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A dispetto di quel che pensiamo, i vigili non sono tutti uguali… Mah!

Scrivo per difendere i vigili. O meglio. Una parte dei vigili. Da una settimana chiamiamo un numero di pronto intervento per segnalare la stessa situazione. Le reazioni al centralino da un giorno all’altro risultano diametralmente opposte. Domenica. Una zingara chiede il pedaggio di fronte all’ingresso di una gastronomia. Una consorella segue insistentemente, e con aggressività, le persone in uscita che rifiutano l’obolo. Una cinquantina di metri più in là, verso Piazza Ragusa, una zingara fa la questua con un bimbo piccolo addormentato (sono le due). Chiamiamo la polizia municipale, risponde una vigilessa deliziosa: solerte, partecipe, attenta. Arriva una pattuglia e tutto si risolve. Lunedì analoga storia, ma risposta ben diversa: risponde una persona annoiata, quasi irridente. Sì, bo, forse, vediamo se trovo qualcuno. Due ore dopo tutto come prima. Mercoledì tra Via Orvieto e Piazza Ragusa, ben tre bivacchi di madri con minore, una delle quali di fronte a un alimentari. Chiamiamo per un’ora, il telefono risulta staccato. Oggi su Via Taranto altezza piazza Asti si dispongono cinque zingare con rispettivi bambini. Non fanno la questua, la stanno solo organizzando. Sedute in mezzo al marciapiede, con pannolini e vettovaglie, alcuni compari poco più in là. Serene, sorridenti, pasciute, come a casa propria. Chiamo il solito numero, mi si dice sì sì con poca convinzione, richiamo poi per sollecitare l’intervento, ma la chiamata precedente neppure risulta. Il problema non sono “i” vigili, ma “quei” vigili che per ragioni che andrebbero indagate, fanno ostruzionismo a quanti sanno e vogliono svolgere i propri compiti con onore, e trascinano nella deplorazione generale anche chi non demerita.
Combinati, Roma

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categoria: la nota

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Commenti (10)

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  1. Andre Rossi says:

    Io sono assolutamente favorevole al metodo Brunetta, licenziare in tronco i fannulloni e premiare invece chi fa il proprio dovere, se ogni tanto si cacciasse via a calci nel sedere chi ruba lo stipendio allora questa Italia sarebbe migliore.

    Purtroppo in questa citta’ abbiamo anche giornalisti come ad esempio quello che risponde alle lettere sul “Corriere della Sera” che ogni volta che qualche cittadino, qualche vigile o qualche controllore fa il proprio dovere viene per questo rimproverato come se fosse un “fascista” che “reprime” il “popolo”, qualche tempo fa questo giornalista prese le parti di una zingara giustamente cacciata dalla metro mentre faceva l’elemosina col bambino in braccio, e vi assicuro che non e’ il solo caso in cui questo giornalista si scaglia contro chi controlla e contro quei pochissimi che fanno il proprio dovere.

  2. Luca says:

    Ora perché un gruppo di zingare si radunano in un posto significa che faranno qualcosa di losco… una denuncia alla polizia postale per incitazione al razzismo non ve la toglie nessuno.

  3. “zingara fa la questua con un bimbo piccolo addormentato”
    Via magna grecia, situazione medesima SOTTO SOLE COCENTE. Segnalata al 113 per sospetto maltrattamento infantile. Giorni dopo l’ho rivista al suo posto.

    Non c’è giustizia…

    @Luca
    Razzismo, per come la vedo io, significa credere ad inferiorità di una razza. Non vedo niente di tutto ciò in questo post.
    Si segnalano semplicemente azioni degne dell’organizzazione della peggiore criminalità organizzata.

    Non posso credere che tu possa difendere, indirettamente, reati come l’estorsione (la questua perpetuata con insistenza è ritenuta estorsione) e il maltrattamento minorile.

  4. Andrea Rossi says:

    D’accordo con traffico matto, negli ultimi anni c’e’ un sistematico abuso della parola razzismo che viene tirata in ballo a sproposito ogni qual volta si cerca di far rispettare un minimo di regole.

    Quello che giustamente scrive Trafficomatto lo scrive anche il vocabolario De Agostini della lingua italiana, il razzismo infatti e’ : “una teoria secondo cui una razza e’ inferiore alle altre e viceversa”, questa e’ la definizione della parola razzismo nella lingua italiana, poi se uno la vuole usare per insultare o criticare chiunque non la pensi come lui e’ un altro conto.

    Per fare un esempio io posso essere totalmente favorevole alla chiusura delle frontiere senza essere per questo razzista mentre al contrario io posso essere favorevole all’immigrazione ed al tempo stesso essere razzista fino alle viscere, purtroppo oggi si e’ fatta molta confusione sul significato della parola ed e’ stata a mio parere una confusione studiata a tavolino per lubrificare questo tipo di globalizzazione di cui l’immigrazione e’ solo uno degli aspetti.

  5. pasquino says:

    Incitazione al razzismo?
    vabbè che il caldo fa brutti scherzi..ma c’è un limite al ridicolo riflesso condizionato da catto-sinistrese inconcludente.
    Essere contro lo sfruttamento dei minori significa essere razzisti?
    MMMAHHH!!! Capisco perchè la piccola e grande criminalità mondiale ha eletto l’Italia come paese ideale per le sue attività.
    Grazie Luca..le ‘ndrine ringraziano commosse

  6. Anonymous says:

    Ma oltre allo schifo evidente sotto gli occhi di tutti (sfruttamento di minori, mutilati e questua selvaggia), oltre allo schifo di questa gente che coperta dalla mala si lottizza e si spartisce fette di territorio come se fosse suo, senza alcun rispetto delle leggi e del decoro elementare, ma da quale villaggio dello Zimbabwe viene il cotal Luca per ritenere normale o legale che ci si accampi in mezzo a un marciapiede?
    Io direi che sarà il caso di far indagare il signor Luca per verificarne i rapporti con queste bande, e l’eventuale tornaconto.

  7. Anonymous says:

    Si chiama silenziatore. Denuncia le schifezze di questo mondo e gli esponenti delle varie cosche grideranno agli slogan della più bieca censura, cercando di spaventarti e di farti tacere. Ormai sono ovunque, nei giornali, nelle cosiddette associazioni assistenziali e nei partiti in primis.
    Ridicolo questo Luca, sarà uno di quelli che pensano di essere in diritto di suonare la chitarra sotto casa della gente con la biretta accanto.

  8. Anonymous says:

    Tutte le schifezze di San Giovanni le organizza il bar di un calabrese verso la tangenziale, insieme a un paio di sedicenti locali pubblcii di zona. Se vi andate a prendere un caffè a qualunque ora del giorno o della sera, ne potete sentire e vedere di cotte e di crude.

  9. Anonymous says:

    Sì, gli pseudo lavavetri, i vari ambulanti e gli zingari questuanti vengono protetti dal bar del calabrese.
    …Certo, poi c’è da vedere quale, si moltiplicano come gli scarafaggi.

  10. Anonymous says:

    Uh, sempre con questi calabresi…i calabresi le loro “attività” le svolgono senza farsi sentire né vedere, il bar che gestisce i traffici di immigrati da Re di Roma alla Colombo è il bar del sardo, i commercianti di zona ne sanno qualcosa.

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