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La storia dell’ex velodromo dell’Eur e le enormi responsabilità dei comitati

E’ sempre la solita storia. Corrotti, politici incapaci e lobby inconfessabili a Roma riescono a fare il proprio comodo essenzialmente per un motivo preponderante: non incontrano un corretto argine nell’opinione pubblica. Che non è in grado di mobilitarsi e associarsi e, quando lo fa, non centra mail il problema.
Prendete l’esempio delle grandi polemiche che ci sono sull’area dell’ex Velodromo all’Eur. I fuorilegge che governano l’ente da quando c’è Alemanno vogliono riempire l’area di palazzine, con l’aggiunta di due mini-grattacieli da 70-90 metri in un altro comparto dall’altra parte di Viale dell’Oceano Pacifico. Questo perché all’Eur, legittimamente, occorrono soldi e l’operazione potrebbe sbloccarne tantissimi perché qualsiasi palazzinaro che si rispetti pagherebbe oro per ottenere i permessi per costruire in un’area così pregiata della città.
Bene, cosa rispondono i comitati? Al solito: non vogliamo cemento, non vogliamo case, facciamo un parco, facciamo un museo dei giardini, facciamo servizi pubblici. E così via. Cioè gli si dice che non ci sono soldi, che servono risorse, che l’Eur deve avere liquidità per i suoi investimenti (in primis il nuovo centro congressi di Massimiliano Fuksas) e loro rispondono chiedendo cose che non solo non farebbero guadagnare un cavolo, ma che, anzi, comporterebbero altri aggravi di spesa. Ci fanno o ci sono? E poi ci si lamenta che a Roma non esistono comitati seri, reputati, autorevoli e temuti?
Cosa avrebbe fatto Degrado Esquilino se si fosse chiamato Degrado Eur? Avrebbe chiesto la eliminazione delle palazzine, l’innalzamento dei grattacieli da 90 a 150/200 metri con l’obbligo di dotarli della più elevata qualità architettonica possibile. E che parte degli investimenti venissero investiti per migliorare la mobilità di un’area dove si sarebbero trasferite almeno 500 nuove famiglie.
La soluzione avrebbe regalato all’Eur due nuovi landmark (anche turisticamente attrattivi), avrebbe salvato l’area del Velodromo destinandola a servizi (caserma dei Vigili del Fuoco, asili nido, centri anziani, sport), e avrebbe fatto guadagnare l’ente che concedeva ad un costruttore la possibilità di realizzare due grandi torri residenziali di qualità.

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categoria: la nota

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