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L’esempio di Milano

Fiorisce il mercato immobiliare, si rinnovano vecchie catapecchi e diventano palazzi chic di appartamenti che vanno a ruba presso le giovani coppie affluenti. Rinasce il commercio, sia quello “locale” (cinese), sia quello nuovo fatto di pasticcerie, nuovi bar. Da postaccio dove scappare a luogo dove venire a fare una passeggiata, darsi appuntamento per un drink la sera, venire a fare il brunch la domenica. E poi la tanta gente in bici, le stazioni del bike-sharing, un arredo urbano invidiabile in tutto il capoluogo.
La China Town milanese ha cambiato faccia. Completamente. Ed è stato sufficiente fare una cosa semplice semplice che noi predichiamo da anni: togliere di mezzo le automobili. E anche, per conseguenza, i mille furgoni che -vi ricorda qualcosa?- avevano trasformato la zona in una piattaforma logistica per merci all’ingrosso.

Siamo in zona semicentrale, a Milano, e la cosa è stata brillantemente risolta. Nel pieno centro di Roma, si fa finta di non capire ciò che è ovvio: per togliere di mezzo il commercio illegale, il degrado e le prepotenze: basta togliere lo spazio per furgoni e carrellini. Ma ci vuole tanto a capirlo?
La enorme isola pedonale di Via Sarpi, nella China Town di Milano, ha inaugurato lo scorso 9 aprile. Noi eravamo lì. A renderci conto la differenza tra una città amministrata maluccio (Milano) e una città regalata nelle mani del crimine (Roma). Giudicate voi.

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categoria: articoli

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Commenti (7)

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  1. Anonymous says:

    sinceramente questa operazione mette molta invidia……

  2. Massimo Livadiotti says:

    Me le immagino le aiuole lungo i marciapiedi all’Esquilino…..basta andare a vedere come sono ridotte quelle di piante grasse (dico piante grasse che non devono neanche essere innaffiate!) che si trovano tra il nuovo mercato e l’Hotel Radisson!!! La metà sono state distrutte e sono piene di rifiuti….a Milano forse dove la parola manutenzione ha ancora un senso si può provare ma a Roma ho il timore che una soluzione così si trasformerebbe in un degrado assurdo!Il fatto poi di limitare la circolazione alle auto lo vedo invece ottimo….ci sarebbe da iniziare prima la raccolta dei rifiuti porta a porta…come infatti avviene a Milano!

  3. Max says:

    Il fatto è che non c’è solo chinatown all’esquilino, ma diverse altre realtà straniere che vivono di non si sa che cosa, e che non credo siano minimamente interessate al tema del decoro urbano o della legalità in genere; sappiamo tutti che in questo quartiere ci sono moltissimi appartamenti dove decine di persone dormono ammassate in pochi metri quadrati, figuriamoci se stanno a pensare alle nostre aiuole…!
    Il prestigioso Hotel Radisson, come giustamente il sig Livadiotti ha fatto notare, è circondato da un degrado imbarazzante. Se non si comincia a cambiare qualche abitudine nei romani (raccolta rifiuti porta a porta x es) difficilmente si potranno raggiungere risultati come quelli di via Sarpi.
    E dire che il potenziale dell’Esquilino è di gran lunga superiore a quello di Milano.

  4. Abitante says:

    “Fiorisce il mercato immobiliare”

    Almeno stavolta aprite subito mostrando quello che in realtà vi interessa:

    il prezzo di quelle quattro mura che avete all’Esquilino.

    Non so se lo sapete, ma quando fra 120 anni sarete 4 metri sottoterra, i soldi non vi serviranno a molto.

    Esquilino, un quertiere di borghesi e straccioni purulenti. Meritate di vivere assieme e di malsopportarvi a vicenda.

    Le poche volte che il mondo della cultura o i media si interessano di Esquilino è per CasaPound… e voi sempre a rompere i maroni sui loro manifesti.

  5. max44 says:

    Caro abitante,io sto in affitto ed il mercato immobiliare che fiorisce mi fà impallidire,sono daccordissimo con te che l’ultimo vestito non ha le tasche e con le idee che Ezra Pound professava,ma perchè invece non cercate di essere utili al quartiere è borghese?

  6. anonimo says:

    A Roma le aiuole sono cacaturi per cani

  7. Marco says:

    Veramente, ci si interessa culturalmente al quartiere per il multiculturalismo, il cosmopolitismo, i pro e i contro dell’integrazione. Questi di Casapound stanno più fuori di 20mila terrazzi, e sono più montati di una tonnellata di panna…

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