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L’insostenibile provincialismo della nostra offerta alberghiera

Ci avete mai riflettuto. Come mai dovunque, ma non a Roma. Eppure siamo una città turistica, o almeno così definita. Eppure abbiamo decine di milioni di persone che, ogni anno, vengono a visitare le nostre bellezze (sebbene nascoste da una coltre di degrado assoluta). Nonostante tutto ciò non c’è Mandarin, non c’è Bulgari, non c’è Hyatt, non c’è Intercontinental, non c’è Four Season, non c’è Setai. Insomma la stragrande maggioranza tra le catene alberghiere più prestigiose al mondo non ha sedi da noi. E non c’è neppure da dire che sono catene che preferiscono non investire in Italia, perché il Four Season a Firenze c’è, perché il Bulgari e lo Hyatt a Milano ci sono. E allora, perché?

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Commenti (5)

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  1. Anonymous says:

    possibile che dai tanta importanza a “marche” e “marchette” varie…

  2. dionisio says:

    per lo stesso motivo per cui starbucks non c’è in italia.

  3. Intercontinental c’è Massimiliano: sta a Trinità de Monti.

  4. Massimiliano Tonelli says:

    Hai ragione, uno sputazzo di Intercontinental c’è…

  5. anonimo says:

    Al Pigneto c’è Eurostars.

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