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Son quasi vent’anni dalla nascita di chinatown e così siamo messi…

Tra le tante segnalazioni da me fatte all’Ama competente sia via mail che personalmente nel loro ufficio dell’Esquilino, decido di girare queste foto anche a voi. Il fatto è che lo stato del cassonetto che si trova davanti al mio portone è sempre questo…
Visto che esiste un regolamento preciso sulla collocazione dei rifiuti, io vorrei tanto che qualcuno oltre me andasse a spiegare ai signori cinesi in questione (Via Principe Amedeo 130b/c/d) che non possono fare quello che cazzo vogliono… Complici anche, naturalmente, i servizi di controllo completamente latitanti. Più di una volta ho discusso con loro di questa faccenda… Che si deve fare per avere un pò di attenzione? Bruciare i cartoni dopo averli cosparsi di benzina magari davanti il loro negozietto, così forse la smettono di ridere quando gli dico di non lasciarli li buttati in giro… Comunque scusate lo sfogo personale, ma sta città ormai è andata in ogni senso…
Francesco dall’Esquilino

***
Caro Francesco loro ridono e forse tu sai anche il perché. Tu risulti a loro ridicolo perché loro sanno, innanzitutto, di essere loro a controllare il territorio. E quando controlli un territorio puoi farci quel che vuoi. Controllare un territorio cosa significa? Significa innanzitutto avere soppiantato, ed essersi sostituiti, alla pubblica autorità, all’ordine costituito. E loro lo hanno fatto. Come lo hanno fatto? Con la corruzione. Come leggi spesso da web e giornali spesso, ultimamente, le retate all’Esquilino si sprecano: bangladesh, magrebini, albanesi. Mai sentito parlare di cinesi? Mai. Ogni tanto la guardia di finanza, ma giusto una volta ogni quinquennio. Loro, caro Francesco, sono riusciti a comprarsi tutti. La leggenda (leggenda?) vuole che vi sia un vigile urbano in pensione che, periodicamente, fa il giro dei negozi dell’Esquilino valigetta alla mano, per ritirare i contanti che spartirà tra i colleghi in servizio che chiudono un occhio e pure quell’altro, naturalmente conservando una parte del malloppo per il disturbo. Questo significa controllare il territorio. Quanto ai cartoni, poi, come sai sono diretto cascame del fatto che a questa gente venga consentito di fare commercio all’ingrosso. Ovvio che se gli fai fare i grossisti laddove fare i grossisti è espressamente vietato, ovvio che questo generi delle conseguenze. Una conseguenza sono l’esorbitante quantità di auto e furgoni in sosta selvaggia, un’altra sono i rifiuti che l’attività di commercio all’ingrosso genera. Insomma, tutto terribile e tutto spiegabile. Spiegabile anche il fatto che ai cittadini per bene, ad un certo punto, venga voglia di dar fuoco a tutto quanto…

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categoria: articoli

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Commenti (17)

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  1. Magica says:

    Ma allora cosa dobbiamo fare rassegnarci e subire ? Lasciare definitivamente in mano a loro il quartiere? Io non voglio trasferirmi perché mi piace il quartiere , e’ centrale, comodo, tutto sommato ben servito come mezzi, ma cosa si deve fare con questa gente che ci sta sopaffacendo sempre di più ? Lo so che rischio di passare per razzista e forse chissa’ magari lo sono per davvero, ma certo non se ne può più di questa situazione di degrado! La verità e’ che la colpa sta a monte e cioe’ e’ di chi amministra la città e non fa rispettare le regole ,se le facessero rispettare anche ai cinesi e company (ma seriamente pero’…) forse sarei un po’ meno razzista o no?

  2. francesco says:

    Grazie per averlo pubblicato!…hai colto perfettamente nel segno!…ci sono precise regole che vietano il commercio all’ingrosso, ma molti sembrano ignorarle e quel che è peggio le autorità locali non hanno nessuna voglia di intervenire(conniventi?)…mah
    buona giornata

  3. Anonymous says:

    piange il cuore a vedere lo scempio che si sta facendo del quartiere… e se siamo onesti la responsabilità non è dei cinesi, ma ancora una volta dei romani che accettano e permettono (in cambio di cosa?) che la legalità e il senso civico siano calpestati. Non so proprio come se ne possa uscire.

  4. lucia says:

    In cambio di cosa? domanda ingenua, direi. L’accettazione della situazione di corruzione agli alti livelli (vedi anche il consigliere di Tremonti) è accettata da noi italiani anzi è ambìta così possiamo giustificare la corruzione anche ai livelli bassi. “Così fan tutti”, no? Sui vigili urbani scendiamo un velo di pietoso silenzio così come sui nostri amministratori. Il degrado italiano è l’unico dato perfettamente bipartisan o non ci ricordiamo l’invasione sotto Rutelli che affermava essere razzista la richiesta di semplici e banali regole?

  5. mauro says:

    io credo che vivere all’esquilino oggi voglia dire anche dover fare i conti, ogni giorno, con l’incontrollabile repulsione che si prova nei confronti di chi, pur diverso da noi per razza e religione, si caratterizza veramente solo per il totale disprezzo delle regole civili. Chi giudica tale repulsione come razzismo è ipocrita o mente per convenienza. Provare a risollevare le sorti di questo quartiere non è mai stata una priorità politica delle precedenti amministrazioni, né di quella attuale. L’unica alternativa alla rassegnazione, ricordo a me stesso prima che agli altri, è l’impegno civile e la partecipazione attiva di chi ci vive.

  6. sabotage says:

    beh, sarebbe davvero carino se qualcuno facesse una foto a quel vigile in pensione… io ne ho vito un altro, sui 60, in divisa, con la barba grigia, sigaretta in bocca……. capito di chi parlo?

  7. Michele says:

    beh, se si hanno prove si denuncia, altrimenti dire mezze parole su questi blog non serve a niente e allora meglio tacere, no?

  8. Massimiliano Tonelli says:

    No. Non è meglio tacere.

  9. Patrizio says:

    Rotazione annuale dei vigili urbani tra i vari municipi. Secondo me un passo fondamentale per estirpare qualsiasi “tentazione” di corruzione di pubblico ufficiale.

  10. anonimo says:

    ROTAZIONE TRA QUELLI DI ROMA E QUELLI DI BOLZANO. MA POI QUALE CHINATOWN, QUESTA E’ ROMA, CON I MOTORINI SULLE STRADE ,CON LE MACCHINE PARCHEGGIATE SUI MARCIAPIEDI,CON LA MONNEZZA DOVUNQUE , VALLO A FARE A PECHINO EPPOI VEDI. QUESTI FANNO COME GLI PARE XCHE’ NESSUNO LI FERMA QUANDO FANNO I PATTUGLIONI O I CONTROLLI DOCUMENTI BECCANO SOLO I BANGLADESH,GUARDA UN PO’

  11. anonimo says:

    Sono anni che mi chiedo come fanno ad avere la patente senza parlare una parola d’italiano e a fare i parrucchieri,avranno seguito il corso di apprendistato obbligatorio della cameera di commercio se non conoscono la lingua?

  12. Dario F. Morgante says:

    vent’anni fa un tale assessore disse che voleva fare una legge per impedire l’apertura in centro dei ristoranti cinesi. ecco, quello è razzismo. l’esquilino invece muore nel degrado connivente, anche perché magari avercela una chinatown degna di questo nome. e invece no, questa «deregulation» evidentemente fa comodo a tutti tranne che ai residenti

  13. Marco says:

    Gli scatoloni sono di un po’ tutti, anche commercianti italiani, e le doppie file davanti al bar Eugenio e negozietti accanto che permangono per l’intero giorno sono prevalentemente di italiani, e poi di cinesi e del Bangladesh.
    E i vigili che si prendono il caffé o guardano altrove eccome se sono italiani…

  14. francesco says:

    @marco…no mi permetto di contraddirti..qui in particolare si sta parlando di una situazione nota…questi scatoloni che vedi provengono dai negozi dei numeri civici da me sopraindicati…non sono normali negozi espositivi come la maggior parte, ma dei sottolivelli adibiti al commercio all’ingrosso e alla smistamento dei pacchi per altri negozi. per le doppie file dei furgoni quello è un altro discorso…ci sono altre attività commerciali ed i furgoni sono dei clienti e dei fornitori…il problema dei furgoni andrebbe disciplinato alla fonte…nel senso che auspichiamo tutti dei varchi ztl anche per l’esquilino come in altre zone del centro storico. comunque non si tratta di un discorso italiani-cinesi-africani-indiani gialli verdi rossi ecc…si sta cercando di porre attenzione su singoli problemi specifici e magari tentare di risolverli per un miglior quieto vivere di tutti quanti.
    un saluto

  15. Anonymous says:

    Ciao Francesco, sui cartoni un po’ di corresponsabilità purtroppo ce l’ha anche l’italianissimo negozio di termoidraulica, come pure sul viavai di furgoni. La maghina in doppia fila permanente è patrimonio di tutti gli esercizi commerciali del tratto di strada e dei loro avventori e fornitori. Stamattina ho speso tre euro di cellulare per potere uscire chiamando i numeri 0667693702-04 e 0670494789 e poi il centralino 0667691, per essere rimpallato di attesa in attesa e non potere fare nessuna richiesta di intervento….

  16. francesco says:

    …i cartoni sono solo del negozio cinese…li lasciano abbandonati dopo le otto di sera indisturbati…il negozio di termoidraulica non c’entra assolutamente niente con il discorso dei cartoni…
    …per la doppia fila è un altro paio di maniche…

  17. Anonymous says:

    LA CITTA’ SI STA RISVEGLIANDO, LA GENTE PERBENE COMINCIA A PARLARE, COMINCIA A CAPIRE CHE BISOGNA FARSI SENTIRE ED ESSERE COESI CONTRO LA CRIMINALITA’ CHE SI SPACCIA PER BENEFICIENZA.
    QUESTI SONO PROTETTI DALLA CORRUZIONE DILAGANTE? LEVATE LORO I SOLDI E MANIFESTATE IL VOSTRO SACROSANTO DISPREZZO, E LO SDEGNO PER COME HANNO RIDOTTO LA VOSTRA TERRA, DOPO DI CHE SENZA SOLDI NON POSSONO COMPRARSI LA CONNIVENZA PIU’ DI NESSUNO.
    LASCIATELI CON LA LORO PACCOTTIGLIA FALSA, CON LE LORO FETTE DI COCOMERO, LASCIATELI CON I LORO SECCHI E LE LORO SPAZZOLE, COI LORO LAMENTI AI SEMAFORI, CON LE LORO ROSE E I LORO STRACCI, E QUANDO LI GUARDATE GUARDATE QUELLO CHE C’E’ DIETRO, UN SISTEMA DI GENTE CHE CAMPA SULLE VOSTRE SPALLE, QUELLI CHE VEDETE E SOPRATTUTTO, QUELLI CHE NON VEDETE, QUELLI CHE VI FANNO SENTIRE IN COLPA PERCHE’ PRETENDETE UN PAESE CIVILE E CHE HANNO TRASFORMATO IL SENSO CIVICO IN RAZZISMO PER DELINQUERE INDISTURBATI.
    UNITI NEL NOME DELLA CIVILTA’.

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