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Parliamo un attimo dei lavori estivi sulle strade vah…

Non fidatevi. Non fidatevi dei giornali, intendiamo dire, assolutamente non in grado di leggere la realtà al di là del copincolla dei lanci di agenzia. Un esempio lampante è stato l’annuncio dei lavori pubblici estivi sulle strade della città. Sanpietrini, marciapiedi, riqualificazione di alcune importanti direttrici del centro storico. I giornali hanno riportato pedissquamente. Lo hanno fatto senza notare e senza sollecitare l’attenzione e l’intelligenza dei propri lettori sul fatto che i tanti milioni di euro investiti vanno a sistemare strade non certo in condizione di vera e reale emergenza. La domanda a monte è: quale è l’emergenza a Roma sulle strade? Le buche? No. I Sanpietrini? No. Si tratta di gravi problemi, ma l’emergenza vera è l’impossibilità da parte di chicchessia di spostarsi a piedi in maniera civile e sicura. La vera emergenza, chi vuole provare a smentirci si accomodi, sono i 400 morti l’anno, i 70mila feriti. E gli sconfinati costi che questi determinano sul bilancio della sanità regionale che senza questi assurdi aggravi, sarebbe in equilibrio.
L’emergenza vera, dunque, è combattere la sosta selvaggia laddove soprattutto essa si manifesta a causa dell’arredamento errato delle strade: mancanza di marciapiedi, mancanza di dissuasori, dimensioni della carreggiata assolutamente errate.
A fronte di questa reale emergenza dove si concentrano gli interventi e i denari dell’amministrazione e dunque nostri? Sulle uniche strade del centro ove la sosta non è prevista (e dunque dalle quali la sosta non può essere cacciata via o regolamentata): Via del Corso, Teatro di Marcello, San Gregorio, Bocca della Verità (dove in realtà c’è un parcheggione enorme, fuori carreggiata, che manco nella periferia di Bangalore, che però non verrà sfiorato dagli interventi).
E’ un po’ la strategia di Piazza San Silvestro: si pedonalizza l’unica piazza dove, per pedonalizzare, non occorre scontentare nessuna automobile (visto che lì la pedonalizzazione è a danno dei mezzi pubblici, non delle vetture private); allo stesso modo qui si riqualifica solo laddove la riqualificazione non obbliga a togliere di mezzo posti auto illegali. Complimenti ai geni e complimentoni a chi ci casca come al solito…

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Commenti (7)

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  1. Luigi V. says:

    E’ così, purtroppo. Qualsiasi intervento deve essere fatto senza dar fastidio alle macchine: quegli sciocchi che ancora si ostinano a prendere il bus provino a fare meditazione zen o a guardare il panorama.
    Solo ieri 15 minuti per percorrere in autobus Via Carlo Alberto tra Piazza Vittorio e Santa Maria Maggiore: l’autobus bloccato da furgoni parcheggiati in doppia fila su entrambi i lati. Impossibile superarli perché ci sono auto in doppia fila anche poco più avanti, dove sono in attesa autobus e pullman nell’altra direzione. Un incubo, meglio andare a piedi. Tra l’altro in questa strada le fermate sono state fatte sulla carreggiata, oltre le auto posteggiate a spina!

  2. max44 says:

    Preciso e puntuale l’intervento di sessorium e quello di Luigi aggiungo solo che perlomeno durante i lavori via del Corso dovrebbe essere chiusa,anche parzialmente,al traffico,e dovrebbero essere intensificati i turni.

  3. Marco says:

    Beh l’emergenza delle buche e dell’andare sicuri si sovrappongono…

  4. Anonimo says:

    La strade, create per lo spostamento con i mezzi, vanno sistemate. I pedoni hanno i marciapiedi e facciano attenzione se attraversano la strada.
    Non hanno sempre ragione perchè PEDONI.

  5. Florentino says:

    Bravo sessorium.

    Dopo tre anni, devo ancora vedere UN SOLO intervento a favore dei pedoni da parte di questa giunta.

  6. Luigi V. says:

    “Oggi il sindaco di Roma sarà arrabbiato per gli uffici dei ministeri a Monza. – punzecchia Bossi – Ha detto che è inaccettabile, ma secondo me è inaccettabile che Roma sia rimasta uguale dopo che è salito lui: non ha fatto niente, un po’ come la Moratti”.
    Ci voleva Bossi per ricordare ai cittadini romani che questo sindaco è inaccettabile!

  7. Anonymous says:

    Una volta tanto sono d’accordo con Bossi.

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