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Vi ricordate di Upim Pop?

Dai su, non potete esservi dimenticati. Fate uno sforzo, ne abbiamo parlato qualche tempo fa, quando aprì. Ma sì, Upim Pop, l’investimento del Gruppo Coin, la grande galleria commerciale, l’ingegnoso hub-di-negozi inventato per portare nei centri storici il concetto di megamall commerciale che di solito si trova fuoricittà. Ebbene Upim Pop non c’è più. No, no, non è che abbia chiuso, per carità, lei è sempre lì, attiva, aperta, a disposizione dei clienti. Ma non c’è più. Commercialmente non esiste come non esisti commercialmente quando non sei visibile, quando sei nascosta, quando non hai visibilità. Il grande negozio paga un profumatissimo affitto per essere collocato in uno degli incroci più strategici della città, per averne la dovuta visibilità, ma queste spese sono vane perché vetrine, marchi, brand, loghi e colori del negozio sono totalmente occultati da una coltre di banchetti, bancarelle (e i loro immancabili camion-anni-settanta in sosta selvaggia di fronte a mo’ di magazzino), auto in seconda fila.
Uno schifo più unico che raro: ci piacerebbe sapere se il Gruppo Coin aveva calcolato che la Upim Pop romana sarebbe stata inaugurata non in una capitale europea, ma in un qualche paese del Maghreb. Glielo chiederemo direttamente con una mail. Nel frattempo continua la nostra riflessione su chi siano i veri ‘padroni’ di questa città. I cittadini, i grandi investitori, la politica o la camorra delle bancarelle? Qualche anno fa bancarellari e mutandari iniziarono ad esprimere consiglieri municipali, oggi siamo ai consiglieri comunali, presto avranno in mano posti chiave in giunta e qualche assessore. A quando un sindaco espressione di questo scandalo mondiale che non esiste in nessuna altra città del mondo?

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categoria: articoli

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Commenti (20)

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  1. Anonymous says:

    interessante. La nuova “upim” sta già in crisi ? Se è cosi sarebbe riduttivo incolpare le bancarelle…..semmai si doveva tenr conto del centro commerciale di termini (che potrebbe anche crescere..).
    A dirla tutta la prima espressione dei” bancarellari” è stata il ministro Brunetta !
    poi comunque ognuno dei consiglieri risponde a logiche di mercato ed economiche , quindi non facciamo tanto i moralisti ! Vedi assunzioni atac e stipendi di migliaia di euro dati come se nulla fosse (sottolineo, rispettando sicuramente la legge…. ) .

  2. max44 says:

    Anche oggi avete toccato un altro punto dolente di quella magnifica piazza che è S.M.Maggiore.
    Inserisco un altro elemento,la pavimentazione.
    Per capire gli interessi che gravitano su quei 50 metri di strada,Vi dico che quando fù ripavimentata tutta la zona solo quel marciapiede non fù toccato (facile dimostrarlo basta andare lì) ed è in una situazione disastrosa grazie ai banchi che insistono sull’asfalto del marciapiede, occupandone,tra l’altro, circa l’80% e costringendo i pedoni a camminare sulle grate di ferro che quando sono bagnate sono scivolosissime.

  3. Massimiliano Tonelli says:

    Interessante questa storia del marciapiede Max. Se hai tempo per fare foto e video me le mandi che facciamo un piccolo focus per riuscire ancor meglio a capire chi davvero comanda in città?

  4. max44 says:

    IL tempo non è un problema è che la paura è tanta nonostante le rassicurazioni di chi li difende,ci provo.

  5. Les says:

    Ve l’immaginate New York, Los Angeles, Parigi, Londra, Berlino, Madrid, Barcellona…con le bancarelle davanti alle vetrine dei negozi?

    Impossibile, SOLO A ROMA.

  6. max44 says:

    Les il massimo lo puoi trovare all’inizio di via della Croce una bancarella di generi inqualificabili non ti permette di vedere le vetrine di Hogan ed hanno anche un magnifico attacco alla rete elettrica,quanti vorrebbero avere la stessa opportunità ?

  7. Flavio Gioia says:

    Mi sembra incredibile che un colosso nazionale come Upim sia succube delle bancarelle e della doppia fila.
    Ma sapete quanto gli costa in termini di immagine e di perdita di “corporate appeal”?

    Se io fossi il capo di Upim prima chiamerei i vigili, poi se stranamente si dimostrassero complici dei bancarellari formerei io una squadra di cinque “disturbatori” per convincere gli abusivi a spostarsi. È brutto da dire ma nella Roma di Alemanno ci si fa giustizia da sè.

  8. max44 says:

    Non è detto che non ci hanno provato,poi all’italiana,visti i risultati,hanno capito che forse le bancarelle richiamavano gente forse…

  9. Flavio Gioia says:

    Non si vede nemmeno il loro nome.
    Credo che il 50% della gente che passa di lì non si accorga nemmeno che c’è un Upim.

  10. Bordoni sta tendando di rifarsi la verginità dopo la delibera famosa…Dire che c’è racket e che serve l’istituzione di un reato penale ad hoc è emblematico.

    Tuttavia mettere nero su bianco che sono vietate tutte le cartellonistiche pubblicitarie nella città storica (eccetto pubblica utilità…che invero non si sa cosa voglia dire) è di per se qualcosa. Addio agli 1×1 disseminati per il centro? Magari, sarebbe già una piccola vittoria. Ma finché non lo vedo non ci credo.

    I 4×3 solo fuori dall’anello ferroviario…Anche questa sarà dura da far rispettare.

  11. marco says:

    Ho notato che in tutto l’articolo c’è una sola volta la parola “rimozioni”, ed è riferita solo a quelle già fatte.
    Curioso.

  12. Flavio Gioia says:

    Vorrei far notare che in Viale Trastevere altezza San Francesco a Ripa c’è un 4×3. Siamo in piena città storica. Che ne pensa Bordoni?

  13. anonimo says:

    questa è una indecenza che dura da anni, è stato più volte richiesto lo spostamento di queste bancarelle,dalla upim dai cittidini e dal municipio,proprio x ovviare gli inconvenienti cosi ben evidenziati, la risposta dell’assessorato ed anche dei precedenti, la vedete da voi, potrei dire molto altro su quelle bancarelle e sul perchè stanno li ma mi astengo per ora…..
    Letizia Cicconi

  14. Massimiliano Tonelli says:

    Eh no, non ti astenere. La gente deve sapere, altrimenti non si creerà mai una vera e robusta opinione pubblica contraria a questo scandalo tutto romano. E senza una opinione pubblica contraria ci terremo questo genere di commercio ambulante indegno anche del Cairo per altri cinquant’anni.

  15. Plinio says:

    La cosa peggiore è che la gente fa la fila per comprare quegli stracci, e se dici qualcosa in merito ti additano come il fascistone che vuole privare il popolo dei sui beni a “prezzo sociale”.
    Finchè non si creerà una cultura del decoro, queste attività zingaresche continueranno a prosperare!

  16. Andrea Lesti says:

    E lo scontrino fiscale viene rilasciato ???

  17. MNZ145 says:

    Paroele sacrosante! Passare davanti ad Upim mi ricorda tutte le capitali del terzo mondo. In nussuna altra capitale europea verrebbe tollerata tale scena. Voglio ringraziare il per la sua complicità. Ma quando andrà via Corsetti dal centro storico? Mi sembra un altro Mubarak / Berlusconi, fossilizzato nel tempo del nulla fare!!

  18. Max says:

    Concordo con Plinio!!

  19. Flavio Gioia says:

    Anche dalle puttane c’è la fila, ma questo non significa che dobbiamo accettarle in strada.

    Una soluzione per le bancarelle potrebbe essere quella di concentrarle nelle aree di mercato (ogni mercato è pieno di banchi vuoti). Così liberiamo le strade e le signore restano contente.

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