto speziato indiano ma anche panini con pollo alla griglia marinato tandoori. patatine orrende ed irresistibili come dovunque ma economicissime e porzione di riso bianco gratis per tutti. Fantastico. Si, non tutti i gg, ma come trasgressione è ottimo ed economico.
    ed i ragazzi che lo gestiscono veramente gentili. Di fast non hanno molto, ma di food si.
    Baci
    s

  23. Massimiliano Tonelli says:

    Posso dire? Posso ammettere? Posso confessare? Mbhe, ci sono andato anche io. Ebbene sì. L’ho fatto. Cosa ho visto? Pulizia? Sì; igiene? Sì; cortesia: Sì; pagano le tasse: Sì. Il cibo? Meglio di quanto mi aspettassi, diciamo così. Probabilmente non ci tornerò più perché tento, quando mangio un pollo, di sapere da quale fattoria proviene, ma insomma qui si sta sopra la sufficienza in effetti…
    Ecco l’ho detto.

  24. Massimiliano Tonelli says:

    (Aho, e poi se ci va Silvia Aymonino è robbba vip!!!)

  25. silvia aymonino says:

    ………vedi come si viene premiati a mettere nome e cognome. odio gli anonimi. mangio pollo fritto lo dico,lo firmo e me ne vanto!
    at salut!

  26. Sandro74 says:

    Il pollo fritto non è male, con 5 €. mangi, meglio di alcune pizzerie a taglio sporche e care, dove la pizza e fredda e vecchia….

  27. Marco says:

    A me sembra allucinante mangiarci. Sarà snob pensarlo, ma mangiando polli in batteria, si finisce col diventare uomini in batteria, a organizzare pensieri in batteria, e a restare beccando granelli di mais e di farina di pesce mista ad aspartame, mentre la malavita e la malalegalità avvolgono di schifo la nostra città

  28. Valerio84 says:

    questo blog, come gli altri affini, a volte la dice bene, altre volte invece fa le cazzate.

    ma a voi che ve frega se aprono UN Fast Food?
    Uno solo, mica dieci?

    ma che, pigliate la mazzetta dal titolare del passetto?

  29. fabio says:

    ciao a tutti scrivo questa mail totalmente a titolo informativo, però vorrei tanto intraprendere una carriera per conto mio,volevo sapere se qualcuno sapeva dirmi quanto serviva in euro aprire un punto vendita in franchising resto in attesa di una vostra risposta vi ringrazio anticipatamente

  30. Aridaje says:

    Per combattere questa mafia internazional-industrial – bancaria – massonica bastaa sull’immigrazione, ci vorrebbe un po’ di senso dell’onore, che in Europa, e specialmente in Italia, va poco di moda.
    Ci vanno perché questo è un paese di polli da batteria, e di pecore da gregge.

  31. Aridaje says:

    La gente compra il pollo fritto a 5 euro, poi non si chiede quanto sono pagati i lavoratori di tutta la filiera, che razza di pollo si mangia, e poi si lamenta degli stipendi da fame.

  32. becca says:

    Questi chicken hut a Roma sono spopolati cosi tanto da arrivare in piccole cittadine in provincia di latina e dintorni. Ma se é una catena britannica perché la gestiscono sempre gli arabi? E poi mi chiedo…mentre tante attività chiudono,fiorai, fruttivendoli e ora persino fast food aprono..di continuo. Gli arabi stanno sorclassando indiani e cinesi. Vi ricordate il periodo in cui i cinesi aprivano attività di continuo, idem gli indiani? Accesso pur essendo molti se ne vedono di meno, ma sempre più arabi e dato che nulla è casuale..mi domando di questi cambiamenti, in determinati momenti storici, in determinate situazioni

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