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Parco di Via Statilia un… tubo!

Eccotelo là. Pare di stare in una puntata degli anni Novanta de L’Ottavo Nano, quando un meraviglioso Corrado Guzzanti, con la voce albertosordesca, simulava un Francesco Rutelli, all’ora sindaco, che ad ogni minimo scavo trovava a pelo di suolo una “capoccella di Mario Silla” che gli bloccava lavori di parcheggi e sottopassi.
Ed ecco che qui, in barba a Sopintendenze e Uffici Città Storica, sotto un millimetro di terra, in quello che dovrebbe essere e chissà se sarà mai il Parco di Via Statilia, è uscita fuori una popo’ di conduttura che rende impossibile la realizzazione del progetto delle reseghe, delle trincee in muratura come previste dall’ipotesi di riqualificazione. Una enorme galleria lineare probabilmente funzionale al sistema di acquedotti che transitava in zona. O magari una semplice galleria di sottoservizi successiva, chissà.
Per una volta l’archeologia ci ha fatto un regalo. Per una volta invece di rompere i coglioni, il reperto ci porterà a risparmiare quattrini. Le trincee non si potranno più fare e i soldi si potranno investire per completare la recinzione (oggi prevista solo per metà del parco), per restaurare l’acquedotto, per garantire il completamento di tutto il progetto (oggi ne è stata cantierizzata solo una parte, perché?).

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categoria: articoli

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Commenti (8)

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  1. Sato says:

    Un giorno o l’altro, però, ci si dovrà decidere: o la Roma antica o la Roma moderna, visto che le due cose in questa città non possono chiaramente convivere. Parlo delle “nuove” scoperte, non del consolidato: eclatante l’esempio di via Petrarca e via Giolitti. Sono emersi pregevoli reperti, là, ma per nulla fruibili da chicchessia: che si fa, un museo a cielo aperto in mezzo al traffico, o si priva un intero isolato dell’unica via di accesso ai palazzi? Oppure vogliamo parlare di Piazza Venezia?

  2. Marco says:

    Si fa una pedonalizzazione integrale, e si comincia a vivere e ragionare come a Venezia, dove sì i traslochi sono un problema, ma dove ci sono la qualità della vita e dell’aria migliori del mondo.

  3. Massimo Livadiotti says:

    Una premessa la dobbiamo fare…..ma i barboni che dormono sotto l’acquedotto all’interno del cantiere sono vincolati anche loro??? Ma dove si è mai visto che si possa dormire all’interno di un cantiere??? Tornando all’argomento proprio per evitare di ritrovarci un cantiere eterno e impolverato (invece di un giardino!) credo a questo punto che ci si debba sedere ad un bel tavolo con i signori dell’ufficio Città Storica e decidere “insieme” come venire fuori da questa ridicola ed ennesima figuraccia! I soldi c’erano….e non vanno persi o nascosti per cui noi crediamo che le soluzioni ci siano! Non tutti i mali vengono per nuocere e tutto sommato questa dei ritrovamenti è una mezza buona notizia.Che il progetto iniziale (calato dall’alto…) fosse sbagliato lo avevano capito tutti ma si sà come vanno spesso le cose a Roma….meglio prendere che lasciare!Quindi noi come comitati ci attiveremo per avere un incontro (l’ennesimo….) con i responsabili degli uffici preposti e chiedere delle modifiche in corsa per non perdere questa opportunità di riqualificazione che attende da troppo tempo!

  4. Anonymous says:

    semplicemente si riprogetta la piazza, velocemtente. con un intervento meno impattante, di riprogettazione del verde, delle aree, dei percorsi. un intervento che non debba soddisfare il bisogno di appagare la fame arretrata di espressione progettuale frustrata degli architetti, ma sia rivolta a studiare la riqualificazione migliore con stile, sobrietà e qualità dell’area, gia sufficientemente importante.
    non serve andare tanto lontano, basta vedere qualche esempio parigino o berlinese, senza cadere nel solito frainteso italiano che vuole il cittadino soddisfatto solo se vede il suo denaro impiegato in interventi pomposi e ridondanti.
    importante è la funzionalità e la contestualizzazione delle scelte e dei criteri progettuali, la leggerezza e facilità di gestione dell’intervento, l’elevata qualità dei materiali e dell’esecuzione e la costante manutenzione
    qualcuno diceva less is more
    pare facile

  5. Anonymous says:

    Il vero cancro di Roma sono i tassinari, la peggiore feccia della città:

    http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_maggio_10/picchiato-da-tassista-termini-peronaci-190606106908.shtml

  6. roberto crea - cittadinanzattiva says:

    Bene, sono contento anch’io che finalmente tutti sappiano e siano consapevoli che c’era un progetto sbagliato, sovradimensionato, brutto e dannoso che avrebbe di fatto sfregiato un’area che ha bisogno solo di pochi interventi mirati, una cancellata, e poi manutenzione. Tutto qui. Vorrei ricordare senza polemica ma per onore di verità, che il buon consigliere Mollicone durante l’assemblea di presentazione di quello che era un progetto esecutivo (in quella sede si spera che qualcuno abbia imparato la differenza tra informazione e partecipazione), disse, per giustificare le orrende opere previste, che “una spina archeologica non serve a niente e a nessuno”. Adesso possiamo ricominciare la partita, me le regole dobbiamo farle noi. Coraggio, si gioca.

  7. Magica says:

    Ma non c’ e’ il rischio invece che si fermi tutto e non se ne faccia più niente per la gioia di barboni e altra gente simile? Scusate la domanda che può sembrare stupida, ma sono molto preoccupata perché la cosa mi interessa molto visto che ho una casa in zona, non vorrei che finisse come i lavori di via Bixio bloccati da tanto con la situazione peggio di prima!

  8. Massimo Livadiotti says:

    Sembra che la tubazione ritrovata risalga al periodo Umbertino….per cui i lavori dovrebbero procedere. Abbiamo comunque messo sull’avviso il Consigliere Tozzi (che ha seguito tutta la vicenda…) che qualora ci fossero altri ritrovamenti o complicazioni noi come comitati siamo già pronti a presentare le giuste modifiche per non far fermare il cantiere. Modifiche mirate esclusivamente ad un risparmio di spese inutili e che mirano ad inglobare nel progetto la parte di acquedotto che va verso Porta Maggiore e che al momento è esclusa dal cantiere.

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